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L’Immacolata concezione, la fedeltà di Maria diventa grazia

di Don Mario Colavita

“Quando levi lo sguardo a Maria, la Vergine Madre di Dio, e al Cristo che ella ha generato, Signore del mondo, Figlio unigenito del Dio unico, sii puro nello spirito, nella carne e nelle opere; e con la tua preghiera purifica il popolo di Dio”. In una chiesa del VIII secolo d.C. a Madaba, capitale del mosaico, in Giordania, si legge questa singolare espressione di fede dedicata alla vergine Maria theotokos (madre di Dio).

Nella tradizione cristiana cattolica la vergine Maria occupa un posto di tutto rilievo. Dopo il figlio c’è la madre, anzi direi che la madre ci aiuta a comprendere il figlio. Paolo VI il papa santo del concilio spesso ripeteva: non si è Mariani se prima non si è cristiani.

La festa dell’Immacolata è una delle ricorrenze mariane più sentite dal popolo italiano. Non c’è piazza nelle grandi città in cui non si le leva alta la statua dell’Immacolata concezione: una donna ricoperta dal manto, ai piedi la luna nel gesto di schiacciare la testa al serpente tentatore.

La bellezza della festa è racchiusa nel saluto che l’angelo rivolge a Maria a Nazaret: ti saluto, Myriam, piena di grazia. Il testo greco tradotto dice: gratificata, in cui la grazia   abbondante di Dio rimane per sempre.

La grazia è l’amore che Dio dona alla creatura e diventa forza e impegno a vivere arricchendosi di Dio.

La mancanza di grazia è la perdita della ricchezza di Dio, quello che hanno sperimentato Adamo ed Eva, secondo il racconto della genesi, ci dice cosa può accadere all’uomo che vuol fare da sè.

Eva si fida più delle parole del serpente che della promessa di Dio: dalla grazia del paradiso alla disgrazia del peccato.

L’Immacolata ci insegna a fare spazio a Dio nella vita, a fidarsi della sua proposta, a non temere; Dio sempre aiuta e realizza le sue promesse.

La docilità di Maria si manifesta non tanto nel suo sì, sarebbe troppo riduttivo leggere la scena con il sì, Maria ha paura, è dubbiosa di quanto l’angelo le dice: concepirai un figlio senza partecipazione di uomo e lo chiamerai Dio-salva, Joshua, regnerà per sempre sulla discendenza di Giacobbe è il suo regno non avrà fine.

La fiducia di Maria a Dio dice che quando la creatura  fa entrare Dio nella sua vita diventa nuova, bella di luce e di speranza.

Oggi, ai cristiani sballottati da miriade di proposte, all’uomo  pieno di paure e di poca speranza l’Immacolata brilla come stella nella notte del mondo, la sua luce ri-dice Dio, la forza del bene e dell’amore per cui ad una proposta simile non si può che rispondere con le parole di Maria: “avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38).