Disoccupati o ‘precari’ a tempo indeterminato: in Molise tramonta pure il ‘mito’ del posto fisso

Il posto fisso che tutti sognano non esiste più: dal 31 dicembre sarà carta straccia il contratto a tempo indeterminato dei dipendenti delle Comunità Montane. Toma prepara la legge di riforma degli enti. Prorogati i contratti dei lavoratori della Protezione civile, in attesa delle procedure per le nuove assunzioni. Infine, il boom di domande per il nuovo concorso in Regione: 28 posti a disposizione, ci si può candidare entro l'8 dicembre. Tuttavia, i ricorsi potrebbero bloccare tutto.

Generazione mille euro, bamboccioni, nativi precari, generazione senza futuro. E chi più ne ha più ne metta. E’ lunghissimo l’elenco delle definizioni utilizzate per i lavoratori nati negli ultimi venti anni. Talmente ‘sfigati’ da non poter dormire sonni tranquilli nemmeno quando ‘conquistano’ il posto fisso.

Ancora più sfortunati se abitano in Molise. Qui non è sicuro nemmeno l’impiego nella pubblica amministrazione, sogno inseguito da tanti giovani.

Sei un insegnante? Devi fare domanda al Nord per sperare di ottenere una cattedra.

Sei stato assunto alla Comunità Montana? Il tuo contratto a tempo indeterminato sarà forse carta straccia dal prossimo 31 dicembre quando gli enti saranno ufficialmente soppressi. O almeno dovrebbero, a meno di colpi di scena. Se tutto dovesse restare così, nel giorno di San Silvestro, assieme ai piatti e ai cocci vecchi che tradizionalmente si lanciano dalla finestra in segno di augurio, i circa 50 dipendenti potranno ‘buttare’ pure il contratto.

Nel Consiglio regionale del 12 novembre i dipendenti delle comunità montane hanno scoperto che non c’è nemmeno la possibilità di essere ricollocati all’interno di altri regionali nè è stato predisposto un piano straordinario di mobilità. Una mazzata per chi ha lavorato 20-30 anni ed è ad un passo dalla pensione.

Siamo pronti a rivolgerci alle autorità giudiziarie competenti”, hanno scritto in un documento consegnato ai giornalisti. Documento in cui accusano la Regione di non aver messo in pratica una serie di norme regionali e atti amministrativi.

I sindacati (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl) invece accusano il governatore che ha “disatteso gli impegni presi con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori per la definizione delle problematiche inerenti i dipendenti delle comunità montane. Il presidente Toma si era impegnato a presentare nello scorso mese di settembre, una legge regionale per la risoluzione dell’annosa questione dei dipendenti delle comunità montane, ma nulla è accaduto e non è stato dato seguito all’iter per l’utilizzo dei dipendenti presso l’ente Regione. Il rischio concreto è quello che i dipendenti possano essere collocati in mobilità coatta”.

I lavoratori delle Comunità Montane saranno inseriti nelle liste di mobilità nazionale e avranno l’80% stipendio“,  ha spiegato nei giorni scorsi Toma che a breve presenterà in Consiglio regionale la nuova legge sulle Comunità montane. Ne resteranno quattro, guidate da altrettanti commissari straordinari. 

E il futuro dei dipendenti dell’Agenzia Molise Lavoro? Pieno di incognite. Si sa solo che l’ente nel caos: ci sono otto dipendenti, 5 funzionari (d3) di cui uno in mobilità presso l’Assessorato regionale ai Trasporti. Due dipendenti  (profilo c) di cui uno in comando presso Agid (Agenzia per l’Italia digitale) di Roma.

Giriamo pagina. Lavori in Protezione civile e ti illudi di essere assunto? Hai sbagliato strada. La Regione Molise vuole azzerare tutto, ricominciare punto e a capo sospettando che forse una ‘manina’ ha influenzato le assunzioni di qualche anno fa. Tanto che c’era stato pure un blitz della Polizia e gli inquirenti avevano avviato un’indagine finita nel dimenticatoio.

E allora in via Genova decidono di organizzare un nuovo concorso per assumere quattordici dipendenti. Intanto, visto che le procedure ancora non sono state avviate, sono stati prorogati i contratti ad alcuni lavoratori. Altrimenti si rischiava di paralizzare l’attività del Centro funzionale e della Sala operativa della Protezione civile regionale, come riferito dalla Regione Molise.

Stavano infatti per scadere “i rapporti di lavoro dei soggetti preposti all’esercizio delle funzioni di allerta meteo e monitoraggio dei fenomeni calamitosi potenzialmente impattanti sull’incolumità della popolazione, oltre che di gestione delle situazioni di emergenza e criticità riconducibili a genesi diverse.

L’operazione straordinaria si è resa necessaria nelle more del completamento delle già programmate procedure selettive, finalizzate a reperire, attraverso pubblico concorso, le necessarie professionalità altamente specializzate nella materia per strutturare stabilmente l’organizzazione della fondamentale funzione di presidio del territorio”.

I precari sono infuriati. Nelle redazioni giornalistiche inviano una nota in cui smentiscono il governatore Donato Toma, che nell’Aula di via IV Novembre ha affermato che per tali lavoratori non si può applicare la legge Madia per la loro stabilizzazione.

“Appare chiara la volontà da parte dell’amministrazione regionale di non procedere all’applicazione di una legge dello Stato, al fine di poter svolgere i soliti concorsi per continuare a dispensare a destra e a manca favori ad amici e parenti e continuare la fallimentare politica di impoverimento, sfascio ed annientamento della realtà socio-economica della Regione ma noi non demordiamo ed andiamo avanti per far si che il concetto di giustizia sia ancora qualcosa di concreto e non solo da studiare sui banchi di scuola o leggere in un’asettica aula di tribunale. Il Tar vi aspetta”.

Poi quando arriva il ‘miracolo’, ossia i nuovi concorsi per entrare nel palazzo di via Genova per 28 assunzioni tra laureati e diplomati (profili D e C) e ai quali ci si può candidare entro l’8 dicembre, c’è pure il sospetto: “Tanto già si sa chi vince”. Perchè nella ventesima regione d’Italia se non hai un santo in paradiso non vai da nessuna parte. Se aspetti risposte dalla politica regionale, puoi dormire sonni tranquilli.

Sembra che abbiano presentato la domanda oltre mille candidati che aspirano ad un posto. Tuttavia, sui concorsi c’è l’ombra dei ricorsi e la richiesta di sospensiva al Tar Molise che bloccherebbe le procedure.

Infine, i 600 precari del sistema Regione Molise camminano sui carboni ardenti. La Corte dei Conti, di recente, ha ricordato che l’ente non poteva assumere personale senza aver prima approvato il bilancio consolidato.

Dulcis in fundo, le vertenze: c’è lo ‘zero’ nella casella di quelle risolte dall’assessore Luigi Mazzuto. Basti pensare che nell’ultimo Consiglio regionale dedicato al lavoro si è fatto rubare la scena dal presidente Toma. E oggi (2 dicembre) gli operai della Gam hanno ripreso la mobilitazione. Peggio di così…