Campobasso città sannita, 2020 anno della svolta: soldi dalla Regione, manca solo l’ok del Ministero

Dopo il classico intoppo burocratico e a distanza di due anni dalla delibera della Giunta regionale che ha stanziato 270mila euro, presto dovrebbero ripartire gli scavi nell'importante sito archeologico. La documentazione è stata inviata al Ministero per i beni culturali, soggetto attuatore del progetto.

L’attesa svolta sta per arrivare: presto ripartiranno gli scavi a Monte Vairano, dove il professore Gianfranco De Benedittis ha scoperto l’insediamento di una grande città sannita.

Lo scorso 18 dicembre è infatti stata firmata dal dirigente regionale Giuseppe Giarrusso e pubblicata la determinazione ufficiale con cui la Regione Molise affida i lavori, con un finanziamento da 270mila euro totali, al Ministero dei beni culturali. E’ stato dunque superato finalmente il classico intoppo burocratico che ha rallentato le operazioni.

Sono passati quasi due anni dal 25 febbraio 2018, ossia quando la Regione Molise si è impegnata con la delibera numero 172 a stanziare una somma di 270mila euro per “lo scavo, il restauro e l’allestimento dell’area archeologica di Monteverde di Monte Vairano, in territorio di Mirabello, Busso e Baranello”.

Sono passati tanti mesi, quasi 22 per la precisione. Un ritardo che ha temporaneamente fatto abbandonare gli scavi compiuti nel prolifico 2017.

L’attesa è finita: il 18 dicembre 2019, tramite la determinazione numero 302 del 17 dicembre, la Regione Molise ha affidato il 100 percento dei lavori al soggetto attuatore, ovvero il Mibact, confermando il finanziamento da 270mila euro.

Qual è il prossimo step? Stando alle informazioni trapelate dall’Assessorato regionale alla Cultura guidato da Vincenzo Cotugno, bisogna solo attendere che il Ministero, a cui è stata inviata la stessa determinazione, invii alla Regione il disciplinare dell’accordo firmato. Dovrebbe trattarsi di un passaggio veloce e senza ostacoli, riferiscono ancora dall’Assessorato, altrimenti il Mibact avrebbe sollevato dubbi già all’indomani della delibera del febbraio 2018, e invece non è accaduto. Significa che presto si tornerà a lavorare sul sito archeologico.

Insomma, si aspetta con ansia il provvedimento finale, il disciplinare firmato, per avere la concessione. Poi è chiaro che sarà il Ministero, in quanto soggetto attuatore, a stabilire come gestire i soldi e a chi affidare i lavori. 

Da 40 anni  gli scavi di Monte Vairano sono condotti da oltre quarant’anni dall’archeologo Gianfranco De Benedittis. Qualche settimana fa raccontavamo le mirabilie riportate alla luce dal professore campobassano, la grande città sannita che aspetta solo di venire alla luce.

Dunque, la luce in fondo al tunnel si vede: il 2020 può e deve essere l’anno della svolta, di quella ripresa dei lavori che buona parte dei molisani saluterebbe con grande favore. La stessa amministrazione comunale di Campobasso ha deciso di dirottare sulla riqualificazione dell’area archeologica anche 2 milioni di euro previsti nel Cis Molise, il Contratto di sviluppo istituzionale.

I finanziamenti insomma saranno una ‘manna’ dal cielo considerando che finora di soldi pubblici non se ne erano visti. Infatti, erano stati i privati a sovvenzionare l’opera. Con la Banca Popolare delle Province Molisane in prima fila.

Dopo l’ok definitivo del Ministero, l’incarico di riprendere gli scavi dovrebbe essere assegnato di nuovo al ‘padre’ di Monte Vairano, ossia il professore De Benedittis, il primo che ha compreso l’importanza di un sito archeologico che potrebbe riscrivere la storia dei sanniti in Molise.

FdS