Consorzi di bonifica sul lastrico, agricoltori in rivolta. Facciolla a Toma: “La Regione non ha mosso un dito”

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Agricoltori sul piede di guerra: i Consorzi di Bonifica molisani sono in default, hanno accumulato debiti e gestioni fallimentari che si traducono con disservizi gravi. Uno su tutti è l’irrigazione che non viene garantita, specialmente a Termoli dove per settimane manca l’acqua in alcune contrade e dove sembra imminente lo stop idrico. Le proteste, più o meno spontanee, sono partite con alcuni sit-in a Campomarino e Nuova Cliternia. Ma il disastro dei Consorzi di bonifica è ben più ampio e riguarda tutto il territorio regionale. A fronte di tutto questo la Regione sembra essere immobile.

Il consigliere e segretario regionale del Pd Vittorino Facciolla ha presentato una interpellanza urgente, firmata anche da altri rappresentanti delle varie forze di minoranza in consiglio Regionale, per chiedere al Presidente Toma cosa realmente si intenda fare con i consorzi di bonifica del Molise.

“La Regione Molise nel gennaio 2018 ha infatti approvato la legge di Riforma dei Consorzi di Bonifica che prevedeva di compiere una attenta analisi delle condizioni dei vari consorzi regionali e la successiva predisposizione di un piano di intervento finanziario in sostegno degli stessi. Ma dalle indagini condotte fino ad oggi da professionisti qualificati è emersa una situazione contabile, finanziaria ed economica preoccupante per i consorzi di bonifica di Termoli e Larino ed è chiaro che nulla è stato fatto da parte della Regione per cercare di risollevare i due enti; anzi sembrerebbe proprio che fino ad oggi il governo regionale non abbia trasferito ai Consorzi neanche le risorse finanziarie stanziate nel bilancio di previsione per l’anno 2019”.

Facciolla, che nella precedente legislatura regionale è stato assessore all’agricoltura, rimarca che sul Consorzio di bonifica di Termoli aleggia sui dipendenti lo spettro del mancato pagamento degli stipendi di gennaio “mentre gli agricoltori della stessa area, paventando una quasi certa interruzione dell’erogazione dell’acqua, stanno già provvedendo ad organizzarsi spontaneamente per avviare iniziative di protesta.

Tutto questo mentre da parte della regione arrivano solamente proclami pre e post voto e mentre l’attuale assessore all’Agricoltura (Nicola Cavaliere, ndr) continua a sollecitare costantemente il commissario del consorzio di bonifica di Venafro a dare seguito alle procedure di rinnovo della governance”.

La richiesta è di avere contezza della reale situazione debitoria di tutti i consorzi regionali. “Vogliamo capire come la Regione intende intervenire, intendiamo  venire a conoscenza di ogni progetto di straordinaria amministrazione che consenta ai consorzi di avere a disposizione ulteriori risorse come ad esempio lo stato dei due finanziamenti per la messa in sicurezza della vasca di laminazione di RipaSpaccata a Montaquila per 5 milioni di euro e quello per il completamento della vasca di laminazione Fossatella a Macchia di Isernia per oltre 30 milioni di euro, a suo tempo curati e coordinati proprio dal Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro e di cui si ha notizia che la Regione Molise vorrebbe ora gestire direttamente, escludendo il Consorzio da ogni beneficio economico quanto alle spese generali e di progettazione”.

E’ diritto dei molisani e dei tanti agricoltori della nostra regione, conclude Facciolla, “capire se la Regione intende attuare la fusione dei consorzi di Termoli e Larino e comprendere perché si debba rinnovare la governance del consorzio di bonifica di Venafro prima di dare seguito alla legge di riforma degli stessi”.

 

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