Viaggi e alberghi, non solo gli assessori: in missione pure i dipendenti. “400 euro per una notte a Milano”

La denuncia del capogruppo M5S Andrea Greco ha riacceso i riflettori sulle 'spese allegre' della politica. Il Consiglio regionale paga per rimborsare le spese delle missioni istituzionali pure ai dipendenti dell'ente che non sono stati eletti. Uno di loro ha speso quasi 900 euro per due missioni istituzionali: una a Milano, l'altra in Sicilia. Anche l'ente di palazzo Vitale restituisce a presidente ed assessori le somme spese durante i viaggi istituzionali: Nicola Cavaliere, ad esempio, ha presentato uno scontrino da 5 euro e 50 centesimi.

Sì, viaggiare… cantava Lucio Battisti. E sono appassionati viaggiatori sia assessori e consiglieri regionali sia i dipendenti di palazzo D’Aimmo. Qualcuno di questi ‘gran geni‘ (parafrasando sempre Battisti) si sono fatti rimborsare dalla Regione – e quindi dai cittadini molisani – le spese per viaggi e missioni.

Ieri (19 dicembre), un po’ a sorpresa forse, lo ha denunciato in Aula il capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Greco: “Sono stati spesi 400 euro per una missione a Milano”. E, ha ribadito, “non sappiamo come vengono utilizzate le somme accreditate sulle carte di credito fornite dalla Regione”. Parole che hanno riportato alla memoria le famose ‘spese allegre’  che fecero scoppiare un’inchiesta della magistratura e portarono alla contestuale condanna di alcuni ex eletti. Per carità, non è questo il caso: le spese sono giustificate e rimborsate come prevede la legge.

Il consigliere Andrea Greco si riferiva all’esponente dei PopolariAndrea di Lucente.

Ma ci sono altre spese che il Consiglio regionale sostenuto.

Vi facciamo  il nome e il cognome di un altro ‘viaggiatore’ che ha speso 400 euro a Milano, dopo aver spulciato i documenti pubblicati sul sito del Consiglio regionale: parliamo di Michele Simiele, addetto stampa del Consiglio regionale andato in missione il 27 e il 28 giugno.

Simiele, come attestato dalla determinazione dirigenziale numero 405 del 6 dicembre, si è recato nel capoluogo lombardo per partecipare alla seduta del Coordinamento degli Uffici Stampa delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Si sa che la vita a Milano è cara, ma spendere 400 euro per una notte in albergo, pagare i pasti e forse pure il taxi sembra comunque eccessivo.

Fra l’altro non è l’unica trasferta pagata al dipendente che si è recato pure in missione dal 5 al 7 giugno. Destinazione Sud questa volta: Simiele ha partecipato all’imperdibile evento promosso dall’OLI presso l’Assemblea Legislativa Siciliana. E, come attestato dalla determinazione numero 386 del 3 dicembre, ha ricevuto un anticipo di 460 euro a cui sono stati aggiunti altri 58 euro perchè le spese sostenute sforavano l’anticipo già assegnato. Avrà acquistato troppi cannoli siciliani?

Più misurata e sparagnina il segretario generale del Consiglio regionale, la dottoressa Sandra Scarlatelli, ex capo della Protezione civile durante il governo Frattura: si è accontenta di un rimborso di 103 euro per le spese effettuate con le carte di credito fornite dall’ente.

Tra le spese rimborsate dal Consiglio regionale ci sono anche 20 euro per due viaggi per pagare il telepass e il pedaggio autostradale.

E poi, visto che la pulizia è importante, a palazzo D’Aimmo hanno pensato pure di dare una rinfrescata alle tende: 366 euro alla ditta Di Tota Giovanni. Una spesa ritenuta essenziale per garantire “le migliori condizioni igienico- ambientali di lavoro”, oltre che “un idoneo filtraggio della luce del sole” per “il corretto utilizzo del videoterminale”. Ossia del pc. Insomma, se in Consiglio regionale le tende sono sporche, non si lavora bene.

In missione ci vanno spesso e volentieri pure gli esponenti del Governo regionale. Forse il viaggio che ha fatto più rumore è stato quello a Washington per partecipare al Niaf.

Ma Toma, Mazzuto e Cavaliere tra giugno e novembre hanno ‘lasciato’ più volte il Molise. E hanno anticipato soldi che si sono fatti rimborsare come prevede la legge regionale numero 10 del 25 luglio 2013.

Nella ‘lista della spesa’ compaiono pure scontrini da pochi euro. Luigi Mazzuto, ad esempio, ne ha presentato uno da 6 euro e 50 centesimi. Soldi spesi per una missione istituzionale a Roma come attesta la determinazione firmata da Marilina Di Domenico dello scorso 17 dicembre. Gli saranno serviti per pagare caffè e spremuta d’arancia?

Se l’assessore alle Politiche sociali si è fatto rimborsare complessivamente 165 euro, il più conto più salato è stato presentato dal presidente Toma: 189 euro. Di questi soldi, 100 euro sono stati spesi per due giorni di missione a Viterbo.

Concludiamo la carrellata con l’assessore Nicola Cavaliere, che ha anticipato e chiesto indietro 89 euro presentando pure uno scontrino di 5 euro e 50 centesimi. Evidentemente una cifra troppo alta da sborsare pure per chi guadagna circa 10mila euro al mese. Chissà se avrà pensato che è meglio essere previdente.

Anche perchè, recita un proverbio, le piccole spese sono quelle che svuotano la borsa.