Uccise un paziente con l’acido, confermati 30 anni di carcere per infermiera killer

Ieri pomeriggio (17 dicembre) la sentenza dei giudici della Corte di Assise d'Appello del Tribunale di Campobasso per Anna Minchella, l'infermiera accusata di omicidio aggravato che nel 2016 uccise il padre di una collega dopo aver somministrato acido cloridrico.

Trent’anni di carcere: condanna confermata ieri pomeriggio – 17 dicembre – in Corte d’Assise d’Appello per Anna Minchella, l’infermiera killer (come è stata definita) accusata dell’omicidio di Celestino Valentino, che all’epoca dei fatti aveva 77 anni.

Era il 22 giugno del 2016, quando uccise l’anziano malato e infermo era ricoverato presso l’ospedale Santissimo Rosario di Venafro iniettandogli acido cloridrico in bocca mentre era in un letto di ospedale.

Tre anni dopo quella terribile vicenda, che ha sconcertato l’opinione pubblica e fatto molto rumore anche a livello nazionale, i giudici hanno confermato in secondo grado la sentenza emessa lo scorso giugno dal Tribunale di Isernia dopo che l’imputata aveva chiesto di poter essere giudicata con il rito abbreviato.

La pubblica accusa aveva chiesto l’ergastolo, la difesa dell’infermiera di origini campane invece aveva puntato all’assoluzione.

La donna – secondo le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venafro e portate a termine anche attraverso l’acquisizione di filmati esterni delle telecamere nonché il racconto di alcuni testimoni – si procurò dell’acido cloridrico da somministrare successivamente all’anziano paziente, padre di una collega della donna.

Probabilmente voleva vendicarsi nei confronti della figlia di Celestino Valentino, sua collega di lavoro e che era riuscita a mantenere il posto all’interno del Santissimo Rosario grazie allo stato di salute del padre e non era stata trasferita a Isernia dall’Asrem, che in quel periodo aveva iniziato ad attuare l’operazione di smantellamento del nosocomio venafrano.

Dopo la morte dell’uomo, gli investigatori riuscirono ad incastrare l’autore dell’omicidio grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza di un negozio nel quale si era recata l’infermeria per acquistare l’acido che poi avrebbe spruzzato in bocca all’anziano. Il 77enne era ricoverato nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Venafro. Immobilizzato a letto da un ictus e incapace di poter urlare per chiedere aiuto, morì dopo una settimana di agonia a causa delle ustioni agli organi interni provocate dalla sostanza corrosiva che la Minchella gli iniettò con una siringa a spruzzo direttamente  in bocca.

L’infermiera venne accusata di omicidio aggravato. Da due anni è rinchiusa in carcere dove dovrà scontare la condanna.