Sanità: stop su governatori-commissari, ma il Ministero apre sul Balduzzi. Asrem, ripartono concorsi e assunzioni

Domani a Roma si gioca la partita decisiva sul Patto per la Salute. Governo e Regioni dovrebbero siglare l'intesa con la sola modifica al decreto Balduzzi richiesta dai comitati al capo segreteria del Ministero della Salute. L'accordo consentirà di utilizzare i 2 miliardi in più stanziati nel Fondo sanitario nazionale. Intanto il nuovo commissario dell'Azienda sanitaria regionale Scafarto riavvia gli avvisi per reperire personale medico e firma l'atto per stabilizzare 55 tra infermieri e fisioterapisti.

Probabilmente la rimozione di Angelo Giustini a commissario ad acta non è poi così vicina. Tutt’altro. Il Ministero della Salute ha bocciato la proposta inserita dai governatori nella bozza del Patto per la salute che domani – 18 dicembre – sarà all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni. 

Ci sperava il presidente Donato Toma, soprattutto dopo la sentenza della Consulta che aveva dichiarato illegittima la norma sull’incompatibilità tra governatori e commissari nelle Regioni in piano di rientro. E così, a poche ore di distanza dal summit a Roma, il capo della Giunta regionale ha dichiarato a Teleregione di avere un asso nella manica tenuto rigorosamente top secret. Chissà se il ‘jolly’ del capo della Giunta regionale ostacolerà la firma del Patto per la salute che i bene informati ormai danno per scontata.

La controproposta del Ministero infatti sembrerebbe accontentare la maggior parte delle istanze espresse dalle Regioni, in primis la deroga al decreto Balduzzi, e la sigla sull’intesa – riferisce il Quotidianosanità – dovrebbe arrivare nel pomeriggio, forse con qualche piccolo aggiustamento. L’iter per l’accordo va concluso entro il 31 dicembre per evitare di disperdere le risorse aggiuntive previste per il biennio 2020-2021.

L’apertura sul famigerato decreto ministeriale 70, ad ogni modo, fa tirare un sospiro di sollievo ai comitati che ieri (16 dicembre) hanno protestato a Montecitorio e poi hanno incontrato assieme alla delegazione del Pd Molise il capo segreteria del ministro Roberto Speranza, Massimo Paolucci. A quest’ultimo hanno consegnato un documento con tutte le loro richieste, compreso il riequilibrio tra pubblico e privato e la salvaguardia degli ospedali di area disagiata come quello di Agnone. 

Capitolo personale. Nessuna possibilità di ‘arruolare’ gli specializzandi per rinforzare gli organici negli ospedali. Nel Patto per la Salute è prevista solo la possibilità di aumentare la spesa nel triennio 2020-2022, rispettando ovviamente l’equilibrio economico e finanziario del servizio sanitario regionale. Tutto in sintonia con le norme approvate all’interno della manovra: abolizione del superticket per il 2020, un investimento di 2 miliardi di euro in più nel Fondo sanitario nazionale, altri 2 miliardi per l’edilizia sanitaria. Infine la stabilizzazione dei precari, risorse per assumere nuovi medici.  

Fondi che dovrebbero consentire di dare fiato alle corsie dei reparti molisani dove sono stati vissuti mesi da ‘infarto’ a causa della carenza di medici e infermieri. A proposito di questi ultimi, il commissario Asrem Maria Virginia Scafarto ha firmato ieri l’atto che consente di stabilizzare 55 tra infermieri e fisioterapisti.

L’ex capo dell’Azienda sanitaria Napoli 3, nominata lo scorso 31 ottobre dalla giunta Toma, una volta arrivata in Molise ha riavviato i concorsi per i dirigenti medici bloccati a seguito delle dimissioni di Gennaro Sosto (che il 1 settembre ha lasciato l’Azienda sanitaria regionale). Certo, il rallentamento delle procedure non ha agevolato il lavoro in corsia ed è stato stigmatizzato pure dai commissari, che avevano proposto di impiegare i medici dell’Esercito e quelli in pensione per tamponare l’emergenza.

Virginia Scafarto Asrem

A Primonumero la Scafarto ha fatto il punto sull’attività svolta nel 2019: “Sono stati indetti i concorsi per Medicina nucleare, per reperire nuovi psicologi, abbiamo pubblicato l’avviso per Nutrizione clinica, Farmacologia e tossicologia, Psichiatria”. La ricerca di personale è stata estesa a Pediatria, Anestesia e Rianimazione, Riabilitazione, Chirurgia vascolare, Ginecologia e Ostetricia, Medicina d’urgenza per tamponare la carenze nei pronto soccorso, che in questi mesi sono ‘in apnea’.

I concorsi riguardano anche l’ospedale Caracciolo: “Entro l’inizio di gennaio completeremo il concorso per la Medicina interna di Agnone”.

I bandi hanno riguardato anche una serie di figure non proprio legate al profilo sanitario. “Abbiamo indetto gli avvisi per un direttore sanitario, due collaboratori avvocati, un ingegnere biomedico, un dirigente ingegnere informatico, sociologi, un medico autorizzato esperto in radioprotezione. C’è stato anche un avviso di mobilità per ingegnere architetto”, ha aggiunto.

Una delle novità principali potrebbe riguardare Termoli: l’Asrem infatti ha indetto il concorso per il direttore di struttura complessa del reparto di Ginecologia e Ostetricia “anche se c’è una situazione ibrida e quindi l’avviso riguarda il Presidio ospedaliero unico, non solo il San Timoteo. E poi c’è il ricorso sul Punto nascita e non sappiamo se le cose potrebbero cambiare”, ha dichiarato il vertice Asrem. A rendere ancora più complicata la ‘partita’ sono le disposizioni inserite nel nuovo Piano operativo 2019-2021, che cancella il Punto nascita del San Timoteo e di conseguenza azzera il reparto di Ostetricia e Ginecologia.

“Purtroppo la carenza non è stata tamponata: questa regione e questa Azienda sanitaria sono da tanti anni in piano di rientro – la chiosa finale del commissario Asrem – dal 2009 non ci sono concorsi. Le carenze dunque non si riescono subito a coprire. E poi in alcune specialità mancano in medici: mancano i medici d’urgenza, i pediatri, gli anestesisti, i radiologi. E questo è anche un problema di programmazione del Ministero”.

Certo, anche durante la gestione Sosto ci sono stati numerosi concorsi. Peccato che in parte andarono deserti. Chissà se andrà meglio al suo successore che resterà in via Ugo Petrella fino a febbraio (come ha annunciato il presidente Toma). E’ proprio il caso di dirlo: che Dio ce la mandi buona.