Operazione Lungomare, si chiude il rito abbreviato: 15 condanne per droga

Il giudice Veronica D’Agnone ha emesso i tarda mattinata il verdetto a carico delle persone imputate. Due gli assolti. Ora resta aperta la partita al tribunale di Larino con gli altri 15 indagati che hanno scelto il rito ordinario

Si chiude la prima fase di  “Operazione Lungomare”, la maxi indagine condotta e chiusa dai carabinieri del nucleo investigativo di Campobasso a ottobre dello scorso anno.

Dopo i due patteggiamenti avvenuti anzitempo, in 17 hanno scelto il rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo della pena) altre 15 – raggiunte a vario titolo da misure cautelari nell’ambito dell’indagine – seguiranno la strada del rito ordinario davanti al tribunale di Larino.

Questa mattina, invece, a Campobasso il giudice Veronica D’Agnone ha emesso il decreto di condanna per 15 (dei 17 abbrevviati), due sono stati assolti dal capo di imputazione ascritto.

Ed ecco le condanne nel dettaglio: Ciro Anni Di Rita:  7 anni, 9 mesi e 10 giorni. Maria Soccorsa Marolla: 5 anni, 9 mesi e 20 giorni.  Ciullo Luciano: 2 anni e 8 mesi. Marianna Ciavarella: 2 anni, 9 mesi e 10 giorni.  Emma Caporicci: 2 anni e 8 mesi. Davide Carbone:  un anno, 4 mesi e 4 giorni. Clara De Santis:  3 anni e due mesi. Antonino D’Agnillo: 1 anno, 4 mesi e 6 giorni. Lucia Soccorsa Iuliani: 3 anni e 6 mesi. Alex Pellicciotti: 4 anni, 11 mesi e 10 giorni. Luigi Vaglia: 3 anni e 2 mesi.  Lusana Vaglia: 3 anni e 4 mesi. Italia Di Fiore: 2 anni, 9 mesi e 10 giorni. Dario Ruberto: 2 anni e 3 mesi.  Leonardo Grassano: 2 anni, 2 mesi e 28 giorni.

Assolti invece Leonardo De Santis ed Emanuele Andrea.

Veronica d’Agnone terminata la lettura del verdetto ha annunciato 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni. In sostanza è stato accolto l’articolo 74 del Testo unico stupefacenti (associazione finalizzata al traffico di droga) ma lo ha riqualificato in base al sesto comma. Passaggi tecnici che saranno meglio esplicati nelle motivazioni ma che non cambiano la sostanza del verdetto finale.

L’inchiesta è quella del 30 ottobre 2018 con l’epilogo di 23 misure applicate per un totale di 51 persone iscritte nel registro degli indagati.

I carabinieri del nucleo investigativo di via Mazzini su indicazione della Dda smantellarono un’organizzazione dedita allo spaccio di matrice sanseverese ma con una base logistica e operativa nella provincia di Campobasso: Campomarino, Termoli, Larino, il centro urbano del capoluogo.

Una delle prime inchieste, dopo anni di lavoro della Dda della Procura Distrettuale di Campobasso, a perseguire in modo così meticoloso il  traffico  di droga e il relativo consumo di stupefacenti che sta avvelenando migliaia di giovani e giovanissimi della regione.

Grazie alle attività tecniche, osservazioni pedinamenti e perquisizioni, e alle testimonianze rese da numerosi testimoni (diverse decine di assuntori di droga) sentiti nel corso delle indagini, si sono raccolti a carico degli indagati tutti gli indizi per ottenere le misure poi eseguite e che ora la Procura si augura diventino anche condanne.

 Nel fascicolo giudiziario sono emerse anche  1.400 condotte di cessione di droga, 20 recuperi di sostanza stupefacente per un totale di circa 100 grammi di hashish, 330 grammi di cocaina e 400 grammi di eroina.