Gli studenti detenuti ricordano la Shoah: brani, poesie e immagini dai lager

Le parole sconvolgenti che raccontano la più terribile fabbrica della morte nazista, ne “L’inferno di Treblinka”, primo reportage dai campi firmato da Vasilij Grossman, il più popolare corrispondente di guerra dell’Armata rossa.

Le testimonianze dell’orrore dei lager, raccolte da Wolfgang Sofsky ne “L’ordine del terrore”, i versi struggenti della poesia “C’è un paio di scarpette rosse” di Joyce Lussu. Sono alcuni esempi dei brani e componimenti letti dagli studenti detenuti della sede carceraria dell’Ipseoa “Federico di Svevia” durante la celebrazione della “Giornata della Memoria”, nel pomeriggio di lunedì 27 gennaio.

Gli alunni, a turno, sono intervenuti nello spazio scenografico ideato da un allievo, delimitato da fili di lana con le immagini emblematiche della Shoah. Un riferimento simbolico al filo spinato dei campi di sterminio, ma anche al legame forte con la storia, che non si deve mai spezzare. La professoressa Anna Di Gregorio, ospite dell’incontro, ha in seguito presentato alla platea un video-reportage da Auschwitz. Una sequenza di immagini rese ancora più toccanti dalle parole della scrittrice olandese di origine ebraica Etty Hillesum, definita il “cuore pensante della baracca”, tra le vittime dell’Olocausto.