Via il Commissario Sanità, il Ministero tentenna. Toma: “Se il Governo non decide non firmo Patto Salute”

Cosa succederà dopo la sentenza della Corte costituzionale? Quali gli scenari per la riorganizzazione sanitaria molisana? Mentre il commissario Giustini resta (per ora al suo posto), il governatore Donato Toma avverte: "Se il Governo non recepirà la sentenza della Corte costituzionale, non firmo il Patto per la Salute". Intanto emergono nuovi dettagli sulla bozza del Pos 2019-2021: a Termoli si salvano Cardiologia ed Emodinamica, a Campobasso sarà attivata la Radiologia interventistica.

Il day after la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma inserita nel decreto fiscale sull’incompatibilità tra presidente e commissario ad acta, i dubbi su quello che potrebbe accadere si moltiplicano. Soprattutto perché è atteso nei prossimi giorni il Piano Operativo Sanitario triennale, con tutte le conseguenze che potrebbe realizzare sui servizi. In attesa della decisione del tavolo tecnico, sullo sfondo consuma uno scontro (forse senza precedenti) tra il presidente Donato Toma e la struttura commissariale. Ieri (4 dicembre), con la vittoria davanti alla Corte costituzionale, il governatore si è preso la sua rivincita. I giudici hanno sancito la violazione dell’articolo 77 della Costituzione e quindi il Governo non poteva, senza delegazione delle Camere, emanare decreti con valore di legge ordinaria. Nè si potevano violare le competenze della Regioni. Infine, per la Consulta non c’era alcun nesso tra la norma sull’incompatibilità e il decreto allegato al Bilancio in cui è stata inserita.

Cosa succederà quindi ora? Quali gli scenari futuri? Il Governo dovrà agire di conseguenza dal momento che la Consulta ha definito l’incostituzionalità dell’articolo 25 del decreto fiscale, la norma che prevedeva l’incompatibilità tra il presidente e il commissario ad acta.

Se questo avverrà in tempi brevi non si sa. Di certo, per ora Giustini resta al suo post anche perchè già c’è una norma chiara: stabilisce la possibilità che il presidente della Regione sia nominato commissario.

Il generale sarà rimosso e sarà quindi designato Toma? O i 5 Stelle la spunteranno anche questa volta? Resterà in carica Ida Grossi come sub commissario che affiancherà il governatore molisano? E quando avverrà tutto questo: prima o dopo l’approvazione del Pos 2019-2021? Il presidente potrebbe essere costretto ad applicare il Programma operativo redatto da Giustini?

Il capo della Giunta regionale per ora è tranquillo e al telefono da Bruxelles dichiara a Primonumero: “Cosa succede? La norma di incompatibilità inserita dal precedente Governo su espressa richiesta del Movimento 5 Stelle è abrogata e torna la possibilità di nomina del presidente della Regione come commissario ad acta. Io intanto ho chiesto di inserire questa novità all’interno del Patto per la Salute che è stato rinviato in Commissione mercoledì prossimo e sarà in Conferenza Stato Regioni giovedì prossimo”.

Intanto il Governo tace. Ieri, dopo la sentenza, il Ministero della Salute ha contattato Toma che ora avverte: “Se il Governo non recepirà la sentenza della Corte costituzionale, non firmo il Patto per la Salute”. E poi “ci saranno passi successivi dal punto di vista della giustizia amministrativa”. A febbraio, al Tar Molise si discuterà nel merito il ricorso presentato dalla Regione contro la nomina del commissario. A ottobre la stessa Regione aveva chiesto il rinvio alla luce della possibile sentenza della Consulta sull’incompatibilità tra il presidente e il commissario.

“Sarebbe comunque uno smacco politico enorme”, conclude il numero uno di palazzo Vitale. “Mi ha contattato la segreteria del ministro Speranza e cui ho detto che mi aspetto che i commissari siano revocati. La loro risposta? ‘Vedremo’. Ad ogni modo, ci dovremmo chiedere come mai in un anno il Pos non è stato ancora approvato, che cosa succederà il 31 dicembre con un tendenziale disavanzo di 60 milioni di euro (certificato dal tavolo tecnico), quando eravamo a 15”. 

Perchè il debito è aumentato e il Piano operativo è in ritardo? Per Toma le responsabilità sono chiare: “La gestione commissariale è fallimentare”.

Preoccupati il Pd e la Sinistra: ” La pronuncia della Corte Costituzionale e gli effetti che ne derivano potrebbero ritardare ulteriormente la risposta alle domande dei molisani di tutela della vita e della salute. La approssimazione e il populismo giallo/verde su una questione così delicata, lungi dal migliorare le sorti della Sanità pubblica molisana, ci hanno fatto perdere, fino ad oggi, tempo prezioso e potrebbero avere aggiunto disastri ad una situazione già molto critica. Non si comprende, dunque, l’esultanza del Governatore Toma, la cui idea di Sanità, peraltro, ancora non ci è chiara”.

In questo scenario il Consiglio regionale del prossimo 10 dicembre rischia di diventare inutile. Anche perchè gli eletti non hanno il documento sulla riorganizzazione della sanità.

Il sub commissario Ida Grossi ha risposto ‘picche’ alla richiesta del presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone: “Ho chiesto ai commissari una copia del Piano operativo sanitario ricevendo però dal sub commissario Grossi una risposta negativa, in quanto l’atto sarebbe in via di definizione e comunque posto all’attenzione dei Ministeri competenti”, le parole del capo dell’assise.

Stando al cronoprogramma già definito, in mattinata i commissari incontreranno la stampa e i rappresentanti dei comitati. Nel pomeriggio il Consiglio regionale si svolgerà, ma senza i commissari. A dire il vero, non ci sarà nemmeno il governatore Donato Toma, impegnato a Roma.