Bocconi sospetti destinati alla colonia felina. Nuovo caso di esche killer in pochi mesi

Un nuovo caso di esche killer a Campomarino Lido: il piatto di pasta, con all’interno veleno, era destinato alla colonia felina, registrata e protetta, di via Bologna.

I gatti sono animali domestici eleganti: gli antichi egizi li chiamavano Myeu e Techau, in base al sesso maschile o femminile, e li veneravano a tal punto che, se uno di loro veniva ucciso, il responsabile subiva la stessa sorte. Conosciuti fin dall’antichità per la loro abilità nel cacciare, sono sempre stati utili alla società per liberare campi ed abitazioni da roditori nocivi e serpenti.

Eppure, malgrado la ‘modernizzazione’ attuale che ci separa dagli antichi egizi, la figura del gatto si è trasformata ed il suo ruolo nella società sembra risultare scomodo a qualcuno che ha deciso di liberarsene, avvelenandoli. Accade in via Bologna a Campomarino Lido dove ieri mattina, sabato 11 gennaio, è stato rinvenuto un piatto con del cibo ‘corretto’ al veleno che, per fortuna, non ha raggiunto il suo scopo.

L’episodio lo ha raccontato la stessa volontaria che ha scoperto le esche killer: “Nel primo pomeriggio di ieri ero a Campomarino Lido per controllare la colonia – spiega al telefono con Primonumero.it – Qualcosa mi ha spinta ad andare, anche se della colonia felina di via Bologna si occupa un’altra persona. Ho visto che nel piatto contenente la pasta c’era qualcosa di strano, anomalo: dei bocconi color verde. Ho preso il piatto e l’ho avvicinato al volto per controllare”.

È stato questo il momento in cui tutti i sospetti, fino ad allora solo immaginati, si sono tramutati in triste realtà: “Un odore acre, pungente, mi ha assalita. Ho guardato attentamente nel piatto e mi sono accorta che qualcosa non quadrava”. Qualcuno, o più d’uno, aveva mischiato del veleno con la carne delle scatolette destinate ai gatti, rendendo il boccone irresistibile e con l’unico obiettivo di uccidere i felini, come spesso accade in queste zone.

In seguito al ritrovamento si è mobilitata anche la Polizia Locale che ha sequestrato il piatto incriminato: “Lo faranno analizzare da un veterinario per capire di cosa si tratta”, conferma la volontaria. Il sospetto, forte più che mai visti i precedenti, è che possa trattarsi di veleno per lumache, in genere metaldeide, di facile e veloce reperimento: chi lo acquista sa perfettamente che l’assunzione, anche di poche gocce, è letale per cani e gatti e potrebbe risultare tossico anche per i bambini. Per questo chi lo mescola a deliziosa carne e lo lascia nei piatti alla mercé di tutti, lo fa con l’unico intento di voler uccidere gli animali vaganti o padronali, fregandosene delle conseguenze e della sofferenza che provoca.

Casi sparsi si riscontrano da anni sul territorio, a cadenza quasi regolare e, quasi sempre, durante il periodo invernale quando è più difficile essere colti in flagrante. Da qualche mese, però, uccidono con feroce ed allarmate frequenza gli animali che si trovano sul territorio di Campomarino paese o Lido: “Un paio di mesi fa – prosegue la volontaria – I bocconi avvelenati hanno sterminato un’intera colonia di gatti. Erano stupendi, tutti con il pelo rosso. Una mattina li abbiamo trovati morti, poco distanti dalle ciotole con il veleno”.

Episodi che ripercorrono la scia di quelli già avvenuti un paio di anni fa in paese quando i vigili, in seguito alle numerose segnalazioni, avevano provveduto a tappezzare le strade con i cartelli di ‘pericolo bocconi avvelenati’. Una strage inaudita, ai danni di animali che non davano fastidio a nessuno (se non alla vile mano che ha compiuto questa atrocità) e che apparve inspiegabile alla comunità che chiede maggior presenza da parte delle Forze dell’Ordine.

Un gesto disumano, vile, messo in atto da codardi che si vantano di far parte del genere umano, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: un bambino, sfuggito per un secondo alla vigilanza del genitore o del nonno, avrebbe potuto ingerire il boccone e rischiare la propria vita per la stupidità altrui.  

Chi compie atti premeditati di questo genere, ai danni di vittime innocenti che non posso difendersi, va fermato ad ogni costo: l’inciviltà e l’incoscienza, unite allo sprezzo per la vita in generale, sono sintomo di frustrazione, disagio e ristrettezza mentale, oltre che contrarie alla legislazione. Comportamenti del genere sono considerati reati in base agli articoli 544 bis e 544 ter del codice penale, con reclusione fino a 18 mesi.