Carresi, ci sarà il processo. 29 rinviati a giudizio tra amministratori e organizzatori delle corse

Comincerà a giugno il processo per maltrattamento sugli animali e doping innescato dalla inchiesta giudiziaria sulle Carresi del 2015, che aveva portato anche al sequestro delle stalle e dei buoi. Sono 29 le persone raggiunte dal provvedimento che andranno alla sbarra, tra cui gli ex sindaci di San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone

29 persone tra sindaci, amministratori, organizzatori e spettatori sono state rinviate a giudizio per le Carresi del 2014 e del 2015. L’udienza preliminare del processo si svolgerà a giugno, quando si entrerà nel vivo a livello giudiziario di uno dei casi più discussi della cronaca locale.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Larino, Marianna Meo, contesta agli indagati reati gravissimi che vanno dal maltrattamento di animali all’organizzazione di spettacoli con animali non autorizzati. Contestato anche il reato di doping.

Enpa (Ente nazionale protezione animali), unica parte offesa nel procedimento rappresentata dall’avvocato Claudia Ricci, esulta: “Sarà fatta finalmente giustizia”.

I fatti risalgono al 2014 e al 2015 e si riferiscono a San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone dove si organizzano “spettacoli” in cui i buoi trainano pesanti carri che si sfidano in una corsa.

L’indagine della Procura di Larino è partita da una denuncia dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che ha anche raccolto (e consegnato agli investigatori) materiale video che comprovava i maltrattamenti subiti dagli animali. In un caso, le Guardie Zoofile Enpa furono anche oggetto di insulti (che colpirono anche la presidente nazionale Enpa, Carla Rocchi), intimidazioni e minacce di morte.

Tra le persone rinviate a giudizio figurano anche i sindaci in carica in quegli anni di San Martino in Pensilis, Ururi e il vice sindaco di Portocannone oltre ai componenti delle commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli i quali – in un caso in particolare – autorizzarono la gara nonostante il parere contrario dei veterinari.

I capi di imputazione sono relativi nello specifico a “sevizie, maltrattamenti di animali ed utilizzo di farmaci senza prescrizione medica in violazione degli articoli 544 ter e 544 quater del codice penale”.

L’inchiesta era sfociata nel 2015 nel sequestro delle stalle e dei buoi da parte dei Carabinieri del Nas. L’ex procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro aveva deciso di adottare la decisione a pochi giorni dalla Carrese di San Martino in Pensilis del 30 aprile, per “l’assenza di prescrizione medica, l’uso di medicinali sui buoi ed i cavalli superiore al limite consentito e l’impiego di verghe e pungoli sui buoi per spingere l’animale a correre più velocemente”.

Il caso era stato molto dibattuto, sollevando proteste veementi, manifestazioni anche davanti il Palazzo di Giustizia di Larino contro la decisione del Procuratore, e avviando di fatto una revisione delle modalità di corsa delle Carresi con nuove regole.