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Patto per la Salute, cambia il Balduzzi. Slitta revisione su commissari-governatori. Toma: “Non è il miglior testo”

Il Patto per la Salute 2019/21 è stato approvato oggi dalla Conferenza Stato-Regioni: sulla sanità saranno investiti 3,5 miliardi per i prossimi due anni. Tra le novità l’impiego di medici fino a 70 anni e gli specializzandi. Per quanto riguarda i presidenti commissari, l’accordo è che il Governo, entro 180 giorni, d’intesa con le regioni interessate, riesaminerà le procedure di nomina del Commissari ad acta, anche alla luce dei recenti indirizzi della Consulta. Il caso riguarda il Molise. Intanto il Comitato san Timoteo chiede il passo successivo: “Modificare il DM 70/2015 e quindi ottenere quelle deroghe indispensabili per la rete ospedaliera del Molise”.

La sanità molisana può tornare a sperare. C’è l’accordo tra Governo e Regioni sul Patto per la salute che è stato approvato dopo un lungo braccio di ferro. Sulla sanità è previsto un investimento complessivo da 3,5 miliardi di euro: due per il prossimo anno, 1,5 miliardi nel 2021. Fondi che consentiranno di “rendere più forte il nostro servizio sanitario nazionale”, per usare le parole del ministro Roberto Speranza.

La luce verde sul semaforo si è accesa intorno alle 13.30 di oggi (18 dicembre) a Roma, dove le Regioni hanno dato il via libera ad un documento che tra le altre cose prevede la revisione del decreto Balduzzi e dei commissariamenti per le Regioni in piano di rientro.

Inoltre, il Governo ha accolto le richieste delle Regioni sul personale sanitario: fino al 2022 potranno restare in servizio i medici fino a 70 anni. E sarà poi possibile stipulare contratti a tempo determinato con gli specializzandi a partire dal terzo anno.

Queste ultime due richieste delle Regioni, riferiscono alcuni organi di informazione nazionali, sono state accolte in extremis dal Governo e consentiranno di ‘rimpolpare’ le corsie degli ospedali che si sono svuotate gradualmente determinando una vera e propria emergenza. L’allarme sui turni massacranti e gli organici sotto dimensionati ha risuonato più volte non solo in Molise, ma anche in tutta Italia.

La buona notizia riguarda la deroga al ‘famigerato’ decreto Balduzzi, di cui si sta parlando molto in quest’ultimo periodo: la proroga è considerata fondamentale al mantenimento di alcuni servizi nella nostra regione, al Caracciolo di Agnone ad esempio, ma anche per il potenziamento del Cardarelli di Campobasso, ospedale di riferimento in Molise. Chissà se la revisione del decreto ministeriale 70 del 2015 consentirà di ripristinare, ad esempio, la Neurochirurgia soppressa qualche anno fa.

Intanto il comitato San Timoteo chiede ora di passare alla ‘fase 2’: “Bisogna modificare il decreto ministeriale 70/2015 e quindi ottenere quelle deroghe indispensabili per la rete ospedaliera del Molise”.

“Un risultato straordinario” per Emilio Izzo, Andrea Di Paolo, Dilma Baldassarre e i referenti dell’Aggregazione di cittadini in lotta a sostegno della sanità pubblica che l’altro ieri hanno protestato a Roma e alla fine sono stati ricevuti al Ministero della Salute. “Diciamo a chiare lettere che la protesta portata in quel del parlamento dai 500 molisani, ampiamente preannunciata nelle stanze ministeriali, ha prodotto, al momento, i primi significativi ed importantissimi risultati”.

La partita è invece ancora tutta da giocare sui commissari-presidenti: la procedura cambierà, ma c’è da aspettare altri sei mesi. Nel Patto per la salute infatti è previsto  il governo entro 180 giorni, di intesa con le Regioni interessate (fra cui il Molise), procederà ad esaminare la nomina dei commissari ad acta alla luce della recente sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittima la norma sulla incompatibilità tra governatori e commissari.

Forse per il Molise questo è l’unico ‘neo’.

“Non era il miglior testo del Patto della salute a cui potessimo pervenire – le parole rilasciate dal presidente Donato Toma ad alcuni giornalisti all’uscita della Conferenza Stato-Regioni – però è stato quello più soddisfacente dopo i ritardi del precedente Governo. Eprimo grande soddisfazione per le aperture del Governo e il lavoro estenuante e costante delle Regioni ci ha portato ad un documento che premia la ragionevolezza di tutti: governo e Regioni”.

Saranno rivisti i criteri sui commissariamenti, anche se non è stata accolta del tutto la richiesta della Regione Molise di rimuovere il commissariamento dopo la sentenza della Consulta che ha accolto il ricorso presentato dal governo Toma e ha dichiarato illegittima la norma che sanciva l’incompatibilità tra la figura del presidente e quella del commissario ad acta. “Sono state stabilite misure da adottarsi, revisioni da farsi, normative da approvare e tavoli tecnici per rivedere i piani di rientro e per accompagnare finanziariamente le regioni che dovranno uscire dal Piano di rientro”, ha sottolineato Toma.

“Su richiesta della Regione Molise e condivisa da tutte le altre Regioni – ha detto ancora sui commissariamenti – è stata inserita la revisione delle procedure di commissariamento ad acta entro i prossimi 180 giorni alla luce delle disposizioni della Consulta”.

Tuttavia, ha concluso, “ritengo fondamentale la revisione al decreto Balduzzi, al dm 70 2015, auspicata da tutte le Regioni e in particolare dalle piccole regioni che ricontratteranno le deroghe“. E il Molise in questo caso non dovrà farsi trovare impreparato.