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Termoli

La vecchia caserma non è più in vendita, il Comune vuole ristrutturarla e farne Centro per l’Impiego

Nel nuovo Piano delle alienazioni non c’è più lo stabile di via Martiri della Resistenza. Il Comune ne prevede la ristrutturazione ma servono 400mila euro

La vecchia caserma dei carabinieri di Termoli non è più in vendita. L’Amministrazione Roberti cambia rotta rispetto al passato recente che aveva visto Sbrocca e i suoi inserirla più volte nel Piano delle alienazioni comunali senza trovare compratori. Adesso il Comune decide di tenerla e ristrutturarla per trasferirci gli uffici del Centro per l’Impiego.

È tutto messo nero su bianco da una delibera di Giunta dello scorso 18 dicembre. Quindi taglio netto rispetto al recente passato, nel quale la vecchia caserma di via Martiri della Resistenza era stata inserita a più riprese ma invano, nell’elenco di quegli edifici pubblici di cui il Comune era pronto a disfarsi.

“L’Amministrazione – si legge nella delibera – nell’ambito della riorganizzazione logistica degli uffici intende collocare i servizi, attualmente posti nelle sedi periferiche, in un unico stabile di proprietà dell’ente”.

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Da qui la scelta di non dismetterla ma ristrutturarla per trasferire al primo piano dello stabile all’angolo con via Madonna delle Grazie gli uffici del Centro per l’Impiego di Termoli. Attualmente infatti il Centro per l’Impiego si trova in periferia, alla fine di via Corsica e poco prima di imboccare via dei Palissandri.

Secondo la Giunta una scelta del genere si motiva anche con ragioni economiche. “L’accorpamento dei servizi periferici nello stabile – prosegue il documento – garantirebbe una considerevole riduzione della spesa con notevoli benefici per le casse comunali”.

Per farlo però occorre ristrutturare un edificio che fa intravedere i segni del tempo e della mancata manutenzione, essendo stato abbandonato da qualche anno dall’Arma dei carabinieri.

È stato già redatto dalla struttura comunale un progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento. Servono 400mila euro per i lavori e il Comune fa sapere che intende chiedere i fondi alla Regione per poter intervenire.

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