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Differenziata nel centro storico, ancora problemi con i contenitori ‘ecostop’

Sono trascorsi due anni dall'introduzione della nuova modalità di raccolta dei rifiuti nel centro storico, ma i problemi per i residenti restano. L'interrogazione del consigliere Annuario per chiedere chiarimenti all'amministrazione

Chi smarrisce la tessera che consente di aprire i contenitori ‘ecostop’ non può gettare l’immodizia. E poi ci sono ancora difficoltà sugli orari e sui giorni in cui si possono conferire l’umido, il vetro o la plastica, solo per fare qualche esempio.

Sono trascorsi due anni dall’introduzione della nuova modalità di raccolta dei rifiuti nel centro storico (vennero installati durante l’amministrazione Battista, ndr), ma i problemi per i residenti restano. A farsene portavoce il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Mario Annuario che ha presentato un’apposita interrogazione che sarà discussa in Consiglio comunale.

L’esponente di minoranza chiederà, nel corso della prossima assise civica, al sindaco Roberto Gravina e all’assessore all’Ambiente, Simone Cretella, di rendere noti le modalità e i soggetti preposti a fornire indicazioni e chiarimenti sugli orari e i giorni durante i quali i residenti nel centro storico di Campobasso possono esporre le criticità sull’utilizzo della tessera, che in caso di mal funzionamento o smarrimento impedisce ai cittadini di conferire i rifiuti.

Inoltre, Annuario chiederà quale siano le soluzioni per agevolare i cittadini, considerate le difficoltà riscontrate quotidianamente nel conferimento dei rifiuti.

Nel centro storico di Campobasso i problemi relativi al sistema di raccolta differenziata sono notevoli – sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia, Mario Annuario – Le problematicità riscontrate in due anni arrivano anche all’impedimento di conferire i rifiuti. Occorre trovare al più presto una soluzione. Il problema della raccolta differenziata nel centro storico diventa una priorità assoluta per l’amministrazione comunale. L’interrogazione mira ad avere risposte, che devono tradursi in atti concreti e urgenti”.