Separare treni merci e passeggeri e coprire stazione di piazza Garibaldi: sì del Comune all’intesa con Rfi

Il consiglio comunale dà mandato al sindaco Roberti per la firma del Protocollo d’Intesa: non si parla di delocalizzazione della stazione ma di trovare soluzioni alternative, a cominciare da un nodo intermodale nell’area del Consorzio industriale per passaggio e fermata soltanto dei treni merci utilizzando la diramazione Termoli-Campobasso

Niente delocalizzazione della stazione da piazza Garibaldi, bensì una separazione fra treni passeggeri, da far transitare ancora in centro, e treni merci da smistare direttamente al Consorzio industriale, dove realizzare prima uno snodo intermodale, capace di collegare con il porto e appunto il Nucleo industriale. È sinteticamente quanto prevede la delibera che il consiglio comunale del 30 dicembre ha approvato dando mandato al sindaco Francesco Roberti di firmare il Protocollo d’Intesa con Rfi.

Una delibera approvata coi soli voti della maggioranza di centrodestra, vista l’astensione di buona parte della minoranza (M5s e VotaxTe) e il voto contrario di Scurti del Pd e Stumpo della Sinistra.

Cosa prevede quindi il Protocollo d’Intesa voluto per superare gli ultimi scogli al famigerato progetto del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, che per quanto concerne il Molise si riduce a Termoli-Ripalta?

Il Comune adriatico, al pari di quello di Campomarino e della Regione Molise, così come la Sovrintendenza ai Beni culturali, aveva espresso parere negativo nella conferenza di servizi tenutasi a Roma lo scorso 27 settembre. Per questo chiede oggi modifiche a un progetto definitivo che Ferrovie dello Stato dovrà approntare entro sei mesi dalla firma del Protocollo.

Un documento che innanzitutto “non comprometta, con la realizzazione dell’opera, alcuna possibile soluzione futura per la sistemazione complessiva della stazione di Termoli e il miglioramento della sua accessibilità e funzionalità”. Detta così sembra un po’ vaga, ma il documento entra poi nel dettaglio, chiedendo di poter arretrare l’inizio dell’intervento dal chilometro 0, cioè la radice sud della stazione di Termoli, al chilometro 2,4, cioè dove c’è la diramazione della linea Termoli-Campobasso. Una soluzione che permetterebbe di “eliminare la necessità di realizzare opere di collegamento della sede per la costruzione di un terzo binario”.

Da qui la richiesta del progetto definitivo per la soluzione del cosiddetto ‘Nodo ferroviario di Termoli’. Un progetto che dovrebbe servire a risolvere il problema dell’impatto acustico in città con soluzioni alternative alle barriere antirumore, che il Comune chiede di stralciare una volta per tutte.

Consiglio comunale raddoppio ferroviario 30 dicembre

Come? La delibera oggi approvata in consiglio parla di “progettazione ed esecuzione della copertura della stazione ferroviaria” utilizzando “le economie derivanti dall’appalto per la realizzazione del raddoppio”. Dei 549 milioni di euro previsti per il raddoppio, 135 milioni sono previsti nel secondo lotto Termoli-Campomarino e “di questi fanno parte anche fondi Fsc, rimodulabili dalla Regione Molise” come ricordato da Roberti.

Il Comune chiede inoltre di “eliminare i binari utilizzati per la sosta e movimentazione dei treni merci” proprio in virtù dello snodo da realizzare a Pantano basso che toglierebbe questo problema. Al posto di quei binari è ipotizzabile quindi una copertura calpestabile dei binari, con possibile realizzazione di parcheggi e aree ciclopedonali.

Infine il Comune fa altre richieste precise a Rfi da realizzare entro 24 mesi dalla stipula dell’intesa. Vale a dire “un sovrappasso in località Punta di Pizzo per collegare via Corsica e via Rio vivo. Un sottopasso tra via Rio vivo e Ponte Sei Voci, due sottopassi sul lungomare nord, un sovrappasso pedonale nella zona dell’ex viadotto Foce dell’Angelo per collegare cimitero e via Cristoforo Colombo”.

