Toma Commissario Sanità, solo il Pd vota col centrodestra. “Non si tratta di colori politici”

La mozione del centrodestra pro Toma Commissario alla Sanità passa senza troppe difficoltà in Consiglio Comunale a Termoli.

Proposta dai capigruppo della maggioranza Ciarniello, Aufiero, Di Brino, Rinaldi e Sabella – primo punto all’ordine del giorno di oggi, 19 dicembre -, la mozione impegnava il Sindaco a sollecitare il  Presidente del Consiglio a nominare come Commissario ad acta della Sanità il presidente della Regione, ipotesi che acquista maggior forza alla luce della sentenza della Corte Costituzionale e del neo-nato Patto per la Salute 2019/2021 che ha “aperto uno spiraglio alla deroga del Decreto Balduzzi”.

Così i consiglieri Ciarniello, De Guglielmo e Montano, che hanno chiesto a tutti (le minoranze, ndr) di appoggiare la mozione “al di là dei colori politici”. Dito puntato sui “burocrati Giustini e Grossi”, cui si imputa di non aver prodotto risultato alcuno. “Ri-avochiamo a noi questa funzione, il commissario deve conoscere bene territorio e non distruggere la sanità, che torni alla carica dunque il Presidente della Regione Molise”, così il capogruppo della Lega che ha sottolineato, nel suo intervento, come “con questa mozione siamo stati precursori del Patto per la Salute poi approvato” e grazie al quale “si vede una luce in fondo al tunnel”.

Hanno ‘raccolto’ l’invito i soli dem, che in aula si sono espressi per voce di Manuela Vigilante ed Oscar Scurti, che in questa ‘battaglia’ si associano al centrodestra. Di diverso parere la consigliera della Rete della Sinistra Marcella Stumpo, che anticipa che “noi e il Movimento 5 Stelle non parteciperemo al voto”. Nessuna pregiudiziale nei principi ma – afferma la consigliera Stumpo – “è la gestione presidenziale della sanità che ha prodotto il debito, non già i Commissari”. Infine la chiosa finale: “Bisogna incidere sulla cancrena della sanità molisana, e cioè che oltre 40% sia appannaggio dei privati convenzionati”.

Roberti consiglio comunale

Il sindaco Roberti da parte sua ha rinnovato l’invito a rimanere compatti e a stigmatizzare chi non è della partita. “Le sentenze si rispettano e si rispetta anche la volontà popolare. Il Presidente eletto (Toma, ndr) deve essere Commissario alla Sanità”. Il perché è arcinoto: solo un ‘interno’ conosce il territorio e ne rispetta la volontà. Dito puntato, ancora una volta, sui Commissari ad acta, “costano 300mila euro l’anno”, circostanza che “non quadra” con il rientro dal debito. Dopo aver difeso quelle che definisce “crociate” e “battaglie” per e con il territorio oltre che la sinergia con Toma, si appella al Consiglio: “La strada giusta non è quella dei Commissari”.

Minoranze consiglio comunale

La mozione passa con 18 voti a favore e 4 che non partecipano al voto (Stumpo, Decaro, Bovio e Stamerra). Assenti per la minoranze i consiglieri Sbrocca e Di Michele.