A ‘Racconti d’inverno’ canti e letture conquistano il pubblico

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Sale in cattedra il libro di Michele Castelli “Italiani mata burros” nell’ambito della prima rassegna di “Racconti d’inverno”. Applausi scroscianti, dunque, per lo studioso dei nostri dialetti di origine santacrocese, unitamente ad un gruppo di autori molisani che porta nel cuore le radici del proprio paese.

La manifestazione si è tenuta nella caratteristica Chiesa del Purgatorio, a Colletorto, per promuovere la voce della lettura, che, sicuramente, nel momento in cui trionfano i social, non ha vita facile. A dieci anni dalla scomparsa di Guerino d’Alessandro, sono stati i “Quaderni colletortesi”, editi dalle Edizioni Italiane di Letteratura e Scienze, a dare inizio ad un appuntamento che ha interessato il pubblico presente.

Tra i canti del gruppo dei “Briganti del Fortore” e i pezzi melodiosi dei “Dolci flauti” di Santa Croce di Magliano, gli studenti di ogni ordine e grado di scuola hanno letto i passi di prosa più esaltanti sul piano tematico ed espressivo. La storia di Francesco, storia di intelligenza e povertà, tratta dal racconto “Amore a prima vista” del Castelli, suscita curiosità e delusione quando la madre è costretta a ritirarlo dalla scuola, in un contesto dove tutti, in famiglia, si rimboccano le mani per sopravvivere. Di Guerino d’Alessandro è stato letto, invece, il racconto “Il Falco”.

Si tratta della storia appassionante di un brigante generoso, che ruba ai ricchi per sfamare i poveri. I soldati lo cercano invano. Così le azioni di questa figura coraggiosa entrano nella leggenda con questo ritornello: “Se cerchi di qua, ei sta di là, il volo del Falco nessuno lo sa. Da Colletorto, a Larino, a Rotello si batte pel poverello. Lo credi a Bonefro, sta a San Giuliano, a Santa Croce lo cerchi invano”. Dulcis in fundo le ragazze delle Superiori hanno presentato “Il sole in tasca” di Romeo Iurescia” e “Il giardino delle rose” di Nicoletta Corsalini, autrice di racconti su storie di donne offese e violentate.

libro castelli Colletorto

A conclusione dell’iniziativa non è venuta meno la riflessione sull’importanza della lettura. Attività che grandi e piccini devono coltivare. Perché, come sostiene Umberto Eco, “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è l’immortalità all’indietro”.

Si ringrazia l’Associazione “La Coccinella”, il Comune, i professori Nicola Grimaldi e Michele Macchiagodena, gli studenti di Colletorto e di Santa Croce, i genitori per la riuscita della prima edizione di “Racconti d’inverno”. Significativo che Racconti d’inverno sia stato dedicato a Guerino d’Alessandro, scrittore e saggista di origine colletortese, dopo dieci anni dalla sua scomparsa.

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