Toma rivendica un 2019 “ricchissimo”. E avverte i dissidenti: “Non sarò ostaggio di interessi di parte”

Il capo della Giunta regionale ha tracciato il bilancio durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è svolta questa mattina - 30 dicembre - a palazzo Vitale. In cima alla lista del governatore ci sono il Patto per la salute, i due Testi unici per l'artigianato e il commercio e la richiesta al premier Conte di nominare il commissario per il sisma 2018 del Basso Molise. Mentre sui trasporti non nasconde di non condividere la scelta del gestore unico decisa dal Consiglio regionale su spinta di Michele Iorio, Toma annuncia la verifica dell'operato dei suoi assessori: "Deciderò io. La maggioranza? O si seguono le linee programmatiche oppure bisognerà risponderne al proprio elettorato".

Donato Toma ne è convinto: “Abbiamo raggiunto risultati ricchissimi” in questo 2019, il primo anno interamente guidato dal presidente del centrodestra eletto alla guida della Regione Molise ad aprile 2018. L’attività e le iniziative legislative del Governo regionale sono al centro del resoconto illustrato durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è svolta questa mattina – 30 dicembre – a palazzo Vitale alla presenza dei giornalisti e dei massimi rappresentanti dell’Ordine e dell’Assostampa, Pina Petta e Giuseppe Di Pietro.

Toma Giunta regionale

Dodici mesi piuttosto turbolenti a causa dei frequenti litigi in maggioranza che pochi giorni fa (22 dicembre) è stata battuta in Aula dalle opposizioni sulla riforma del trasporto pubblico. Toma probabilmente non è più intenzionato ad assecondare richieste e capricci. Dunque sventola il cartellino giallo in faccia ai dissidenti: “Basta con le critiche spot”, scandisce in conferenza. “Non sarò ostaggio di interessi di parte. O si seguono le linee programmatiche oppure bisognerà risponderne al proprio elettorato”. E’ la minaccia di un voto anticipato?

Intanto il presidente prepara il cosiddetto ‘tagliando’, la verifica dell’operato degli assessori, presenti oggi in conferenza stampa assieme al sottosegretario. Due di loro sono stati parecchio bersagliati nell’anno che ci stiamo per lasciare alle spalle: prima Luigi Mazzuto (Lega), poi Vincenzo Niro (Popolari) sono finiti sulla graticola del Consiglio regionale.

Rifletterò per qualche giorno anche sulle deleghe, poi deciderò da solo senza confrontarmi con la maggioranza. Le quote rosa? Io sono contrario, si valutano i meriti e le competenze delle donne”, dice. Ad ogni modo, “tutto è possibile”. Di certo, insiste, “nel 2020 dobbiamo rafforzare efficacia e obiettivi”. E quindi “rivedrò la ‘macchina’ più in generale, anche i Dipartimenti della Regione”.

Tanti, sottolinea Toma, sono stati già raggiunti nel 2019: in cima alla lista c’è il Patto per la Salute (“il risultato più bello”), con la deroga al decreto Balduzzi e la revisione dei rapporti coi privati convenzionati che fanno mobilità attiva. Pagamento diretto da parte delle regioni di provenienza dei cittadini che usufruiscono della sanità convenzionata: questa la proposta del governatore per evitare che la Regione Molise anticipi a Neuromed e Cattolica i soldi che dovrebbero essere trasferiti  da Puglia e Campania soprattutto.

Una sfida vinta, ad avviso del presidente, pure “perchè siamo stati molto presenti a Roma, abbiamo presenze record alla Conferenza delle Regioni”. Trasferte più volte contestate dai suoi oppositori.

Il numero uno di palazzo Vitale rivendica inoltre l’approvazione in Giunta dei due Testi unici per artigianato e commercio. “Da tempo sono fermi in Seconda commissione e non capisco il motivo quando potrebbero modernizzare questi due comparti produttivi”. Forse perchè la seconda commissione è guidata dal suo principale dissidente, Michele Iorio, che ha come vice l’altra dissidente Aida Romagnuolo e il pentastellato Vittorio Nola.

Un altro risultato riguarda l’accelerazione dei pagamenti arretrati (dai 133 milioni del 2018 ai 153 milioni del 2019) “anche se il personale della Regione è sotto organico e per questo abbiamo attivato i concorsi”. E poi “abbiamo accelerato i pagamenti anche per le imprese che hanno lavorato nella ricostruzione post sisma 2002″.

Non ci sono notizie positive per il Basso Molise dopo il terremoto dell’agosto 2018. Su richiesta della Giunta regionale, lo stato di emergenza è stato prorogato al marzo 2020, ma il Governo ancora non nomina il commissario che dovrà gestire i 38 milioni stanziati per la ricostruzione ‘pesante’. “Ho chiesto di nuovo al premier Conte di provvedere in tal senso”, annuncia Toma.

Il suo esecutivo intanto “ha impegnato quasi tutti i 7 milioni stanziati siamo in pari con le rendicontazioni dei Comuni” spiega parlando dei contributi per l’autonoma sistemazione e per la ricostruzione. “Nel 2019 abbiamo pagato oltre 3 milioni, comprensivi delle spese della struttura commissariale: 1,9 milioni per l’autonoma sistemazione, 1,1 milioni ai privati a cui abbiamo erogato i contributi per la ristrutturazione della propria abitazione. Abbiamo finanziato i lavori di messa in sicurezza per palazzo Vernucci a Guglionesi, mentre stiamo procedendo in tal senso per gli acquedotti di Montecilfone e Tavenna“.

Nell’elenco compaiono pure i 100 milioni stanziati per interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico a Petacciato e Civitacampomarano e i finanziamenti per 15 scuole molisane grazie all’intesa con la Cassa depositi e prestiti. E ancora: “Abbiamo attivato 25 milioni per la Castellelce, 40 milioni per la Fresilia, 14 milioni per la viabilità delle aree interne. Abbiamo effettuato il dragaggio del porto di Termoli e l’acquedotto molisano centrale: a Termoli ora si può bere l’acqua del Matese. Abbiamo sbloccato i fondi per il sociale: nel 2016 avevamo un arretrato di 2,6 milioni che è sceso ad un milione l’anno scorso ed è stato ulteriormente ridotto quest’anno”.

Il 2019 è stato anche l’anno del Piano strategico sul turismo, del bando ricettività e del reddito di residenza attiva. A proposito di lavoro, Toma sottolinea che a gennaio saranno avviate le politiche attive per i lavoratori ex Gam. 

Impossibile non citare i trasporti, il settore che dopo la sanità assorbe la maggior parte delle risorse regionali. “Abbiamo avviato l’elettrificazione della ferrovia a Roccaravindola sulla Isernia – Campobasso per un investimento di 80 milioni. Si sta studiando la riapertura della Campobasso-Termoli”. Invece sulla riforma del trasporto su gomma, Toma si toglie il sassolino dalla scarpa: “Siamo tornati al gestore unico, non sono convinto che questa sia la soluzione migliore, ma rispetto le decisioni del Consiglio regionale. Tuttavia, ci sono aspetti che mi lasciano perplesso e che voglio approfondire dal punto di vista politico e amministrativo. Non sono soddisfatto“.

Infine un brindisi con la stampa. Ma lo champagne viene servito nei bicchieri di plastica. Una pecca per concludere questo 2019, l’anno risveglio delle coscienze sul rispetto dell’ambiente e sull’emergenza clima.

Toma bicchieri