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Protesta sanità, il Molise a Roma per i suoi ospedali

Almeno sei autobus sono partiti da Campobasso e Isernia alla volta della capitale, dove questa mattina è in programma la protesta del Molise in difesa della sua sanità pubblica.

All’appello lanciato da diversi comitati hanno risposto numerosi, soprattutto associazioni che da anni sono impegnate a tutela dei servizi sanitari ospedalieri, in modo particolare quelli di Larino, Agnone, Venafro e la stessa Isernia.

Ma anche dalla cittadina adriatica, da Termoli, si sono messi in moto rappresentanti di associazioni tra cui il comitato Voglio nascere a Termoli, le cui referenti sono partite insieme con l’ex onorevole Laura Venittelli, anche lei presente a Roma dove una delegazione dovrebbe incontrare il Ministro per il Sud Provenzano.

Striscioni e rivendicazioni per la modifica del Pos, il piano operativo sanitario triennale redatto dai commissari che è ancora emendabile in alcune parti, unite alla determinazione di voler portare a livello nazionale le disastrose condizioni in cui versa la sanità territoriale, coinvolta da tagli, ridimensionamenti, una gravissima carenza di medici che di fatto limita il diritto alla cura, il blocco prolungato delle assunzioni e una gestione commissariale che a detta di molti ha miseramente fallito.

Diversi anche gli studenti delle scuole superiori, fra cui i ragazzi dell’Istituto Fascitelli di Isernia, partiti di buon’ora per la giornata capitolina. “Il Molise è rimasto troppo tempo addormentato ma noi ci siamo e vogliamo chiedere e pretendere il diritto a farsi curare in questa regione“, riferiscono gli studenti isernini prima della partenza.

Qualche problema organizzativo e la mancanza di una regia unica hanno compromesso la adesione alla protesta. “Il comitato Pro Cardarelli per esempio non parteciperà perché – ha dichiarato ai microfoni della TGR Molise questa mattina il portavoce Tommasino Iocca – non siamo stati coinvolti”.