Esplode fabbrica chimica in Spagna. Campanello d’allarme per fare bene i compiti a casa, dove ne abbiamo tre

Ha suscitato poco interesse in Italia la notizia dell’esplosione di una centrale chimica a Tarragona, vicino Barcellona, avvenuta martedì scorso e che ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di diverse altre persone.

In Spagna ovviamente già infuriano le polemiche per la mancata attivazione dell’allarme alla popolazione e per l’inadeguatezza della preparazione e gestione della potenziale crisi ambientale. Come in tutte le situazioni di crisi, a posteriori, ora si parla di revisione delle misure di sicurezza e di coinvolgimento attivo delle popolazioni. L’incidente dunque dovrebbe, soprattutto a Termoli, suscitare molto interesse e attenzione. Per il semplice motivo che nel Nucleo Industriale della Val Biferno, fra le altre centrali attive, ci sono ben tre fabbriche chimiche (FIS Fabbrica Ital Sintetici, Momentive Performance Materials Specialities e Performance Additives Itay).

Il tema della sicurezza ambientale e delle procedure di comunicazione e informazione a favore della popolazione in merito ad eventuali incidenti resta tanto importante quanto, come ci insegna l’esperienza spagnola, trascurato. Al di là del mero ossequio che certamente è garantito agli aspetti burocratici e amministrativi, sappiamo davvero come cittadini cosa fare in caso di incidente? Le strutture dei comuni che affacciano sul nucleo industriale sono preparate, aggiornate e allenate alla gestione di una potenziale crisi? Lo sono le maestre dei nostri bambini e i docenti dei nostri figli? I dirigenti delle altre aziende del territorio saprebbero quali misure attuare a tutela dei loro lavoratori? I nostri ragazzi hanno cognizione di quali azioni compiere per poter gestire al meglio un’eventuale situazione di crisi e di pericolo?

La gestione dell’informazione, la manutenzione dei processi di controllo e di gestione delle crisi sono priorità che la comunità dovrebbero sempre tenere bene a mente. Lo scambio fra l’allocazione industriale che ha prodotto e produce occupazione e crescita del PIL a fronte di un ipotetico rischio della salute derivante da potenziali processi di produzione inquinanti o di incidenti che alcuni territori nel tempo hanno deciso di accettare o hanno subito per imposizione esterna, non dovrebbe comunque distogliere le comunità del loro diritto/dovere di pretendere una costante attività di controllo e di informazione su questi impianti.

D’altra parte le aziende chimiche presenti a Termoli sono importanti realtà societarie, alcune vere multinazionali che in passato hanno dovuto fronteggiare situazioni di crisi, pienamente consapevoli del loro ruolo all’interno delle comunità dove operano. L’auspicio, non sempre realizzato a volte per la poca sollecitazione proveniente dalle comunità ospitanti, è quello che queste società possano applicare in tutti i territori dove sono presenti i miglior standard per rendere concreti i principi di responsabilità sociale d’impresa, di comunicazione ambientale e di informazione nei confronti dei diversi pubblici con i quali interagiscono, rendendo concreti quei principi di cui parlano nelle loro mission aziendali e nei loro bilanci sociali.

Su questo argomento così delicato per la salvaguardia del nostro territorio e per la sicurezza e la prevenzione della salute di tutti noi è forse arrivato il momento che si attivi un luogo di riflessione e d’azione per rendere realmente concreti questi strumenti. Una gestione comunitaria dell’informazione ambientale è indispensabile per renderci consapevoli che esistono tre centrali chimiche operanti vicino alle nostre case e che non possono essere ignorante per distratta o fiduciosa scaramanzia. Invece dovremmo essere in grado di far divenire queste realtà parti attive di un dialogo continuo e fattivo in grado di renderci reciprocamente responsabili gli uni, noi cittadini, nei confronti delle altre, le aziende chimiche, della loro presenza.

Sarebbe bello non dover mai dare o leggere una notizia come quella avvenuta a Terragona riferita a Termoli. Siamo ancora in tempo, tutti, per fare bene i compiti a casa.