La manipolazione è servita: lo spettacolo spiazzante di un ‘virtuale’ Elio Germano al Loto

Teatro in realtà virtuale al Loto Link Festival con ‘Segnale d’allarme – La mia battaglia’ di e con Elio Germano. Uno spettacolo unico e pionieristico che ha trasportato gli astanti in un mondo altro, con pericolose assonanze tra un passato non troppo lontano e i tempi di oggi. Una sorta di esperimento sociale sulla manipolazione, con uno svelamento finale sbalorditivo e inquietante

La realtà virtuale è sbarcata al Teatro del Loto e l’esperienza di chi c’è stato è di quelle che non si possono dimenticare. A metà strada tra spettacolo ed esperimento sociale, ‘Segnale d’allarme – La mia battaglia VR’, di e con Elio Germano, ha trasportato l’uditorio in una realtà inedita, a tratti inquietante.

Un numero limitato di spettatori, cui sono stati fatti indossare dei visori e delle cuffie, ha potuto assistere ieri, 8 dicembre, alla quarta e ultima replica della trasposizione in realtà virtuale de ‘La mia battaglia’, opera portata in scena proprio da Elio Germano, il noto attore di origini molisane.

Se chi si aspettava di vedere il protagonista in carne e ossa sul palco è rimasto deluso, tanti altri sono usciti dal teatro entusiasti della novità. Per i 70 intensi minuti dello spettacolo, con la speciale maschera, è stato impossibile distrarsi e ci si è immersi completamente nella nuova realtà.

Per buona parte dello spettacolo non si fa che seguire Elio Germano che fa avanti e indietro nel corridoio del teatro. E chi lo guarda è lì, in prima fila, e può muoversi liberamente per osservare l’attore così come gli altri spettatori. Spettatori reali di uno spettacolo in differita, e l’impressione è di essere un osservatore esterno alla scena che si dipana davanti ai nostri occhi. Le argomentazioni proferite da Germano parlano però del mondo di oggi e delle sue assurdità. Impossibile non sentirsi coinvolti: parlano anche di noi. E il discorso che fa sul perduto senso di comunità è straordinariamente condivisibile, finanche illuminante e rivoluzionario.

I visori permettono allo spettatore di avere una visuale a 360 gradi e sferica: manca il ‘qui e ora’ che innerva il teatro, potrebbe sembrare di vedere un film ma le dimensioni sono ampliate. Se si guarda in basso si vede la propria sedia, sospesa nell’aria. Noi non ci vediamo né vediamo chi è realmente seduto al nostro fianco, bensì altri di cui possiamo osservare le reazioni.

Loto spettacolo virtuale

Elio Germano abilmente conduce gli astanti nel suo ragionamento ma a mano a mano questo finisce per disvelare la sua natura manipolatoria. C’è un graduale e sottile cambio nell’utilizzo delle parole, dei gesti, della postura e della sua collocazione sulla scena. Da un certo momento in poi Germano non è più in platea, ma in alto, sul palco. I suoi discorsi iniziano a rispolverare pozioni estremistiche inizialmente ammantate da buon senso ma che a poco a poco emergono in tutta lo loro pericolosa natura.

È un crescendo tesissimo, con affondi sempre più deliranti da cui si inizia a prendere le distanze. Quasi non crediamo al rovesciamento che è avvenuto sotto i nostri occhi e quasi ci sentiamo ‘colpevoli’ per essere caduti nella trappola. Germano da personaggio convincente e autorevole, che a più riprese strappa sorrisi e assensi, diviene autoritario e lo spettro dell’assolutismo assume concretezza e non appare più cosa lontana.

È terrificante scoprire, a fine spettacolo, che il testo portato in scena altro non è che una riedizione attualizzata di un libro che ha marchiato la storia moderna: il Mein Kampf di Adolph Hitler. Quando nella scena finale appaiono ad uno ad uno i proseliti del neo-fuhrer, con il loro incedere militaresco e portando la bandiera con la svastica, l’incubo diventa realtà e lo svelamento è totale.

Il Teatro del Loto di Ferrazzano, da sempre attento ed aperto ai nuovi linguaggi, ha avuto il merito di portare per la prima volta in Molise un’opera dirompente che ha da poco iniziato il suo tour nei teatri italiani. Il direttore artistico Stefano Sabelli ha sottolineato la portata innovativa del teatro in realtà virtuale non nascondendo che “da teatrante un po’ mi spaventa”. Consapevole però che il teatro c’è da quando c’è l’uomo e mai finirà di rigenerarsi.

Elio Germano Segnale d'allarme

‘Segnale d’allarme – La mia battaglia VR’ è stato realizzato dalla Gold Produzioni, realtà italiana di pionieri  nell’uso di nuove tecniche applicate alle produzioni cinematografiche, e ora anche teatrali. Pionieri lo sono stati anche il Loto e i molisani accorsi a sperimentare questa nuova forma di spettacolo.

Non è un caso che Germano stesso abbia scelta questa opportunità tecnologica per la sua già brillante opera. Il mezzo virtuale è oltremodo calzante per la pièce in questione, riuscendo a mostrare con impressionante vividezza quanto sia pericolosamente dietro l’angolo una deriva totalitaria. Non ne siamo affatto immuni, nonostante i segnali di allarme.

(Grazie al Teatro del Loto per le foto)