Aida Romagnuolo, assessora mancata: no all’offerta di Toma per la delega al Lavoro e Sociale

Temendo che la fragile tregua potesse essere subito minata, il governatore ha convocato la consigliera dissidente in via Genova per un incontro chiarificatore. Confronto che alla fine è stato rimandato a causa di un malanno stagionale dell'ex esponente leghista, a cui il presidente avrebbe offerto il posto di Mazzuto e le deleghe al Lavoro e alle Politiche sociali. Una offerta però respinta, almeno per ora: Romagnuolo avrebbe chiesto del tempo per riflettere.

“Aida, vieni in via Genova così parliamo un po’?”. Più o meno con queste parole il governatore Donato Toma ha convocato Aida Romagnuolo, una delle dissidenti della sua maggioranza, a palazzo Vitale. Un incontro per chiarire la posizione della consigliera, che ha fatto capire di esserci “rimasta male” per essere stata messa nuovamente in un angolo.

Il suo ultimo post pubblicato su Facebook è stato interpretato come una nuova dichiarazione di guerra: “Le cose lette e sentite in questi giorni che sono il tutto e il contrario del tutto, sono solo inutili chiacchiere da cortile e i molisani, stanchi delle chiacchiere, vogliono solo i fatti. Io, e lo dico a tutti i molisani, non faccio parte del pollaio”.

Punto e a capo, insomma. Forse per evitare che la tregua di inizio 2020 venisse messa a repentaglio, il capo della Giunta ha pensato alle contromisure. Del resto, il rapporto con Filomena Calenda è stato recuperato: l’esponente isernina gli ha promesso fedeltà. Invece è considerata irrecuperabile la posizione di Michele Iorio, che si è dichiarato autonomo rispetto alla coalizione di centrodestra.

L’ultimo obiettivo politico è ricucire con Aida Romagnuolo. Ma il confronto in programma stasera sarebbe saltato per via di un’influenza che ha costretto la consigliera regionale a tornare a casa in fretta e furia. Nulla di fatto, quindi.

Le voci però circolano e fonti accreditate riferiscono che Toma abbia proposto alla Romagnuolo di entrare in Giunta al posto di Luigi Mazzuto mantenendo le stesse deleghe, Lavoro e Politiche sociali. Lei, a sorpresa, pare che abbia rifiutato: d’altronde si tratta di due deleghe impegnative e, nell’attuale scenario molisano di vertenze aperte e malcontento alle stelle, decisamente impopolari. La ‘pasionaria’ Casacalenda dunque ha dato forfait, almeno per ora, chiedendo al governatore del tempo per riflettere. 

Tempo che è dalla sua parte: secondo gli ultimi retroscena, il presidente non rimodulerà la sua Giunta almeno fino alle elezioni in Emilia Romagna per capire se cambieranno gli equilibri nel centrodestra e all’interno del Governo. Il clima è da resa dei conti in Molise e a Roma. E non è escluso che si vada ad elezioni anticipate.