Una lite furiosa, poi scompare nel nulla. Elicotteri cercano l’auto di Victorina. La Procura: “Fase delicata”

Investigatori al lavoro anche a Natale e Santo Stefano con la speranza di ritrovare Victorina Bucci, la 42enne che si sarebbe allontanata da tutto e tutti la notte tra il 17 e il 18 dicembre dopo una litigata con il suo compagno nella casa di RioVivo. Ieri anche i mezzi aerei da Pescara hanno perlustrato dall’alto il territorio, ma l’auto non è stata individuata. La madre: “Non voglio perdere la speranza di rivedere mia figlia”. Indagini serrate, mentre dalla Procura di Larino confermano che la fase è delicata e non si escludono sviluppi nei prossimi giorni.

Non aveva denaro, né carte di credito con sè. Si è allontanata su un’auto col serbatoio praticamente vuoto. “Non può essere andata lontana” sostengono quanti la conoscono e confidano, aggrappati alla tenacia della speranza dopo 10 giorni di silenzio impenetrabile, che Victorina Bucci possa saltare fuori da un momento dall’altro. Ma se la 42enne originaria del Ciad e adottata da bimba da una famiglia di Larino è viva, come tutti auspicano, perché non si fa sentire? Cosa può esserle accaduto? E dove si trova adesso?

victorine bucci

La sua scomparsa è un mistero. Che tiene in apprensione la madre, che fa fare gli straordinari ai carabinieri della compagnia di Larino, determinati a non tralasciare nessun elemento. Victorine Bucci ha lasciato la sua casa di Larino martedì 17 dicembre alle ore 21 circa, dopo aver cenato con la madre. “Vado a fare una passeggiata” ha detto alla signora Giuseppina, consapevole che la figlia si sarebbe recata dal compagno che vive a RioVivo. Qui i due – come lo stesso uomo, un 53enne di Termoli, ha riferito agli inquirenti – hanno litigato a lungo. Una lite furiosa, che si è conclusa attorno alle 3 della notte quando Victorine se ne sarebbe andata via. Il giorno dopo, all’alba, il suo telefonino è stato ritrovato sul molo adiacente al porto turistico, quello del trabucco che vende pesce. Nel pomeriggio dello stesso giorno la denuncia per scomparsa presentata dalla madre.

Le ricerche sono cominciate giovedì, sia a terra che in mare. I sommozzatori arrivati da Napoli e Teramo hanno battuto i fondali del porto, la zona più vicina all’unico elemento concreto, lo smartphone appunto. Ma non è saltato fuori nulla. Né lei né la Panda rossa. Le ricerche proseguono, mentre identikit, fotografia e targa dell’autovettura sono stati diffusi in tutta Italia.

sommozzatori porto

Sotto lo stretto coordinamento del pm di Larino Marianna Meo e del Procuratore capo Isabella Ginefra, i militari del Colonello Iacuzio hanno lavorato anche la vigilia di Natale, il 25 e ieri, giorno di Santo Stefano, sacrificando molte ore alle ricerche della donna e della sua autovettura, una Panda 5 porte di colore rosso targata EM981ZK. Ieri sono arrivati gli elicotteri da Pescara per una perlustrazione straordinaria della costa, della zona di RioVivo, del porto di Termoli e di tutte le strade, soprattutto quelle interne e meno battute, alla ricerca dell’auto. Ma anche qui non sono emersi elementi utili.

Si lavora su diversi fronti, compreso l’ascolto di parenti, conoscenti, del compagno della donna. Non si esclude che Victorine possa essere lontana, ma dopo dieci giorni senza una telefonata, un segnale anche minimo, il dubbio comincia a diventare angosciante. La madre è provata ma cerca di resistere e di essere forte: “Non è vero che mia figlia era solita scomparire per giorni. A volte capitava che stesse via qualche giorno, d’altronde è una persona adulta. Ma mai, finora, così a lungo e senza mai farsi sentire”. La speranza resiste, si attacca a tutto, compreso il fatto che la 42enne abbia lasciato volontariamente il telefonino sul molo per simulare una scomparsa.

Ma dove può essere andata?

Tribunale

Ad aggiungere inquietudine alla vicenda c’è il particolare che lo scorso 8 dicembre si era recata, accompagnata dalla mamma, in ospedale per percosse subite. Un occhio nero e gonfio e vari ematomi. Aveva preferito non denunciare formalmente nulla, ma è chiaro che i carabinieri e la Procura sono al corrente dei dettagli relativi a quell’episodio, forse importante o forse no. Fonti della Procura parlano di “fase delicata”. Intanto le ricerche, in Molise e non solo, continuano.