Rimborsi e referendum, veleni in M5S. Di Marzio si giustifica, i grillini termolesi lo attaccano

Mentre il parlamentare molisano si difende sul mancato versamento dei rimborsi, il gruppo consiliare pentastellato al Comune di Termoli lo attacca duramente per il sostegno al referendum sul taglio dei parlamentari: "Invitiamo il senatore a rimettere al centro del percorso politico i bisogni dei cittadini e non le scelte personali"

Clima arroventato in casa M5S. Il ‘casus belli’ che vede protagonista il senatore Luigi Di Marzio ha messo in agitazione anche una parte dei grillini molisani. Turbolenze cominciate quando sono cominciate le voci di un possibile passaggio alla Lega di Matteo Salvini riferite dagli organi di stampa nazionali. Poi la firma sul referendum ‘salva parlamentari’ e il mancato versamento sui conti del Movimento 5 Stelle che ogni parlamentare fa ogni mese a titolo di restituzione ai cittadini.

Ieri un giornale on line ha riferito che Di Marzio non era in regola con tali versamenti. Si è scatenato un putiferio. E sui social molti cittadini ed elettori hanno espresso rabbia e delusione per quello che forse è considerato una sorta di ‘tradimento’ nei confronti dei principi pentastellati.

Il senatore, ex direttore dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, per difendersi ha inviato ai vertici di M5S una lettera che poi questa mattina (21 dicembre) ha pubblicato anche sulla sua pagina Facebook.

Nella missiva, che porta la data dell’11 dicembre, il parlamentare ha allegato la copia di “tutti i versamenti regolarmente effettuati, a fronte di specifica quantificazione degli importi richiesti -ma ciononostante non rilevati- relativamente al periodo in causa”. Inoltre, ha precisato che provvederà al “conguaglio di eventuali ulteriori somme dovute, delle quali non mi è finora pervenuta richiesta”.

Inoltre Di Marzio, che attualmente è in aspettativa come direttore sanitario del Cardarelli ed è un “dipendente collocato in aspettativa senza assegni”, ha messo in luce anche un altro elemento: se non ha provveduto al versamento dei bonifici è dovuto anche alla mancanza di collaboratori che possano provvedere in tal senso. Infatti, “non dovrebbe altresì neppure sfuggire come la mancata registrazione dei versamenti effettuati -adempimento peraltro presumibilmente di limitatissima onerosità per quanti vi abbiamo dimestichezza per compiti di supervisione- ed inequivocabilmente verificabili, risulti pertanto solo formalmente giustificata dalla circostanza che non abbia potuto provvedervi direttamente. Ciò a causa della indisponibilità di qualsiasi sorta di collaboratori incaricati delle relative incombenze”.

Chissà se tali giustificazioni consentiranno di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Per ora l’aria resta arroventata. Anche perchè c’è un atto tema caldo che ha provocato polemiche contro il parlamentare: il sostegno alla proposta di Forza Italia di proporre un referendum sul taglio dei parlamentari già approvato alla Camera. 

E proprio contro questa scelta questo pomeriggio contro il senatore sono partiti missili terra aria ‘sparati’ dalla costa. A differenza di alcuni attivisti campobassani (come Antonio Federico) che lo hanno difeso, Nick Di Michele e gli altri componenti del gruppo consiliare di Termoli hanno criticato duramente Di Marzio ricordando che “nel 2018 il programma del M5S era chiaro ed inequivocabile, tra i punti salienti vi era proprio quello del taglio del numero dei componenti i due rami del Parlamento. Taglio che ridisegnava un anacronistico parlamento, dove di onorevole era rimasto ben poco e permetteva un notevole risparmio di economie da dirottare verso scelte più vicine ai bisogni dei cittadini.
Il senatore Luigi Di Marzio eletto in questa regione, eletto dai cittadini molisani, dovrà rispondere della sua scelta, dovrà per coerenza e senso di responsabilità dimettersi dal Senato nel momento in cui decidesse di lasciare il Movimento o se lo stesso Movimento decidesse di allontanarlo. La coerenza nell’aderire ad una compagine politica radicata nei territori e tra la gente, non può permettere inopportune e solitarie decisioni fuori da quello che è, e resta il programma di questa legislatura”.

Infine un invito che suona come un aut aut: “Invitiamo il senatore a rimettere al centro del percorso politico i bisogni dei cittadini e non le scelte personali ed attendiamo con interesse una sua replica.

Tuttavia, il gruppo del M5S Termoli è pronto ad iniziare la campagna referendaria che confermi il taglio del numero dei parlamentari auspicando che le elezioni avvengano in concomitanza con altra tornata elettorale così da risparmiare anche centinaia di milioni di euro”.