Le rubriche di Primonumero.it - Fantapoesie

Stanza d’ospedale

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    Di Alessio Toto

     

     

    Sono pochi i fortunati che possono dire di non esserci mai stati, in passato si faceva di tutto per entrarci, almeno ti riscaldavi e avevi un pasto caldo, ci puoi vivere la migliore o la peggiore giornata della tua vita, la prima o l’ultima dell’esistenza. Essere accolto in quella stanza è come andare al luna park, un giro sulle montagne russe, con salite, discese e curve paraboliche, può causare l’interruzione della quotidianità e delle relazioni, una separazione dall’ambiente familiare, ma ti può anche convincere a essere sempre ottimista, predisposto a cogliere il lato buono delle cose. Puoi tentare l’autoscontro cercando di schivare la disperazione, paura e dolore, solitudine e ansia, provando a urtare l’autostima, l’amore per la vita, il coraggio di reggere le difficolta senza abbattersi. Se vuoi sperimentare la ruota panoramica, ti accorgi che, in un attimo, può cambiare la prospettiva di guardare il mondo, hai davanti la tristezza, l’angoscia dell’abbandono, mentre dietro c’è il desiderio di guarigione, la speranza che le persone, a noi care, diventino come un cerotto, il quale non cura ma protegge. Quando, vai a fare una visita, ed esci dall’ospedale, si spengono le luci del luna park, ti senti svuotato, in gola hai l’odore del cibo e dei medicinali, ma addosso ti è rimasto il profumo di umanità.

    (Alessio Toto…Tra un motore e un cambio mi sono laureato in Sociologia e, scrivo poesie con lo scopo di arrivare al vostro cuore…)

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