Ospedali, M5S rilancia la Neurochirurgia. Patto per la salute, “a rischio 2 miliardi se Toma non vota”

A poche ore dall'audizione di Angelo Giustini e Ida Grossi a palazzo D'Aimmo, i comitati si mobilitano e i pentastellati presentano le proposte che saranno discusse in Aula durante il monotematico sulla sanità: il riequilibrio del budget ai privati e l'aumento del personale nei pronto soccorso in cima alla lista. "Il presidente Toma dovrebbe andare in Conferenza delle Regioni a chiedere 30 milioni di euro in più per la sanità molisana e la deroga al decreto Balduzzi per avere un ospedale Dea di primo livello completo e dotato di una rete dell'emergenza urgenza completa riattivando la Neurochirurgia al Cardarelli".

Si apre un’altra settimana decisiva per la sanità molisana: il Patto per la salute arriva sul tavolo della Conferenza delle Regioni. Il governatore Donato Toma ha annunciato che non lo firmerà fino a quando il Governo non si adeguerà alla sentenza della Corte costituzionale che ha annullato l’incompatibilità tra la figura del presidente e quella del commissario ad acta.

Il ‘no’ al Patto per la salute rischia di avere l’effetto di uno tsunami: “Si rischia il blocco dei finanziamenti – 2 miliardi di euro in più – previsti nel Fondo sanitario nazionale e le assunzioni previste dal Ministero per la Salute entro il 2020 nel sistema sanitario”. A rivelarlo è la consigliera regionale Patrizia Manzo durante la conferenza stampa organizzato da M5S alla vigilia del Consiglio regionale monotematico sulla sanità.

Poi c’è la ‘partita’ tutta regionale che si sta giocando sulla riorganizzazione di ospedali e reparti che rischia di abbattersi come uno tsunami sui molisani. Fra poche ore i dettagli del famoso Pos 2019-2021, acronimo di Programma operativo sanitario, saranno illustrati da coloro che l’hanno redatto: il commissario Angelo Giustini e il sub commissario Ida Grossi nominati un anno fa dall’allora governo Lega-M5S.

Per la prima volta, pubblicamente, i due tecnici renderanno noto il lavoro svolto per rimodellare la sanità molisana per rientrare dal debito che si dovrebbe attestare, secondo le previsioni del tavolo tecnico, sui 60 milioni di euro. Dodici anni di commissariamento e le tasse più alte d’Italia non sono serviti per quello che si potrebbe definire il ‘ritorno alla normalità’, espressione utilizzata solitamente per emergenze e calamità naturali. Ma in emergenza lo è da tempo anche la sanità della nostra regione.

Il nuovo programma operativo prevede una sforbiciata colpirà soprattutto il San Timoteo di Termoli e il Veneziale di Isernia, che diventeranno presidi di base con il pronto soccorso e qualche Unità operativa. Ci sarà un unico ospedale di primo livello, il Cardarelli di Campobasso.

Domani – 10 dicembre – davanti al Consiglio regionale ci saranno i comitati che hanno aderito all’appello lanciato da Emilio Izzo. Dentro, nel Palazzo, Giustini e Grossi incontreranno i presidenti degli Ordini dei Medici di Campobasso e Isernia, alcuni rappresentanti dei comitati nati a difesa degli ospedali pubblici e la stampa. In audizione pure i parlamentari del Movimento 5 Stelle e i consiglieri regionali. Nel pomeriggio il monotematico sulla sanità, durante il quale gli eletti presenteranno le loro proposte.

Sei sono targate Movimento 5 Stelle che questa mattina, alla vigilia dell’incontro con i commissari, hanno lanciato sei proposte che domani presenteranno in Aula in forma di mozioni.

Movimento 5 Stelle Molise

Sono partiti da un presupposto: “Stando al nostro calcolo, il piano del presidente Toma di realizzare un Dea di secondo livello al Cardarelli di Campobasso, due Dea di primo livello a Termoli e Isernia, i due presidi territoriali a Larino e Venafro, oltre all’ospedale di area disagiata ad Agnone costerà un miliardo di euro. Sono costi proibitivi per la nostra regione”, ha sottolinea Andrea Greco Anche perchè “al Molise arrivano risorse insufficienti” per garantire i Livelli essenziali di assistenza e “un debito strutturale, che si è accumulato anno per anno che si aggira sui 30 milioni”. Quindi, insiste Angelo Primiani, “invece di rivendicare la poltrona di commissario, Toma dovrebbe andare in Conferenza delle Regioni perchè abbiamo bisogno di 30 milioni di euro in più e che abbiamo bisogno di derogare sul Balduzzi per garantire l’attuale sistema sanitario e per avere un Dea di I livello completo. Il che vuol dire dotato di una rete dell’emergenza-urgenza completo, come detto anche in audizione dal presidente dell’Ordine dei Medici di Campobasso Carolina de Vincenzo. Questo vuol dire che bisogna riattivare la Neurochirurgia al Cardarelli (soppressa nel vecchio Pos firmato da Paolo Frattura, ndr)“. 

Secondo i pentastellati la deroga al Balduzzi non è essenziale e se ne potrebbe fare a meno, perchè il Molise riuscirebbe a garantire servizi adeguati con una riorganizzazione radicale, anche se solo con un Dea di I livello.

In cima alla lista, nonché primo argomento che sarà trattato dall’assemblea, il riequilibro delle risorse (non solo extrabudget) che vengono assegnate ai privati e in particolare a Neuromed e Gemelli Molise spa (la ex Cattolica) perchè “la gran parte di quei soldi viene utilizzata per curare i cittadini di fuori regione e – aggiunge Greco – l’anticipo di cassa per pagare i privati è molto impattante sul bilancio regionale”.

La seconda proposta riguarda l’aumento del personale sanitario: turni massacranti, ferie mai godute. “Nei pronto soccorso si lavora ai limiti della resistenza fisica“, sottolinea Valerio Fontana. E’ proprio questo reparto che va rinforzato dal punto di vista dell’organico. “Potremmo aprire i pronto soccorso agli specializzandi: la cura dei codici bianchi e verdi, ossia i casi meno gravi, potrebbe essere assegnata ai laureati medici non ancora specializzati come stanno facendo in Veneto“.

“Negli ospedali molisani mancano medici e primari – evidenzia Patrizia Manzo – a Termoli è svenuta un’infermiera del Laboratorio analisi per il troppo lavoro. Manca l’assistenza territoriale e così gli anziani potrebbero evitare di andare in ospedale per un prelievo o cambiare un catetere”. E sulla rete dell’emergenza urgenza “bisogna ripristinare la Neurochirurgia al Cardarelli in modo da metterla al servizio della Stroke Unit”. Deroga che in realtà, come rivelato in anteprima da Primonumero, non sarà concessa: dal Ministero lo hanno detto chiaro e tondo.

La battaglia più importante si sposta quindi a Roma. In piazza Montecitorio si svolgerà anche la manifestazione a difesa della sanità del prossimo 16 dicembre. Contestualmente la Confederazione Unitaria di Base provinciale di Campobasso e il Sindacato Operai Autorganizzati hanno dichiarato lo sciopero generale per tutti i lavoratori e le lavoratrici di tutte le categorie pubbliche e private della regione Molise.