Ma fra le richieste figurano anche “lo spostamento della sottostazione elettrica a sud di Termoli, la cessione gratuita al Comune di piazza Donatori di Sangue, aree a ridosso di viale Trieste e parcheggio coperto di via Campania, la cessione di aree e fabbricati di via Dante, il rifacimento di muri e marciapiede di via Dante, la concessione in comodato d’uso gratuito per 15 anni di un fabbricato fra stazione e piazza Garibaldi dove realizzare una biblioteca/casa della musica”.

Consiglio comunale raddoppio ferroviario 30 dicembre

Le opposizioni hanno dichiarato di essere favorevoli nel merito ma contrarie per come è stato impostato il Protocollo. Per Di Michele “questa è una cambiale in bianco a Rfi. Siamo a favore delle proposte ma contro il metodo”.

“La delibera contiene aspetti positivi, ma parlo contro il metodo – ha detto Marcella Stumpo -. C’è una fretta eccessiva non richiesta. Si poteva elaborare un progetto di massima per la copertura della stazione, invece è scritto en passant e manca chiarezza”.

“Noi siamo a favore del raddoppio ferroviario – ha chiarito Oscar Scurti -. Avevamo detto sì al progetto preliminare, volevamo l’abbassamento della rete ferrata e relativa copertura. Oggi abbiamo una proposta molto vaga, non viene detto se la stazione resta in piazza Garibaldi. Una volta per tutte l’Amministrazione deve dirlo. Non c’è chiarezza su opere compensative, costi, no cronoprogramma delle opere pubbliche, è tutto molto vago”.

Consiglio comunale raddoppio ferroviario 30 dicembre

Scurti ha poi ricordato la richiesta di consiglio monotematico annunciata anche in conferenza stampa. Tuttavia il centrosinistra, dopo gli annunci alla stampa, si è presentato in consiglio solo con Scurti e Casolino, che per altro hanno votato in maniera diversa dando segno di scarsa coesione alla prova dei fatti.

Favorevole la maggioranza compatta. Per Alberto Montano “la firma del documento permetterà lo sviluppo di Termoli risolvendo gravi problemi urbanistici”. “Siamo di fronte a un deciso passo avanti che sarà visibile quando il sindaco firmerà il Protocollo d’intesa” le parole di Nico Balice nel difendere l’operato della III commissione, da lui presieduta.

Consiglio comunale raddoppio ferroviario 30 dicembre

Antonio Di Brino è andato all’attacco di Angelo Sbrocca, assente così come Manuela Vigilante e Pino Nuozzi. “Il libro dei sogni è stato trasformato in un incubo durante l’Amministrazione Sbrocca. Dicemmo no al raddoppio nel febbraio 2014 quando ero sindaco, il giorno dopo cadde l’Amministrazione. Nagni non voleva esprimere parere contrario al raddoppio, ma Sbrocca ha fatto presto a dire di sì. Quali sono gli atti degli impegni fatti prendere da Sbrocca alla Rfi?”.

Roberti, nello spiegare le intenzioni della sua Amministrazione, ha nuovamente addossato alla precedente consiliatura le colpe del mancato accordo finora trovato con Rfi sul raddoppio. “Se invece di pensare al tunnel avessero pensato alla stazione, magari portando l’argomento in consiglio, oggi si potrebbe discutere in maniera condivisa”.

Ha poi letto una mail di Rfi sugli incontri e gli accordi con l’Amministrazione Sbrocca. “L’ultima volta a Bari partecipò a una riunione con Rfi per il Comune di Termoli l’ingegner Caruso prospettando un possibile investimento privato a proposito del sovrappasso di Punta di Pizzo”. E infine sul Protocollo in vigore finora, datato 2006: “Venne firmato dal ministro Di Pietro e dal sindaco Greco e parlava di spostamento della linea ferroviaria”.