Stazione e raddoppio, per il 5 Stelle parlano i consiglieri regionali. E sono d’accordo col centrosinistra

I consiglieri regionali Manzo e Fontana si dicono contrari allo spostamento della stazione di Termoli e chiedono sia fatta chiarezza da parte delle Amministrazioni. “Non è accettabile che su un tema così rilevante non venga coinvolta la popolazione”. Si chiedono a che gioco stia giocando la Regione Molise, con l’assessore Niro che smentisce nelle interviste ciò che è agli atti.

Un dibattito fittissimo ma surreale. I consiglieri regionali del M5S, Valerio Fontana e Patrizia Manzo, definiscono così la querelle sul raddoppio ferroviario e, in particolare, sulla collocazione della stazione di Termoli.

Fontana e Manzo

“Non c’è una linea chiara da parte dei principali attori”, e il riferimento è ovviamente a Regione Molise ma anche al Comune di Termoli. Dunque la richiesta di fare chiarezza su un tema così importante per la comunità. “Non tocca a noi fare chiarezza, noi siamo due consiglieri di minoranza”. Ma la conferenza stampa di oggi, 6 dicembre, mira proprio a rimettere un po’ i tasselli – di quella che sta diventando una ‘commedia degli equivoci’ – in ordine.

La posizione del Movimento – invero soprattutto a livello comunale, ndr – è sottotono se non inesistente. “Noi ci interessiamo della vicenda dal 2013 – afferma Fontana – e interveniamo solo ora dopo aver assistito a dichiarazioni e controdichiarazioni confusionarie e poco trasparenti”.

La linea del Movimento espressa è di favore rispetto al raddoppio ferroviario. “Non è più procrastinabile né in discussione”, spiega alle telecamere la consigliera Manzo. Decisamente contrari invece all’ipotesi di spostamento della stazione fuori dal centro di Termoli. “Il centrodestra invece ha sempre caldeggiato questa delocalizzazione”, spiega Fontana che ricorda come era stata dapprima proposta dall’amministrazione Di Brino, come sia stata rispolverata dall’attuale sindaco Roberti insieme al sindaco di Campomarino salvo poi correggere il tiro dicendo che si parlava solo della stazione merci.

Praticamente la posizione espressa giorni fa dall’assessore Vincenzo Niro, che però per i due del M5S non ‘quadra’ con la realtà degli atti. “A me dispiace che l’assessore Niro dica di leggersi bene le carte. Noi la delibera (Dgr n.461 del 25/11) l’abbiamo letta e non si parla affatto di delocalizzare la sola stazione merci”.

Le affermazioni di Niro in netto contrasto dunque non solo con quanto deliberato pochi giorni fa ma anche con la posizione ufficiale della Regione che, interrogata sul punto dal consigliere Fontana, il 31 dicembre 2018 rispose con una nota a firma del presidente Toma in cui si parlava proprio di un percorso ferroviario traslato nell’entroterra e del conseguente spostamento della stazione di Termoli. Il motivo? “Per bypassare il centro cittadino e altresì la frana di Petacciato”. “A che gioco stanno giocando?”, si chiede retoricamente il consigliere termolese.

Fontana e Manzo

La consigliera Manzo reputa “inaccettabile” che su un tema tanto rilevante, “di rilevanza urbanistica storica”, non venga coinvolta la popolazione. “Non sono scelte che possono essere calate dall’alto”. E propone il dibattito pubblico. Una ‘stoccata’ a riguardo all’attuale Giunta termolese che in campagna elettorale aveva puntato quasi tutto sul coinvolgimento dei cittadini riguardo a scelte urbanistiche (leggasi referendum sul tunnel). “E ora?”

Stesso discorso per la questione – molto sentita dai cittadini – delle barriere antirumore, quelle proposte da Rfi nel piano di risanamento acustico. “Dite alla popolazione cosa volete in alternativa ai pannelli”. Perchè le soluzioni in definitiva sono due: o lo spostamento della stazione dal centro o l’abbassamento della linea ferrata e conseguente copertura della stazione così da ricucire la città.

In attesa del Consiglio comunale monotematico sul tema, dove forse sarà chiara la posizione degli esponenti comunali del M5S, i consiglieri regionali si schierano sostanzialmente con quanto affermato finora dal centrosinistra termolese.