L’ex sindaco finito nei guai per rifiuti interrati: “L’ho fatto per evitare una emergenza ambientale”

Fare il sindaco significa assumersi delle responsabilità, a costo di finire nei guai come è successo a lui. Donato D’Ambrosio, ex fascia tricolore di Santa Croce di Magliano, è stato denunciato perché non avrebbe rispettato le prescrizioni del piano di monitoraggio ambientale e avrebbe interrato dei rifiuti nella ex discarica comunale, dismessa da un pezzo.

Ma D’Ambrosio non ci sta a passare per l’inquinatore di turno, protagonista di una storia di monnezza a tinte fosche.

E ha deciso di uscire dal silenzio che lo accompagna da svariati mesi, dopo l’uscita di scena dalla politica, per dare la sua versione, alternativa rispetto a quella che è passata sui media dopo la comunicazione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico. E per raccontare una storia paradossale, che certifica anche le difficoltà che hanno i sindaci dei piccoli comuni nella gestione delle emergenze locali, a cominciare proprio da quella dei rifiuti.

Nel 2017, anno in cui si sono verificati i fatti che ora lo vedono indagato, a Santa Croce di Magliano la raccolta differenziata non era ancora partita. A fine agosto,  60 giorni prima dell’avvio ufficiale del porta a porta, è successo che “il camion adibito al trasporto dei rifiuti solidi urbani si è rotto. Si è spento improvvisamente e non ha voluto più saperne” racconta a Primonumero Donato D’Ambrosio, che dopo averle tentate tutte si è reso conto che acquistare un altro mezzo per un mese e mezzo di operazioni di carico e scarico alla vigilia della partenza della raccolta differenziata avrebbe significato pesare eccessivamente sulle casse comunali.

discarica santa croce Noe

Tanto più che il denaro non c’era. “E così – ammette lui – per evitare di creare una emergenza ambientale con quel camion zeppo di rifiuti che non si potevano portare da nessuna parte e rischiavano di marcire in mezzo al paese, mi sono assunto la responsabilità di trasferirli temporaneamente nella vecchia discarica comunale”.

Mentre in paese il servizio proseguiva grazie all’aiuto dei comuni limitrofi “che ci prestavano il loro furgone per portare la nostra spazzatura a Montagano”, l’allora sindaco ha ordinato il trasferimento dei rifiuti nella vecchia discarica a 4 chilometri dall’abitato, fiducioso che a breve si sarebbe trovata una soluzione ma anche consapevole che “così come stavano non potevano restare”.

Si sa che i rifiuti sono esposti a ogni sorta di pericolo, compreso quello degli incendi. “Il tecnico comunale – aggiunge l’ex sindaco – mi ha fatto presente che se non li avessimo coperti di terra avremo anche rischiato il fuoco, visto che diversi roghi si erano verificati proprio in quel sito nelle settimane precedenti”.

L’errore, riconosce D’Ambrosio, è stato quello di non informare né la Provincia né la Regione Molise. E’ stata un’omissione che gli è costata cara visto che subito dopo sono intervenuti i carabinieri del Noe con il sequestro della discarica dalla quale non si è potuto portare via più nulla , almeno nella fase delle indagini preliminari.

Una discarica che, spiega D’Ambrosio – “è una bomba che la mia amministrazione si è ritrovata tra capo e collo e per la quale nessuno in passato ha fatto nulla”.

La nuova isola ecologica a Santa Croce di Magliano

Chiusa dal 2009 perché non è mai stata adeguata rispetto alle prescrizioni entrate in vigore nel 1997 con il decreto Ronchi, è stata utilizzata non solo da Santa Croce di Magliano ma da un bacino molto più ampio, con diversi comuni che ogni giorno trasferivano la loro spazzatura in quel sito. Chiusa nel 2009, appunto, ma mai bonificata malgrado l’obbligo di legge. “Il Comune avrebbe dovuto accantonare ogni anno delle somme per la bonifica una volta che la discarica fosse stata chiusa, ma non lo ha mai fatto. Così come i comuni dell’hinterland non hanno mai versato a Santa Croce di Magliano il corrispettivo delle quote parte del post gestione. Io stesso – aggiunge D’Ambrosio – ho dovuto avviare una causa per questo”.

Ora oltre al danno di un sito mai bonificato dove i rifiuti sono esposti alle intemperie e in modo particolare alla pioggia che le trasforma in percolato che penetra la terra e arriva alle falde acquifere, la beffa di una denuncia che riguarda l’ex sindaco colpevole di aver trasferito temporaneamente un camion pieno di spazzatura per evitare una emergenza ambientale e sanitaria. Fare il sindaco significa assumersi delle responsabilità, per l’appunto, “e non sempre le cose sono per come appaiono”.