VII Centenario Duomo di Larino, disponibile il dvd fra storia e architettura

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È disponibile il dvd realizzato in occasione de il VII Centenario del Duomo di Larino (1319 – 31 luglio – 2019).

Il video, coordinato dall’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino, in collaborazione con il Comune di Larino, il Gruppo Animatori Centro Storico e la “Pro loco”, associazioni quest’ultime entrambe della città frentana, è stato prodotto grazie ad una dozzina di sponsor che, con il loro contributo versato direttamente ad un laboratorio marchigiano specializzato nel settore, hanno garantito l’acquisto di un congruo numero di copie.

Il filmato, della durata complessiva di 57 minuti, comprende otto capitoli. All’introduzione di monsignor Gianfranco De Luca, Vescovo di Termoli-Larino, fanno seguito, nell’ordine: i cenni storici di Larino, dalle origini ai nostri giorni; la genesi della cattedrale (quella del 1° millennio); la cattedrale attuale (quella del 2° millennio); alcuni eventi legati alle solenni manifestazioni centenarie della terza decade di luglio 2019; la caratteristica festa di San Pardo, Patrono principale di Larino e diocesi; un cortometraggio (di Giuseppe Folchi) della stessa festa risalente agli anni 1947 o 1949; un altro cortometraggio (della “Settimana Incom”) di San Pardo, di certo effettuato nel 1948.

“La Concattedrale romanico-gotica di Larino – spiega una nota della Diocesi – è una delle più pregevoli opere d’arte dell’Italia centro meridionale.

Edificata, con ogni probabilità, nel corso dell’XI o XII secolo, fu poi ampliata e compiuta, assumendo la forma attuale, agli albori del XIV secolo. L’iscrizione incisa sull’architrave dell’ingresso principale attesta che l’inaugurazione del tempio avvenne il 31 luglio del 1319.

La facciata, a coronamento orizzontale, rappresenta l’ultimo lavoro dell’ampliamento-trasformazione dell’edificio preesistente.

Il ricco portale, con le eleganti colonne esterne contenenti, tra loro, leoni e grifoni, offre, tra l’altro, la stupenda lunetta includente le immagini scolpite di Gesù Crocifisso, con ai lati la Madonna e l’Apostolo San Giovanni, ed un Angelo che pone sul capo del Cristo la corona regale.

cattedrale Larino

La parte superiore propone, in particolare, l’incantevole rosone a tredici raggi con ai lati due distinte bifore.

Nel 1451 fu realizzato l’arco a sesto acuto su cui poggia la torre campanaria, completata nel 1523. Sul fianco della parte opposta al campanile, si apre un aggraziato ingresso minore che ripropone, con moderazione, lo schema del portale maggiore.

L’interno del sacro edificio, a tre navate di differente lunghezza e larghezza, presenta pregevoli opere tra cui: i preziosi affreschi trecenteschi; una “cripta” del XV secolo; un arco in pietra scolpito del XVI secolo. Tra le sculture dell’età barocca va segnalato l’artistico trono vescovile del 1728.

La Concattedrale (Cattedrale fino al 1986), dedicata all’Assunta, a San Pardo ed ai Santi Martiri Larinesi, nella seconda metà dell’Ottocento fu dichiarata monumento nazionale.

L’imponente Duomo, autentico gioiello d’arte, è stato insignito del prestigioso titolo di Basilica con Breve pontificio del 13 luglio 1928. All’accurata descrizione della cattedrale, si aggiungono le riprese effettuate nello scorso mese di luglio.

Spiccano, poi, i filmati d’epoca, della festa di San Pardo, realizzati nella seconda metà degli anni Quaranta del secolo scorso. Il primo è del 1948, girato dalla “Settimana Incom”, cinegiornale italiano distribuito settimanalmente nei cinema dal 1946 al 1965, la cui pellicola originale, è custodita presso l’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino, in quanto donata dal Professor Antonio Malorni, in memoria del padre Domenico, Pardo, Primiano, che la deteneva.

Il cortometraggio in questione è stato convertito ed in parte restaurato dallo stesso laboratorio che ha realizzato il DVD, grazie alla collaborazione di Pasquale Gioia, Responsabile culturale del Lions Club di Larino. L’altro, del 1947 o del 1949, è del noto Artista molisano Giuseppe Folchi. Quest’ultimo (insieme a quelli che interessano i “Misteri” di Campobasso, le “Traglie” di Jelsi e la festa di San Basso a Termoli) fu in parte restaurato da Romano Bellucci dell’Istituto Luce. Per l’uso, ovviamente, è stata concessa l’autorizzazione della famiglia e dell’associazione culturale “Giuseppe Folchi” di Campobasso”.

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