“Più sanità pubblica e specialistiche al Cardarelli”: unanimità per mozione Pd foto

Il decreto ‘Balduzzi’, che impone parametri standard alle regioni con meno di 600mila abitanti, potrà essere derogato in base a quanto previsto dal Patto per la Salute approvato in conferenza Stato-Regioni. Il Partito Democratico ha proposto un documento, votato da tutti, che sarà inviato al Ministro della Salute e al presidente della Regione Molise e che chiede il riequilibrio del numero dei posti letto tra pubblico e privato e un’altra serie di misure.

Riequilibrio tra pubblico e privato, ripristino di alcune specialistiche (come Neurochirurgia) all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso, necessarie deroghe al decreto Balduzzi, che impone parametri standard alle regioni con meno di 600mila abitanti, potrà essere derogato in base a quanto previsto dal Patto per la Salute approvato in conferenza Stato-Regioni.

Il Partito Democratico di Campobasso torna ad alzare la voce rispetto al tema più scottante da sempre: quello della sanità. E dopo il consiglio monotematico dello scorso 7 ottobre (a cui venne invitato il commissario Angelo Giustini), i democratici riportano l’argomento in Aula.

I consiglieri comunali Salvatore, Trivisonno, Battista e Chierchia sono convinti di un fatto: “Bisogna potenziare il pubblico”.

Di sanità se ne discute per alcune ore in assise, prima che in sede di conferenza stampa. E al termine dei lavori la mozione del Pd ottiene il ‘sì’ anche da parte della maggioranza e della minoranza di centrodestra. L’unanimità arriva intorno alle 16.20, dopo l’approvazione di un emendamento proposto dalla maggioranza.

Un documento condiviso, dunque, nel quale si chiede “un imponente riequilibrio tra sanità pubblica e privata in termini di posti letto, bisogna tendere, per i casi acuti, a una proporzione quanto più vicina all’80 percento al pubblico e 20 ai privati”.

La prima firmataria Alessandra Salvatore tiene a sottolineare il lavoro svolto nei giorni scorsi grazie all’apertura da parte del ministro Speranza: “La premessa indispensabile per cambiare rotta è la deroga al decreto Balduzzi, i temi cruciali sono il riequilibrio tra posti letto di pubblico e privato che attualmente è 60 a 40 percento. E le urgenze e le emergenze devono poter tornare a essere assicurate dal Cardarelli, come nel caso della Neurochirurgia affidata al Neuromed che però non può curare le emergenze”.

Il consigliere Giose Trivisonno va giù duro: “Il presidente Toma, in linea di principio, potrebbe fare il commissario della sanità, se solo non avesse un enorme conflitto di interessi che si chiama Aldo Patriciello (proprietario del Neuromed, ndr)”.

 

Il dibattito è lungo e diversificato in Aula ma alla fine si trova la quadra per votare all’unanimità la mozione del Partito democratico. Il consigliere Sabusco: “Per quanto mi riguarda il 40 percento dei posti letto riservati al privato è ordinario, lo fa da anni. e dopo 20 anni che questo succede ora si vuole abolire questo dato di fatto. Ma si dimentica che si parla di un privato convenzionato col pubblico”.

Il consigliere Salvatore Colagiovanni annuncia il suo ‘sì’ seppur con dei distinguo: “Voterò a favore ma ho la certezza che questo documento non verrà preso in esame né dalla Regione né a Roma. Io difendo il pubblico e un privato che sia un’eccellenza, non ordinaria”.

 

In sostanza, si auspica di riuscire “ad ottenere per il Molise le necessarie deroghe ai criteri Balduzzi, tenuto conto della sua morfologia, della dislocazione di gran parte dei comuni in zone disagiate o aree interne, delle infrastrutture viarie inadeguate. Ciò anche alla luce del fatto che la previsione dell’elisoccorso, misura molto costosa e non attivabile sempre (ad esempio, durante le ore notturne o in condizioni meteo proibitive), non è né può essere sostitutiva e risolutiva”.

Il documento, che sarà inviato al Ministro della Salute e al presidente della Regione Molise, punta anche a raggiungere altri obiettivi: porre fine “alla possibilità di extra-budget per i privati convenzionati”, controllare “l’appropriatezza delle prestazioni degli stessi”, prima di procedere ai pagamenti, riequilibrando la gestione del budget previsto nel fondo sanitario regionale a favore della sanità pubblica, avviare i concorsi e porre in essere “una seria programmazione che consenta di assumere e assegnare personale in grado di potenziare le strutture ospedaliere pubbliche”.

 

“Al di là del voto favorevole alla mozione presentata – dichiara il sindaco Gravina – l’emendamento da noi proposto è un modo per circoscrivere il tema ad una visione più concreta di ciò che possiamo proporre per la soluzione dei problemi che il sistema sanitario locale continua a riscontrare e non da oggi. Per questo è necessario tenere ben in mente il passato, le responsabilità che nel silenzio generale si sono accumulate negli anni e non per attaccare qualcuno politicamente, ma per comprendere quali e quanti errori sono stati compiuti da chi ha avuto voce in capitolo in merito di politica sanitaria sul nostro territorio, evitando così di ripeterli. La politica, in una condizione come quella della nostra regione, deve lavorare per garantire il diritto alla sanità pubblica correlando però il tutto a una serie di complessità strutturali, di rapporti tra sanità pubblica e privata, che il sistema non può trascurare”.