Reddito di Residenza Attiva, oltre 600 i progetti presentati. Ma solo il 10 per cento verrà finanziato

I termini per presentare la propria candidatura sono scaduti lo scorso 30 novembre: più di 600 le domande pervenute. Esulta il consigliere Antonio Tedeschi, 'padre' della misura che mira a combattere lo spopolamento dei piccoli comuni molisani e contestualmente a rivitalizzarne l'economia. Ma con la dotazione finanziaria che la Regione ha previsto saranno poco più di 60 i progetti da approvare

Boom di domande presentate: è questo il primo bilancio che si può fare per il Reddito di Residenza Attiva, la misura proposta dal consigliere regionale Antonio Tedeschi che molto ha fatto parlare di sé e del Molise.

Il consigliere ideatore e promotore del provvedimento, che si propone come strumento per rivitalizzare l’economia dei piccoli borghi molisani ponendo anche un argine allo spopolamento imperante, pare sia piaciuta stando ai numeri. Il termine per presentare le domande al relativo Avviso Pubblico (pubblicato a metà settembre) è scaduto lo scorso 30 novembre.

Ebbene, sono oltre 600 i progetti presentati “ideati da persone provenienti dai 5 continenti pronte a trasferirsi in uno dei nostri bellissimi borghi con popolazione fino a 2000 abitanti allo scopo di aprirvi un’attività”. Ma l’interesse iniziale è stato ben più ampio se si considera che sono state complessivamente oltre 5mila le e-mail inviate e più di 18mila le telefonate al call center dedicato – questi i dati forniti dalla Regione – da parte di chi ha pensato che il Reddito ‘alla molisana’ fosse un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

Una misura che – non c’è che dire – ha avuto un incredibile risalto mediatico. Per il consigliere Tedeschi “ha reso il Molise protagonista sulla stampa di tutto il mondo. Un’occasione senza precedenti per la nostra regione, in termini di visibilità, di contrasto allo spopolamento, di sviluppo e di crescita economica”.

Consiglio regionale Molise

Per percepire il Reddito in questione – lo ricordiamo – ai candidati veniva chiesto di presentare un progetto imprenditoriale della durata di almeno 3 anni e contestualmente di certificare la propria disponibilità a trasferirsi in uno dei 106 comuni (dei 136 totali) del Molise sotto i 2000 abitanti. Il contributo per chi dovesse spuntarla sarà di 24mila euro complessivi, suddiviso in tre rate da 8mila euro all’anno. La Regione Molise ha stanziato per il primo anno 488mila e 500 euro circa. Ergo saranno presumibilmente 60 i progetti da approvare tra i 600 arrivati sulle scrivanie della Regione.

Il consigliere Tedeschi non nasconde il suo entusiasmo e parla in questi termini della ‘sua creatura’: “è una contrapposizione al mero assistenzialismo, dunque uno stimolo concreto all’imprenditorialità e al lavoro. Con questa misura la Regione Molise ha inteso fornire un aiuto a coloro che hanno la reale intenzione di investire e creare lavoro sul nostro territorio”.

Altra cosa, per Tedeschi, rispetto al cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle: “In buona sostanza una sorta di antitesi del Reddito di Cittadinanza varato dal Governo Centrale e che, secondo i numeri finora divulgati, non ha certamente prodotto gli effetti sperati in termini occupazionali. Fonti sindacali, come riportano alcuni organi di informazione,  parlano di circa mille posti di lavoro creati a fronte di 3 miliardi di euro di spesa. Il nostro obiettivo è altro: sostenere chi ha idee imprenditoriali valide e capaci di rivitalizzare il tessuto socio-economico dei nostri paesi. Lo abbiamo fatto al momento con risorse contenute vista la natura sperimentale della misura, ma che speriamo di poter incrementare nelle prossime annualità anche alla luce dell’enorme successo dell’iniziativa. Un successo straordinario, per alcuni versi inaspettato”.

Prima di capire – ma per questo ci vorrà del tempo – se la misura riuscirà a ridisegnare la geografia interregionale,  toccherà ad una Commissione selezionare i progetti da finanziare, quelli che tra le altre cose più si integrano col territorio per cui sono stati proposti (così il bando). Sicuramente saranno in tanti a restare a bocca asciutta.