“Un amore in bianco e nero”: racconto-poesia di una fede per il debutto da scrittore di Luigi Albiniano

Sarà presentato al pubblico lunedì 23 dicembre - a Campobasso - “Un amore in bianco e nero”, primo libro del giornalista molisano Luigi Albiniano, Lampo Edizioni. Racconto autobiografico scandito dalla passione per la Juventus, che non è solo una squadra di calcio ma diventa storia di vita, la sostanza dei ricordi dall’infanzia alla giovinezza, un ideale che apre ad altri ideali nelle pagine che scorrono veloci come quadri dipinti con le parole.

Tacconi, Cabrini, Scirea, Platini, Baggio, Del Piero. Non sono solo nomi di calciatori ma lancette di un orologio che scandisce la crescita di un bambino e lo accompagna, tenendolo per mano nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza. La Juventus non è semplicemente una squadra di calcio ma una passione che si fa storia, e vita. E autobiografia. Saldamente ancorata a una famiglia e ai suoi personaggi: genitori, fratelli, nonni, zii e zie, ognuno dei quali raccontato attraverso un ricordo, rigorosamente in bianco e nero.

Lui è Luigi Albiniano, giovane giornalista molisano cresciuto a Campobasso, città dalla quale lavora – fra le altre cose – per il quotidiano La Stampa. Da anni si occupa del progetto Vatican Insider, dedicato all’informazione globale sul Vaticano, all’attività del Papa e della Santa Sede.

Luigi Albiniano

Mastica la religione, Luigi Albiniano, che Primonumero.it ha l’onore di avere tra i suoi collaboratori, anche quando si tratta di fede laica, come nel caso della Juve appunto. Ma non lasciatevi ingannare dal tema: il suo primo libro, “Un amore in bianco e nero” non è un libro sulla Juve ma un libro (edito da Lampo Edizioni, che ha fortemente creduto nel progetto) per la Juve. E per gli affetti, quelli che non si guardano in tv e non passano alla radio: la famiglia allargata dell’autore. Un attestato di gratitudine, come svela lui stesso nella Premessa: “La Juventus è i miei desideri, i miei giochi di fanciullo: quelli che riempivano i pomeriggi nel cortile di casa, rincorrendo un pallone tra terra battuta e ginocchia sbucciate. La Juventus è i miei giorni migliori”.

“Un amore in bianco e nero” è un libro veloce come una lama che affonda nella carne della memoria, entra fulminea e esce altrettanto lesta, un tuffo intenso nei ricordi, chiave di volta per raccontare chi si è. Il senso è sapientemente chiarito nel sottotitolo: “La genesi di una fede, la storia di un sentimento, il valore di una tradizione”. Un progetto editoriale nato quasi per caso e costruito “sotto dettatura inconscia” in meno di 7 mesi. Luigi Albiano, giornalista, social media manager e esperto di tecnologia della comunicazione e new media, stava lavorando a un altro libro nell’ambito delle inchieste per “La Stampa”, una raccolta di articoli legata a Vatican Insider, quando “mi sono reso conto che volevo scrivere un libro per raccogliere l’eredità di mio nonno fissato nella memoria mentre leggeva il giornale o ascoltava le partite della Juventus alla radio”.

Luigi Albiniano

Il libro è venuto su da solo, pagina dopo pagina, seguendo la linea cronologica della vita dell’autore intrecciata ineluttabilmente alla vita calcistica della sua squadra del cuore. Un assaggio di fede, l’analisi di un ideale che mette solide basi per altri ideali, svelando l’importanza di credere in qualcosa come elemento di salvezza. Un atto di adorazione, dunque, ma soprattutto un tenero percorso interiore fra i ricordi sfogliati e selezionati che la scrittura elevata, poetica e incantevole di Lugi Albiano trasforma in quadri dipinti con le parole.

Oggi, lunedì 23 dicembre, “Un amore in bianco e nero” – Lampo Edizioni – sarà presentato al pubblico alle 18 e 30 nell’hotel San Giorgio. Non è mai facile mettersi a nudo, ma questo ragazzo molisano con il talento della scrittura ha avuto il coraggio di farlo ed è – a sua insaputa – diventato il narratore di un sentimento condiviso da generazioni diverse: “E’ per Lei che ho marinato la scuola – ancora la premessa, promessa che non tradisce il contenuto – litigato con amici e compagni di banco, collezionato album di figurine, lasciato prima scrivanie e redazioni, conosciuto l’insonnia, sperimentato tachicardie iperboliche e soffuse nevrosi, tappezzato di poster le pareti della mia stanza, infranto i dolci propositi di quante pensavano d’esser diventate più importanti, alimentato ambizioni imparando a soffrire”.

Il libro sarà presentato prossimamente anche a Roma e Torino, in due Juve Club di punta.