Trasporto pubblico, ‘bomba’ di Iorio su Niro: “Distrugge il Molise”. L’assessore: “Stoppiamo sistema di intrecci”

Duro attacco dell'ex governatore nei confronti dell'assessore: "Con questa riforma si perdono 80 posti di lavoro senza migliorare il servizio". Niro ribatte: "Lui è in politica da 40 anni, questi i risultati"

Michele Iorio sgancia un’altra bomba sugli alleati e stavolta mette nel mirino l’assessore Vincenzo Niro. Il tema è la riforma del trasporto pubblico, il cui bando è ancora fermo ma dovrebbe sbloccarsi entro fine 2019. Nel frattempo è già certo che in consiglio regionale l’ex governatore si metterà di traverso. “La riforma del Tpl varata da Niro distruggerà il Molise” tuona l’ex presidente e oggi consigliere di maggioranza che a tratti sta facendo più opposizione delle stesse minoranze.

Secondo Iorio “la riforma del trasporto pubblico che dovrà approdare in aula rischia di produrre gravissimi danni alla Regione Molise”. Dati vecchi, posti di lavoro che andranno persi, aumenti di costi per il pubblico sarebbero i rischi cui si andrà incontro se la riforma otterrà il via libera del consiglio regionale.

Per l’ex presidente si tratta di “una riforma anacronistica che poggia su dati del territorio e della popolazione risalenti al 2010 e quindi non adeguati alle esigenze intervenute praticamente negli ultimi 10 anni. In un momento in cui tutte le regioni d’Italia si adeguano al cosiddetto gestore unico adottando criteri di spesa basati su costi e ricavi standard e salvando posti di lavoro In Molise si fa il contrario. Si preferisce dividere il territorio in due parti, provincia di Campobasso e provincia di Isernia, nel nome di un risparmio che corrisponde ad un aumento del costo e al disservizio più totale”.

L’attacco di Iorio è diretto e senza giri di parole. “Nessuno ha il coraggio di dire ai molisani che con il doppio gestore, fortemente voluto da Vincenzo Niro, si perderanno almeno 80 posti di lavoro non potendoli riassorbire senza avere a disposizione un ambito territoriale che comprenda l’intera regione Molise, in un momento storico in cui i posti di lavoro andrebbero creati non distrutti.

A questo – prosegue una nota stampa del consigliere regionale – si aggiunge il fatto che, nonostante in Regione ci siano ben 9 politici che hanno il proprio bacino elettorale nella provincia di Isernia di cui 7 sono esponenti della maggioranza, il governo presenta una riforma del trasposto pubblico locale che scollega completamente la provincia di Isernia con il resto del territorio: i due ambiti sacrificano in particolare l’Alto Molise che non avrà, ad esempio, la possibilità di collegare direttamente Capracotta – Agnone – Trivento – Fossalto – Bifernina per Campobasso, Termoli, Pescara.

Con i due ambiti, non sarà possibile il collegamento pomeridiano, invocato dai nostri cittadini ma completamente ignorato dalla nuova proposta, da Campobasso a Isernia e da Termoli a Isernia, Pozzilli – Venafro. Con la conseguenza che si pretende di riorganizzare i servizi sanitari ma non si mettono a disposizione dei cittadini mezzi pubblici che permettano di raggiungere le strutture sanitarie esistenti sul territorio. Siano esse pubbliche o private. Ma le ripercussioni danneggeranno anche altre realtà come Casacalenda e Larino solo per citare qualche esempio”.

Conferenza dragaggio Toma Niro

Interpellato da Primonumero.it, l’assessore Vincenzo Niro afferma di non voler rispondere agli attacchi. “Ho grande stima per chi ha governato la Regione per 40 anni e ora si vedono i risultati” dice, non senza sarcasmo. Poi aggiunge: “Michele Iorio è un artista nel lanciare allarmi. I dati che cita? Dovrebbe chiederli ai suoi amici” afferma sibillino.

