La transumanza entra nel patrimonio dell’umanità, sì al riconoscimento Unesco

Esulta la famiglia Colantuono: “Siamo emozionati”. Il verdetto tanto atteso è arrivato da Bogotà, nonostante le riserve espresse dalla Spagna

Nicola Di Niro ha ringraziato tutti da Bogotà, dove è in corso la sessione dell’Unesco. E’ stato il momento più emozionante. Un molisano che prende la parola in un consesso importante perché il viaggio più lungo mai affrontato da una transumanza si è concluso con un altro successo, il più importante di tutti sotto l’aspetto promozionale. Il traguardo prestigioso dell’Unesco è stato tagliato oggi pomeriggio (per l’ora italiana) a Bogotà, dove è in svolgimento la 14esima sessione del Comitato Intergovernativo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di Educazione, Scienza e Cultura.

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La transumanza entra nella prestigiosa lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità e ci entra anche grazie al grande lavoro di una famiglia di pastori e imprenditori molisani, i Colantuono di Frosolone, e di un’Agenzia di Sviluppo Locale, Asvir Moligal diretta da Nicola Di Niro, molisano anche lui.

“La soddisfazione è tanta, siamo tutti emozionati. Vediamo parte dei nostri sacrifici ripagati e, in questa giornata, pensiamo a nonno Felice, il capostipite di quella che è la nostra transumanza oggi e a zio Antonio”.

A Bogotà ci è voluta tanta diplomazia e una grande forza d’assieme per strappare il risultato. I tecnici dell’Unesco avevano dato parere totalmente positivo al dossier, poi ci sono state riserve da parte della Spagna, ma tutto si è risolto per il meglio. Questi i Paesi chiamati al voto: Armenia, Austria, Azerbaijan, Camerun, Cina, Colombia, Cuba, Cipro, Gibuti, Guatemala, Jamaica, Giappone, Kazakhstan, Kuwait, Libano, Mauritius, Olanda, Palestina, Pilippine, Polonia, Senegal, Sri Lanka, Togo e Zambia.

nicola di niro e carmelina colantuono

Carmelina Colantuono e Nicola Di Niro hanno seguito l’iter della candidatura dal primo giorno. “Dieci anni fa a Campobasso ne abbiamo parlato per la prima volta, poi, un passo dopo l’altro, e con il supporto di tanti territori italiani, Paesi europei e un pool di esperti coordinato dal Professor Pier Luigi Petrillo, si è arrivati a Parigi per formalizzare la richiesta di candidatura ufficiale. L’impresa è stata possibile grazie al partenariato che ha coinvolto tanti territori italiani, dalle Alpi al Meridione, che condividono con noi la pratica della transumanza. Senza unità d’intenti non avremmo mai ottenuto questo risultato. Ringraziamo perciò tutti quelli che ci sono stati vicini. Parlo delle istituzioni romane che hanno fatto tanto”.

Poi la cowgirl e imprenditrice molisana torna al momento della pronuncia dell’Organizzazione per l’Educazione, la Scienza e la Cultura delle Nazioni Unite: “Abbiamo seguito tutto da casa, lontani 9mila chilometri dal Comitato, tra collegamenti WhatsApp che saltavano e notizie frammentarie online. Nicola Di Niro, da Bogotà, ci informava quasi minuto per minuto. Lui ha fatto un lavoro enorme in questi anni. Gli vanno riconosciuti dei grandi meriti. Per fortuna è andata nel verso giusto e ne siamo fieri visto l’impegno che abbiamo profuso. Avevamo bisogno di questa notizia, l’ultimo periodo non è stato facile per noi”.

famiglia colantuono

La transumanza dalla Puglia al Molise, praticata dai Colantuono nell’ultima settimana di maggio, è stata il manifesto di questa straordinaria esperienza.  L’ultima edizione è stata seguitissima dai media mondiali: ben tre pagine sul grande New York Times, servizi al tg di France 2, un lungo reportage sulla storica rivista tedesca Stern (12 foto, 11 pagine) e altri contributi importanti. Ora, con il riconoscimento del’Unesco, si apre una nuova difficile sfida. I Colantuono e Asvir Moligal hanno fatto per intero la loro parte, ora a vincere dovrà essere tutto il Molise, che dovrà mostrarsi organizzato e all’altezza di questa grande occasione. E non sarà facile.

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