Il M5S contro la Giunta: “Un anno di fallimenti tra sanità alla deriva, tpl bocciato e turismo a zero”

Il gruppo consiliare pentastellato tira le somme di 365 giorni di lavoro a palazzo D’Aimmo che sono stati “speculari ai precedenti”. Attenzione “alle poltrone nei Cda regionali” e - accusano - alcun intervento costruttivo che sia stato in grado “di creare basi solide per un 2020 in controtendenza rispetto all’immobilismo attuale”

Una Giunta che traballa. Una piano dei trasporti definito “de-forma Niro” e “sonoramente bocciato”, un altro piano, quello Strategico del Turismo, “di cui non si colgono risultati”, una sanità incentrata sulla questione “commissari” piuttosto che su un’organizzazione dei servizi destinati al cittadino, leggi ferme in commissione, dialogo assente e ostruzionismo.

Il gruppo consiliare del movimento cinque stelle non fa sconti. Tira le somme di un anno di operato a Palazzo D’Aimmo e parla di “365 giorni speculari a quelli precedenti”. All’osso: il governo regionale “ha perseverato sulla strada dell’immobilismo proseguendo invece in un’attività meramente propagandistica”.

“L’ultima bocciatura – ha esordito il consigliere Andrea Greco – è quella del Piano dei trasporti. Ora attendiamo se qualche manina deciderà di impugnarla al Ministero e sarà molto interessante vedere che succederà”. Parla quindi di una “maggioranza sorda alle nostre richieste, con leggi ferme nelle commissioni e decine di proposte penta stellate che cadono nel vuoto perché non c’è un soggetto politico con cui ci riusciamo a confrontare.”

E’ stato un anno “di spartizione di poltrone – prosegue  Greco – tant’è che ci hanno tenuto fuori da tutti i Cda”.

Vittorio Nola sottolinea che delle 50 sedute di consiglio regionale “la metà si potevano evitare perché è stato deciso nulla”. Aspetto che lascia emergere con chiarezza l’assenza di comunicazione tra “giunta e consiglio”.

Poi annuncia che a fronte del mancato interesse del governatore Toma già oggi invieranno una nota al prefetto di Isernia per l’istituzione di un tavolo tecnico sull’emergenza ambientale e di salute in regione. “Non è ancora operativo il registro tumori e bisogna decidere cosa fare per limitare gli effetti dell’inquinamento in tutto il Molise ma soprattutto come si vuole gestire il traffico sulla piana di Venafro chiedendo che al tavolo partecipi l’Anas e che sia allargato anche al livello nazionale”.

Nola, che è anche presidente della commissione antimafia istituita proprio su proposta dei Cinque stelle, ha citato anche altre due emergenze di cui la commissione è venuta a capo anche con quella nazionale: le infiltrazioni mafiose in Molise e il problema droga. Su quest’ultimo ha detto “molti dei nostri giovani ricorrono al Serd ma a Campobasso, per esempio, non ci sono psicologi che possono accompagnarli in un percorso di recupero che va al di là dell’istantaneo intervento clinico”.

Duro intervento di Angelo Primiani sul Piano strategico dei Turismo: “Stiamo chiudendo il 2019 come lo abbiamo iniziato con il rimpasto di giunta – ha detto il consigliere -. Il più grande fallimento di questo governo è non aver creato una sola speranza per i molisani. Un anno di litigiosità con un solo interesse: spartirsi le poltrone e occupare posti apicali ovunque (Molise Acque e Molise Dati). Ciliegina sulla torta? Oggi – 30 dicembre  – gli impianti sciistici di Campitello Matese sono chiusi. L’innevamento artificiale è fermo mentre Roccaraso (località nostra diretta antagonista)  sta lavorando e creando condizioni ottimali per il prosieguo della stagione. E’ stato licenziato un Piano per noi vuoto e accademico perché lascerà nulla di operativo e concreto”.

E sulle 22 leggi approvate in consiglio di cui ha fatto menzione in una nota il presidente dell’aula, Salvatore Micone, ha chiuso la conferenza il consigliere Fabio De Chirico: “Un terzo di queste leggi sono obbligatorie e penso, per esempio, alla legge di stabilità, al rendiconto, alle variazioni di bilancio… Un altro terzo sono modifiche di altre leggi (sedute convocate per cambiare anche una sola parola), infine le uniche leggi che hanno un senso sono poche e tutte di matrice Cinque Stelle: una su tutte quella sui vitalizi. A seguire l’istituzione della commissione antimafia e l’ultima quella del Tpl, abbiamo frenato una proposta di riforma devastante”.