Ma la furia di Iorio è anche sulla forma, oltre che sulla sostanza. “Quando un governo decide di attuare le riforme, queste non possono essere decise nella più totale autonomia, senza coinvolgimento degli attori principali di un territorio. Così mentre altrove la riforma del Tpl è stato affrontato con un percorso di collaborazione con gli Enti locali e tutti i soggetti economici e sociali interessati dal settore, in Molise a decidere è l’assessore regionale che paga 500mila euro ad una società per far scrivere una relazione che va esattamente nella direzione voluta dall’acquirente.

Ed oggi si vuole mettere in scena l’ennesima farsa mascherando una riforma già decisa senza avere la benché minima conoscenza del territorio, attraverso l’ascolto dei sindacati in Terza Commissione prevedendo l’audizione e contemporaneamente la discussione della proposta di legge. Prendendo in giro anche le associazioni di categoria avendo, per l’appunto, già deciso a tavolino l’approvazione di una riforma epocale a danno dei molisani.

Allora è il caso che qualcuno spieghi: la procedura corretta prevede prima l’approvazione del piano regionale dei trasporti, l’individuazione delle reali necessità di mobilità dei cittadini molisani e poi la costruzione della rete dei servizi minimi che è l’ultimo atto prima della pubblicazione della gara”.

Secondo l’assessore invece la riforma non ha nulla da temere. “Abbiamo presentato tutti i dati, sui chilometri, le tratte, i mezzi. E l’Autorità di regolazione dei trasporti nella Relazione ha dato parere positivo. Ma adesso abbiamo la reazione scomposta di qualche azienda perché regolamentiamo un servizio migliore, con costi ridotti e mezzi innovativi. Probabilmente stiamo mettendo fine a un sistema di intrecci e relazioni”. Di recente anche i sindacati avevano indetto uno sciopero contro la riforma.

Terminal autobus Campobasso

La pubblicazione del bando era attesa entro Natale. “Siamo fermi nell’attesa che il consiglio regionale – fa sapere Niro – elimini dalla legge 19 del 2000 le norme in contrasto con quanto previsto dall’Unione Europea e dal Codice degli Appalti. Quando il consiglio approverà le modifiche pubblicheremo il bando. Il tema è all’ordine del giorno del consiglio di giovedì prossimo”. Niro fa notare inoltre come la legge regionale da modificare venne approvata “nel 2000 e chi oggi contesta all’epoca governava”.

Insomma dietro c’è sicuramente una storia di attriti politici e di rivendicazioni. Che Michele Iorio ambisca a una posizione di maggiore rilievo rispetto a quella che occupa attualmente è un pensiero di molti, anche se nessuno osa dirlo ad alta voce. D’altronde lui non fa nulla per celare il suo dissenso.

“Ci vantiamo di progetti come ‘Turismo è cultura’ – rincara la dose – facciamo annunci sul rilancio del territorio con il turismo investendo fior di quattrini e poi si presenta l’approvazione di un piano dei trasporti che non prevede nulla che colleghi tutti i siti turistici e archeologici distribuiti tra le due province del Molise.

Sottolineo inoltre la completa assenza di un confronto con le amministrazioni locali, Comuni e Province, titolari per legge dei servizi in questione. Infatti in mancanza della Conferenza dei servizi la procedura è viziata da illegittimità.

Credo quindi che chi deciderà di approvare questa proposta di legge senza apportare le dovute modifiche si renderà responsabile dei disservizi che si andranno a creare, dei posti di lavoro che si perderanno. E le conseguenze che ne deriveranno saranno insanabili. Lancio quindi un appello ai colleghi consiglieri: fermiamoci e lavoriamo con raziocinio perché si sta andando verso la distruzione del Molise.

E ai sindaci chiedo di intervenire per proteggere i diritti dei loro cittadini inconsapevoli delle conseguenze che questa riforma scellerata andrà a causare nella loro via quotidiana”.

Niro invece guarda oltre. “Contiamo di pubblicare il bando entro fine anno, di acquisire le manifestazioni di interesse entro marzo. Quindi fra insediamento della commissione, disciplinare di gara e presentazione delle offerte, credo che avremo i vincitori entro giugno. I vincitori o il vincitore, perché chiunque può partecipare ai due lotti ed eventualmente vincere entrambi. Entro l’estate secondo potremo avere il nuovo servizio, quindi direi che da qui a un anno potremo essere giudicati sul nuovo trasporto pubblico locale”.