La generazione “z” di piccoli atleti scopre il fascino delle cabine telefoniche “in trasferta”

Piccoli calciatori di Campobasso in viaggio verso Ferrara per una due-giorni di formazione, alle prese con la scoperta delle cabine telefoniche che prima degli anni duemila erano fondamentali strumenti di comunicazione. Docente d'eccezione? Il mister

Per ora rientrano anche in quelli della “generazione Z”, sono i nati dopo il 2000 e sono i figli della rete, dei tablet, degli smartphone.

E’ la generazione dei social e di internet, dei videogame online e di Whatsapp. Di tecnologia sanno tutto o quasi, quello che però non conoscono è che i loro coetanei di 20 anni fa cercavano di conoscere il loro facile mondo delle connessione attraverso cavi piazzati ovunque, ingombranti dispositivi portatili, videocassette.

generazione 7 cabine telefoniche

E così accade che questi piccoli calciatori delle Acli Campobasso – in viaggio verso Ferrara per una due giorni con i colleghi della Spal – si imbattano in queste cabine telefoniche lungo l’autostrada adriatica e che il mister, nel metterli alla prova, scopra che molti di loro di questo ormai storico strumento di comunicazione – pur conoscendone magari soltanto il nome –  non ne hanno mai compreso né provato l’utilizzo.

Ed eccoli allora a “fare la fila. Simile alle nostre che però erano vere. E che appartengono ai ricordi di chi della generazione “z” non fa parte.  Insomma, una delle vecchie abitudini che la tecnologia ha spazzato via lasciando tutto sommato un po’ di nostalgia. Perché durante quelle file nascevano altre occasioni per socializzare e chiacchiere “face to face” col vicino di turno.

Oggi di cabine se ne vede giusto qualcuna, è difficile trovarle ancor più raro vedere qualcuno che le usi. Per telefonare era necessario il gettone o la scheda e chi di noi non ha una raccoglitore con le schede da collezione dell’epoca? Ricordi, a volte malinconici. A volte nostalgici. Che questi piccoli cittadini hanno riscoperto grazie all’attenzione del loro mister.