Fondo solidarietà comunale, sindaci in ansia: “Taglio medio del 5%”

La denuncia: "I conti non quadrano: il Fondo viene aumentato a livello statale ma per i piccoli Comuni c'è un taglio dei trasferimenti". Domani sarà inviata una lettera di chiarimenti al Dipartimento Finanza Locale del Ministero dell'Interno.

La spia rossa si è accesa alla fine dell’anno, quando il Parlamento ha riservato un ‘regalo’ inaspettato agli amministratori dei piccoli comuni.

Sul Fondo di solidarietà comunale troppi piccoli Comuni subiranno un taglio, nel 2020, in media del 5 per cento“: così l’Anci (Associazione nazionale piccoli comuni) spiega la brutta sorpresa che i sindaci hanno trovato nel Decreto fiscale. Ovviamente la notizia ha scatenato reazioni di protesta tra i rappresentanti dei piccoli Comuni che ora si sentono quasi ‘traditi’.

“Non ci siamo. La Conferenza Stato-Città dell’11 dicembre, alla quale l’Unione nazionale dei Comuni (Uncem) non è invitata, ha dato il via libera a un sistema di perequazione che doveva prevedere aumenti, agevolare appunto l’equità. Invece avviamo l’anno con un taglio, che già sta preoccupando centinaia di sindaci italiani”: questa la denuncia di Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, in merito al taglio del Fondo di solidarietà comunale e alla rimodulazione – finora non comprensibile e comunque non accettabile – prevista dal Decreto Fiscale di fine dicembre. I Comuni stanno ricavando i dati in queste ore dal sito del Ministero dell’Interno (https://finanzalocale.interno.gov.it/apps/floc.php/in/cod/35).

L’Unione nazionale dei Comuni ha dunque provveduto a contattare i sindaci per ritardare di qualche settimana il bilancio preventivo. Del resto, “i conti non quadrano: il Fondo viene aumentato a livello statale ma per i piccoli Comuni c’è un taglio dei trasferimenti”.

Domani sarà inviata una lettera di chiarimenti al Dipartimento Finanza Locale del Ministero dell’Interno.

C’è un solo dato positivo all’interno del provvedimento: “Grazie a un emendamento al Decreto Fiscale del senatore Fornaro, i Comuni con FSC negativo avranno un contributo aggiuntivo e potranno trattenere maggiori risorse rispetto al passato”.

Per il resto la misura è da bocciare e ha aumentato le preoccupazioni dei primi cittadini che ogni giorno fanno salti mortali per assicurare i servizi minimi (le strade ad esempio) alla cittadinanza.

“Tutto il resto non quadra – sottolinea ancora il presidente dell’Uncem – e occorrono chiarimenti urgenti, anche per l’avvio della nuova imposta Imu più Tasi, definita in legge di bilancio, e rispetto alla necessità urgente di riscrivere le regole della finanza locale, della capacità impositiva, modificando calcolo dei fabbisogni e delle capacità fiscali, puntando su determinazione e finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni e sulla correzione degli effetti su enti deboli come i piccoli Comuni delle aree interne e montane. Per ora restiamo in attesa di chiarimenti e dati certi che riducano preoccupazioni e allarmi dei sindaci di queste prime ore del 2020″.