Grida di aiuto e caos, nuova protesta in carcere: 4 detenuti feriti. Allertata la Digos

E' stata una giornata ad alta tensione nella casa circondariale del capoluogo dove due reclusi hanno compiuto atti di autolesionismo, uno ha avvertito un malore e infine una persona è stata trasportata in ospedale. Tutto sarebbe dovuto alla carente assistenza sanitaria: nel penitenziario non ci sono più infermieri e "i detenuti non hanno nemmeno accesso ai farmaci salvavita", spiega il sindacalista Aldo Di Giacomo. "Ho allertato il presidente Toma e le forze dell'ordine".

Il momento clou intorno alle 14, quando anche chi passava in via Cavour e perfino chi era al lavoro negli uffici dei palazzi vicini ha potuto udire distintamente quelle grida disperate provenire dall’interno della casa circondariale di Campobasso. “Aiuto, aiutateci”. Qualcuno, dalle celle, probabilmente aveva anche afferrato degli oggetti che sbatteva contro le grate.

Carcere Campobasso ambulanza

E’ stata una giornata ad alta tensione all’interno del carcere, dove poco dopo l’ora di pranzo è stato richiesto l’intervento del personale sanitario arrivato con un’ambulanza inviata dal 118 successivamente scortata all’ospedale Cardarelli da un mezzo della Polizia penitenziaria.

Carcere Campobasso ambulanza

In quelle stesse ore in carcere è stato richiamato tutto il personale proprio per tenere sotto controllo una situazione che ha rischiato di degenerare. Quattro reclusi si sarebbero feriti: due in particolare avrebbero commesso atti di autolesionismo, uno avrebbe avuto un malore. Infine un altro è stato trasferito al Cardarelli.

Nemmeno in serata la protesta che ha tenuto in apprensione i dipendenti del penitenziario è rientrata: si sono ancora sentiti grida di aiuto e il rumore degli oggetti sbattuti contro le grate delle celle. Per questo, è stato ritenuto opportuno allertare la Digos di Campobasso. 

Tutto sarebbe riconducibile al problema dell’assistenza sanitaria: ci sono difficoltà a reperire assistenti sociali e di infermieri. E senza questi ultimi “i detenuti non possono nemmeno avere a disposizione i farmaci salvavita”, ha riferito a Primonumero Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che proprio tre giorni fa in una conferenza stampa ha denunciato la carenza di personale medico e infermieristico esistente all’interno del penitenziario alla Procura della Repubblica ed al Magistrato di Sorveglianza. Una situazione iniziata dal 31 dicembre scorso, quando sono scaduti i contratti di due infermieri che erano in servizio.

Per garantire dunque la tutela della salute dei reclusi e per lanciare l’allarme sulla protesta che non si concluderà nelle prossime ore, Di Giacomo ha contatto il governatore Donato Toma e allertato le forze dell’ordine. “La situazione è da tenere sotto controllo”, ha aggiunto.

Mentre della questione è stata interessata anche la dottoressa Virginia Scafarto, commissario dell’Asrem, la Garante regionale dei Diritti della Persona, Leontina Lanciano, ha chiesto di “monitorare la situazione e verificare le condizioni dei detenuti, allo scopo di risolvere il problema per il bene di tutti”.

“Visito con frequenza la struttura di via Cavour, dove ci sono, come in tante altre case circondariali, dei problemi da risolvere. Quello che sta succedendo in queste ore va affrontato con grande attenzione –le parole di Leontina Lanciano – I detenuti lamentano forti disagi sul piano sanitario, in particolare la carenza di personale infermieristico. Non è una questione di poco conto. La Comandante del carcere ha informato della vicenda il Presidente della Regione Donato Toma. Le istituzioni sono pronte a risolvere la vertenza di natura sanitaria e infermieristica. Bisognerà evitare che il clima si inasprisca ulteriormente e che il personale di Polizia Penitenziaria possa operare senza il timore che da un momento all’altro possano esserci problemi”.

Carcere Campobasso ambulanza

Non è la prima volta che nella struttura, dove spesso vengono intercettati droga e microtelefonini, si registrano episodi simili, molti dei quali denunciati dal sindacalista Aldo Di Giacomo. Tra celle sovraffollate e una serie di carenze, la vita dei reclusi è durissima: c’è malcontento, qualcuno avrebbe persino provato a togliersi la vita.

Le proteste, poi, hanno dato vita anche a fatti più gravi: lo ricorderete, qualche mese fa da uno dei blocchi della casa circondariale venne acceso un incendio e bruciati materassi e rotte le finestre di alcune sezioni. I detenuti protestavano per le restrizioni introdotte per le telefonate con i familiari e vennero colpiti da pesanti provvedimenti.