Le rubriche di Primonumero.it - Vita in Versi

ANNANZƎ A LUPACCHIOLI

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    Di Antonio Andriani

    Percorro Corso Bucci
    con voglia di caffè
    e, magari, d’un bignè.
    In Piazza Prefettura

    dinanzi a Lupacchioli,
    ho già la tremarella,
    m’aspetta una Dunzella
    che ‘l core mi cattura.

    In fila, tanta gente
    fino alla Cattedrale;
    Lei dice al Generale:
    “È tempo di chiusura!”

    e Pepe impugna la spada
    senza saper regione:
    “Che sia rivoluzione!”
    proclama a faccia oscura.

    Andri100120 Parafrasi= la voce narrante della presente odicina anacreontica, schema metrico ABBC-DEEC-FGGC-HIIC, è un giovane che si appresta ad un incontro galante. Ad attenderlo c’è una graziosa Dunzella, ragazza che incarna l’intera città di Campobasso. All’interno della poesia, ci sono molti clienti in fila per entrare in pasticceria; c’è gente fino alla Cattedrale, in restauro. Tra i tanti avventori, è proprio lei a parlare e si sfoga, forse è nervosa poiché teme di non poter fare colazione, come tutte le altre mattine della sua vita. In coda, c’è anche il generale Gabriele Pepe, mica un semplice monumento, ma una persona in carne ed ossa. L’odicina anacreontica più rappresentativa della letteratura italiana è San Martino di Giosuè Carducci. Il titolo, in vernacolo, rivela che anch’io abbia atteso amici e ragazze davanti a quel, quasi sannitico, luogo di ritrovo.

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