Cinghiali, emergenza senza soluzioni: mancano prevenzione e piani di contenimento. Dopo la tragedia sos alla Regione

Coldiretti chiede al presidente Donato Toma di intervenire con un'apposita legge per dotare i proprietari di terreni di regolare licenza di caccia e armi adeguate per poter abbattere gli ungulati. Forse solo una soluzione tampone perchè "la normativa nazionale non consente l’abbattimento di cinghiali al di fuori del periodo di caccia".

Quante altre tragedie dovranno accadere prima di un intervento decisivo e risolutivo contro i cinghiali? Quando saranno introdotte nuove norme sull’abbattimento di questi animali che ‘sbucano’ di notte e di giorno sulle strade, devastano i campi e costituiscono un pericolo per la pubblica sicurezza? Non ce ne vogliano gli animalisti, ma la morte del muratore finito fuori strada proprio per schivare un cinghiale ha acceso i riflettori su un’emergenza che, a livello regionale e nazionale, non è più rinviabile.

Di mezzo c’è la vita delle persone. E’ un problema di sicurezza soprattutto in Molise, già noto per il disastro viabilità: vie strette, disconnesse e senza illuminazione sufficiente costituiscono un rischio. Con il sovraffollamento dei cinghiali è un mix potenzialmente molto pericoloso.

Manca purtroppo la prevenzione, l’eterna sconosciuta nel Paese in cui provocano morte e distruzione terremoti, frane e infrastrutture (ponti e gallerie) carenti.

Sono assenti i piani di contenimento perchè “la stessa normativa nazionale vieta l’abbattimento di cinghiali al di fuori del periodo di caccia o ne limita il numero di esemplari da abbattere“, denuncia la Coldiretti Molise in una nota stampa inviata il giorno dopo il decesso dell’uomo, sposato e padre di tre figli, morto dopo 13 giorni di rianimazione. All’alba dello scorso 22 dicembre era finito fuori strada con la propria auto, sul tratto tra Montenero di Bisaccia e San Salvo, nel tentativo di evitare l’impatto con un cinghiale.

Incidenti del genere si registrano, purtroppo, sempre con maggior frequenza in varie regioni. In Molise si può parlare di emergenza perchè il numero dei sinistri è sempre più elevato nonostante una densità di popolazione molto più bassa rispetto al resto d’Italia. In pratica, c’è una sproporzione tra il numero di cinghiali rispetto agli abitanti.

Anche le numerose battute di caccia, nel corso di una delle quali pochi giorni fa ha perso la vita un cacciatore, non sono sufficienti a diminuire il numero di questi animali che la fanno ormai da padroni su tutto il territorio.

Coldiretti quindi lancia l’ennesimo sos e chiede alla Regione interventi urgenti. 

“Sono mesi – afferma il delegato confederale Giuseppe Spinelli – che chiediamo al presidente della Regione, Donato Toma, e all’assessore all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, di intervenire e trovare subito una soluzione al problema tanto letale per l’economia quanto pericolosissimo per l’incolumità delle persone, visto che questi animali entrano ormai indisturbati nei centri abitati e spesso aggrediscono agricoltori a lavoro nei propri campi”.

Anche l’associazione pone una serie di interrogativi: chi risponderà ora moralmente delle morte del 49enne? Al Governo sembra interessare più la sorte di un cinghiale che l’incolumità delle persone, vista la mancanza di provvedimenti adottati. E ancora: chi avrebbe potuto e dovuto intervenire affinché ciò non si verificasse?

“Il nostro grido d’allarme – insistono dalla Coldiretti – è rimasto inascoltato per mesi dalla politica nazionale e regionale, soffocato da false promesse e da un immobilismo politico regionale inaccettabili”.

In tutti questi mesi sono state fornite alcune indicazioni alla politica nazionale per risolvere l’emergenza. Ad esempio, al presidente Toma, all’assessore Cavaliere e ai gruppi consiliari è stata consegnata una proposta di legge regionale, scritta sulla falsariga di quella approvata dalla Regione Marche, che consentisse agli agricoltori, muniti di regolare licenza di caccia ed armi adeguate, di poter abbattere i cinghiali nel proprio fondo nel corso di tutto l’anno, consentendo agli imprenditori di proteggere i loro campi dalla devastazione dei cinghiali abbassandone nel contempo il numero. Una soluzione che probabilmente risolverebbe solo in parte il problema.

L’importante è comunque agire subito. “La Regione – rincara la dose Spinelli – deve intervenire subito e senza esitazione. La posta in ballo è troppo alta per avere dubbi o tentennamenti. Chiediamo pertanto al Governatore una presa di posizione forte del Molise nei confronti del Governo centrale per consentire alla Regione di poter mettere in atto tutte le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza in atto.

Il tempo delle promesse. Siamo di fronte ad un’emergenza che rischia di dare il colpo di grazia all’economia regionale e mina il diritto dei cittadini di potersi muovere in sicurezza nel territorio”.