Post con Mussolini su Facebook, l’assessore non si dimette: “La maggioranza faccia come crede” – SONDAGGIO

Dopo la richiesta di un passo indietro da parte di sindaco e consiglieri di maggioranza, Massimo Di Stefano non arretra e ribadisce: “Non hanno capito cosa vuole la minoranza”

Non si dimette Massimo Di Stefano. L’assessore alla Cultura e al Turismo di Montenero di Bisaccia, finito nella bufera per un post Facebook con volto e frase di Benito Mussolini, non intende lasciare il suo posto in Giunta come gli aveva chiesto proprio il sindaco Nicola Travaglini, in una nota firmata da tutta la sua maggioranza. Con la quale, a questo punto, Di Stefano andrà a scontrarsi verosimilmente in consiglio comunale.

“Prendo atto della richiesta dei colleghi di maggioranza, ma non ritengo di dover rassegnare le dimissioni da assessore comunale, poiché le mie azioni, espletate nell’ambito di tale funzione, si sono sempre ispirate all’ordinamento democratico-costituzionale” scrive Di Stefano in una nota affidata alla stampa.

Tutti sanno, a partire dal primo cittadino, che sia sul piano personale che su quello amministrativo, ho sempre rispettato tutti, ho sempre collaborato per il bene pubblico e non ho mai discriminato alcuno di qualunque idea o appartenenza politica.

Ho avuto un mandato ben specifico ed è stato quello voluto dagli elettori di Montenero di Bisaccia, qualora dovessi rassegnare le mie dimissioni, accetterò le indicazioni per mezzo della volontà popolare, altrimenti il Sindaco, unitamente agli stessi colleghi della Giunta e i consiglieri di maggioranza, adottino pure i provvedimenti del caso in questione ed io mi rimetterò alle loro azioni”.

Pur con parole poco chiare e apparentemente contraddittorie, l’assessore invita quindi la sua maggioranza a sfiduciarlo, se credono sia questa la cosa giusta da fare. D’altronde era stata la stessa maggioranza ad anticiparlo, scrivendo che in caso di mancate dimissioni “si adotteranno gli opportuni provvedimenti del caso”.

Pende sulla testa di Di Stefano una mozione di sfiducia protocollata dal consigliere di minoranza Nicola Palombo. Se nulla dovesse cambiare, quella mozione potrebbe quindi essere approvata. Anche per questo, probabilmente, Di Stefano torna a puntare il dito sulla minoranza, accusandola di aver sollevato un caso per ragioni squisitamente elettorali.

Di stefano post mussolini

“Sono un “liberal democratico” convinto. Non sono mai stato fascista – ribadisce Di Stefano -. E men che meno ne voglio ricostruire il partito, cosa peraltro vietata dalla legge. Non ho commesso alcuna apologia, ma ho spiegato le ragioni del post, che risiedono solo ed esclusivamente nella frase e non certamente su chi risulta averla pronunciata.

Invero, in questa circostanza c’è solo un’apologia, che è quella della minoranza che vorrebbe ‘ricostituire’ la maggioranza. I miei colleghi forse non lo hanno compreso”.

Il caso dell'assessore di Montenero. Secondo te un rappresentante delle Istituzioni che cita frasi fasciste dovrebbe dimettersi?

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