Cimitero al gran completo: pochi loculi, si allungano i tempi d’attesa

Il camposanto di via San Giovanni è di nuovo in crisi. In attesa che vengano costruiti 480 nuovi loculi, il Comune ha vietato la vendita diretta alla Dondi: "Potrà farlo solo in caso di decessi ordinari". Inoltre è stata avviata la richiesta di risarcimento danni dopo l'allagamento del blocco E, dovuto alla "mancanza di opere per il drenaggio e impermeabilizzazione del terreno", ha dichiarato il sindaco Gravina. "Vorremmo evitare di costruire un nuovo cimitero: l'impatto ambientale sarebbe notevole".

Tutto esaurito. Sarebbe una bella notizia se si parlasse di un concerto o di uno spettacolo teatrale. La realtà è molto più drammatica e dolorosa: sono rimasti pochi posti disponibili al cimitero di Campobasso. Da anni in crisi di spazio e luoghi, ora di nuovo sul punto di scoppiare.

Da un lato l’amministrazione vorrebbe evitare la costruzione di un nuovo camposanto. Dall’altro, per scongiurare di trovarsi in emergenza, ha vietato alla Dondi (società concessionaria dei servizi cimiteriali che gestisce la parte nuova del camposanto) la libera vendita di nicchie e logge. Un drastico stop al business nato sull’abitudine, molto radicata nel capoluogo, di acquistare il loculo anche anni prima delle reali necessità.

Le luttuose conseguenze della mancanza di spazi sono emerse in questi giorni quando le bare sono state ‘depositate’ nei locali vicini agli uffici cimiteriali.Le salme hanno dovuto aspettare alcuni giorni prima di essere tumulate“, la denuncia che Alberto Tramontano, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, ha fatto nell’Aula di palazzo San Giorgio questa mattina (15 gennaio) durante la discussione di una mozione sull’argomento.

Anche perchè altrimenti fra poco a Campobasso sarà pure vietato morire, nonostante si stiano svolgendo i lavori per la costruzione di una nuova struttura e il ripristino del ‘blocco E’ allagato da un nubifragio a fine agosto. Le bare tumulate in quell’area sono state trasferite in un’altra ala provocando dolore e disagi alle famiglie dei defunti. E oggi, in Consiglio comunale, il sindaco Gravina ha fornito le prime informazioni sull’allagamento del blocco E: “Mancavano le opere di drenaggio dell’acqua e di impermeabilizzazione del terreno”. L’emergenza in quell’area è rientrata e il primo cittadino ha firmato il dissequestro della parte allagata. Al tempo stesso, ha annunciato, “ho già dato mandato al legale del Comune, l’avvocato Matteo Iacovelli, di agire contro la ditta per il risarcimento dei danni che quella situazione ha arrecato ai familiari dei defunti del lotto E ed al Comune. L’area oggi è tornata fruibile e da circa 15 giorni la disponibilità dei loculi è tornata alla normalità”.

Infine, “abbiamo preteso dalla Dondi la vendita dei loculi per decesso ordinario, e non, come accaduto in passato, per prenotazione come se vendesse appartamenti”. Il che ha consentito di ‘recuperare’ circa 200 posti.

Gravina ha pure chiarito la questione degli avvisi apparsi sui loculi acquistati 40 anni fa: scaduta la concessione, il Comune ha chiesto fino a 1000 euro per il rinnovo. “Gli uffici cimiteriali hanno provveduto nei mesi antecedenti a contattare gli eredi dei defunti”, ha spiegato il primo cittadino.

Interventi con cui il Comune spera di poter “scongiurare la costruzione di un nuovo cimitero che avrebbe un impatto ambientale comunque notevole. Tutto questo, tenendo conto che la Dondi ha ancora da ampliare la parte nuova con un totale di 480 loculi, un numero considerevole che ci fa stare tranquilli sui decesso ordinario.”

A fine discussione, la mozione presentata dai consiglieri di minoranza del centr destra non è stata approvata: 18 i voti contrari, 5 i favorevoli e un voto di astensione.