Spostamento della stazione, il centrosinistra inchioda Niro. “L’assessore nega quanto scritto da lui”

Il centrosinistra termolese torna sulla questione della delocalizzazione della stazione di Termoli dopo che l'assessore Niro ha negato che ciò sia scritto nella delibera. I cittadini vogliono chiarezza. Se del caso modifichino l'atto, che però è chiaro". Intanto è stata fatta istanza per un Consiglio Monotematico in cui si chiederà alla Giunta Roberti di esprimere una posizione ferma. "Le altre opposizioni cosa dicono?"

“Noi non facciamo interpretazione e le nostre non sono illazioni”. Il centrosinistra torna alla carica sulla questione del raddoppio ferroviario e sull’ipotesi di delocalizzare la stazione di Termoli. Riflettori puntati ancora una volta sulla ormai famosa Delibera di Giunta Regionale n. 461 del 25 novembre scorso, e in particolare sulle dichiarazioni dell’assessore Vincenzo Niro in cui parrebbe ‘negare’ l’ipotesi dello spostamento della stazione ferroviaria da piazza Garibaldi.

Dichiarazioni che proprio non sono andate giù alla minoranza dem termolese che oggi, 3 dicembre, ha convocato nuovamente la stampa per fare alcune precisazioni. Una in primis: “Noi non interpretiamo, leggiamo gli atti amministrativi e ciò che è scritto nella delibera è chiaro”. Il consigliere Angelo Sbrocca recita i passaggi ‘incriminati’ ad uno ad uno:

“Considerate le volontà già manifestate nell’atto integrativo al protocollo di intesa del 4 agosto 2005 e la indiscussa necessità di evitare la divisione della città ad opera del tracciato ferroviario, provvedere alla ricollocazione e riqualificazione della stazione di Termoli al di fuori del nucleo cittadino, assicurando alla stessa una migliore sistemazione in termini urbanistici, di edilizia, di accessibilità e fruibilità anche commerciale e favorendo lo sviluppo di un sistema intermodale di trasporti in ambito regionale ed interregionale per lo scambio e il transito delle merci sia dalla zona industriale di Termoli che dal porto di Termoli” e ancora “la localizzazione della stazione ferroviaria di Termoli all’interno del centro urbano – prevista dal progetto – risulta altresì incoerente rispetto agli obiettivi generali del Piano Regolatore del Porto di Termoli” e da ultimo “la localizzazione della stazione all’interno del nucleo urbano di Termoli, oltre a quanto sopra rappresentato, arreca altresì potenziale pregiudizio alla qualità della vita e alla capacità turistiche della città che, con la linea del doppio binario, sarà interessata da un incremento del traffico dell’Alta Capacità e dell’Alta Velocità”.

Centrosinistra conferenza stazione

Un dettato che non pare dare adito a dubbi sulla volontà politica espressa dalla Giunta Regionale. Senonchè “ciò che dice Niro cozza con quanto scritto nella Delibera”. L’ex sindaco non ci sta a far passare la sua parte politica come non capace di leggere gli atti amministrativi: “In quella delibera non si parla mai di trasferimento dei binari merci, come l’assessore vuole far intendere” e, aggiungiamo, come lo stesso sindaco di Termoli ha affermato. “Se davvero non vogliono la delocalizzazione – aggiunge Sbrocca – possono modificare o integrare la Delibera”.

“Sono gli atti che contano, non le interviste in cui si può dire ciò che si vuole – rilancia il Segretario di Federazione Oscar Scurti -. La nostra volontà politica è ed è sempre stata chiara, quella della Regione no”. La stessa ‘accusa’ di poca chiarezza è rivolta al sindaco Roberti che “mesi fa propose l’idea di fare una stazione unica con Campomarino a Pantano Basso per poi rimangiarsi la parola e negare tutto”.

Dello stesso avviso Sbrocca che ricorda gli svariati cambi di posizione nell’Amministrazione che lo precedette (Di Brino, ndr) riguardo al nodo ferroviario della città. “Noi abbiamo avuto sempre la stessa linea di azione”. Che, per chi si fosse perso le puntate precedenti, è no alla delocalizzazione, sì all’abbassamento della linea ferrata e successiva copertura del tratto della stazione. “E mai abbiamo voluto le barriere antirumore, come qualcuno sostiene”.

I dem rimandano al mittente le accuse di strumentalizzazione politica della questione, chiedendo un ‘fronte comune’. “Questa è una battaglia per il territorio, per la città”. La consigliera Manuela Vigilante evidenzia ancora una volta che quella della localizzazione sarebbe una scelta scellerata e del tutto invisa ai cittadini che priverebbe la città di un centro pulsante attorno a cui ruota anche l’economia termolese.

Intanto proprio oggi il gruppo consiliare Pd protocollerà una istanza di Consiglio monotematico sul tema. Chiederanno due cose, come specifica l’avvocato Vigilante: “Una chiara e univoca presa di posizione da parte dell’Amministrazione di Termoli e di appoggiare la richiesta a Rfi di interrare i binari e coprire il tratto della stazione”. “I cittadini vogliono chiarezza – rincara Oscar Scurti -. Questa vicenda è troppo confusionaria. Regione e Comune si esprimano una volta per tutte”.

Centrosinistra conferenza stazione

La chiosa finale è della Commissaria del Circolo Pd cittadino, Maricetta Chimisso. Ed è di natura squisitamente politica: “Mi stupisce che le altre opposizioni non si siano finora espresse con la stessa veemenza”.