Strade Provinciali: 4mln di euro dalla Protezione Civile. Pronti i soldi per sistemarle anche da Regione e Provincia

Al via una serie di interventi per la sistemazione e messa in sicurezza delle strade provinciali interne. La spesa complessiva lievita: Regione, Provincia e Protezione Civile insieme per l’adeguamento strutturale. Prevista anche la possibilità di far circolare mezzi oltre le 7 tonnellate e mezzo.

Milioni di euro per sanare e mettere in sicurezza le strade provinciali del Molise con l’obiettivo di salvaguardare arterie ed abitanti dal rischio isolamento ed incidenti: il piano di investimenti a tre (Protezione Civile, Regione Molise e Provincia Campobasso) è stato finalmente approvato e permetterà di dire addio a buche, rattoppi temporanei e segnaletica fantasma sulle principali strade provinciali molisane. A comunicarlo è stato il Presidente della Provincia Francesco Roberti nel corso di un incontro a Palata, cui hanno partecipato il sindaco Maria Di Lena, l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Vincenzo Niro ed i rappresentanti dei comuni di Tavenna, Castelmauro, Montecilfone, San Felice del Molise, Acquaviva Collecroce, Mafalda, Montemitro e Montefalcone nel Sannio.

A beneficiare dei fondi sarà la Fondovalle Castellelce (SP 163) nel tratto del ‘Ponte dello Sceriffo’: l’arteria, inaugurata lo scorso aprile, è di vitale importanza per diversi comuni dell’entroterra prima isolati, poiché permette un facile e veloce collegamento con la Fondovalle Trignina. Il costo della Castellelce, aperta dopo più di 40 anni (progettata dal Consorzio di Bonifica Larinese nel 1967 ed i lavori svolti tra il 69 ed il 73 con collaudo nel 74) è lievitato nel corso degli anni: ai 2 milioni di euro per la ristrutturazione, messi a disposizione dal fondo Par-Fesr 2007-2013, si è aggiunto il denaro per la segnaletica (17mila 458 cui si sommano 5mila 782 euro della Provincia).

Ai fondi disponibili in precedenza, si aggiungeranno 170mila euro per lo studio di vulnerabilità e verifiche di staticità di ponti e viadotti, varato a febbraio 2018 che interesserà anche il viadotto nei pressi della casa circondariale di Larino sulla SP 80: proprio su questo tratto, il 23 ottobre scorso, è stata aperta la gara di appalto che ha visto la partecipazione di 12 ditte che hanno presentato offerte tecniche, che saranno giudicate dalla commissione esterna, scelta dalla Provincia, che deve ancora insediarsi.

Lo studio permetterà, inoltre, di valutare l’ipotesi di permettere la circolazione dei mezzi pesanti: al momento, infatti, il traffico veicolare è consentito sul ponte fino ad un peso di 7,50 tonnellate. Laddove lo studio desse esiti positivi, sono già pronti 700mila euro per coprire gli interventi di viabilità alternativa sulle strade provinciali 80 (Larino-Guglionesi), 150 (Palata-Fondo Valle Biferno) e 126 (Guglionesi-Ponte Biferno).

Ad essere inserite nel piano di risanamento strutturale sono anche le provinciali 37, 110 e 113 (Montecilfone, Guglionesi e Fondovalle Sinarca) per le quali sono programmati 600mila euro, e le provinciali 70, 150, 80, 126 che, nei prossimi cinque anni, beneficeranno di circa un milione e mezzo di euro. Si passerà poi agli interventi risolutivi per il quale sono stati stimati e richiesti alla Regione Molise quattro milioni e mezzo di euro cui si addizionano 250mila euro per redigere un progetto e procedere all’appalto dell’opera.

Ma non è tutto: in ballo ci sono anche i 4milioni di euro della Protezione Civile compresi nel piano della ricostruzione e che, di fatto, saranno disponibili solo dopo l’individuazione del commissario ad acta. “Provincia e Regione valuteranno insieme, se quest’ultimo ente riuscisse ad anticipare 250mila euro, l’attività di progettazione per avviare la procedura tesa ad individuare a chi conferire l’incarico”, fanno sapere dall’incontro. I tempi per l’ottenimento e l’avvio dei lavori sono abbastanza lunghi: si parla di quasi un anno e mezzo (180 giorni dal finanziamento per l’approvazione degli atti utili ad indire la gara e l’aggiudicazione, 60 per i sondaggi e le prove, 90 per il progetto), al termine del quale l’arteria potrà contare su un nuovo assetto, più moderno e sicuro, in grado di contrastare lo spopolamento dei comuni interni.

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