Quantcast
Tensioni nei 5 stelle

Di Marzio firma il ‘salva parlamentari’. Federico: “Referendum è un’opportunità”

Nuovi malumori in casa Movimento 5 Stelle dopo il sostegno del parlamentare molisano, considerato prossimo allo strappo, all'iniziativa di Forza Italia e sottoscritta anche dal Pd, Italia Viva, gruppo misto e Lega.

E’ il referendum confermativo sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari a mandare di  nuovo in tilt il Movimento 5 Stelle. 

C’è anche il senatore Luigi Di Marzio (in foto con il collega Ortis) tra i firmatari della richiesta, assieme ai colleghi pentastellati Giarrusso e Marilotti. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, il rapporto tra il parlamentare molisano, direttore sanitario in aspettativa all’ospedale Cardarelli di Campobasso, e il Movimento 5 Stelle sarebbe “ai minimi storici”. Anche perchè solo pochi giorni fa proprio Di Marzio è stato annoverato tra i senatori intenzionati a lasciare i grillini forse per passare nel gruppo misto o nella nuova compagine guidata da Gianluigi Paragone. “Ma non andrò mai alla Lega”, disse a Primonumero Di Marzio.

Ora la querelle sul provvedimento definito ‘salva poltrone’ perchè rallenta l’iter per tagliare il numero di senatori come prevede la misura che lo scorso ottobre era stata già approvata dalla Camera dei deputati.

Il coinvolgimento di Di Marzio tra i senatori che hanno firmato per la richiesta di referendum e ‘sposato’ dunque l’iniziativa di Forza Italia ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, ma non agli altri parlamentari molisani.

Un referendum è sempre una opportunità“, scrive ad esempio il deputato campobassano Antonio Federico sulla sua pagina Facebook. “È una opportunità per realizzare un presidio di democrazia diretta e partecipazione dei cittadini fondamentale della nostra Costituzione.
È una opportunità perché sarà utile per spiegare e raccontare ancor meglio agli italiani l’importanza del taglio dei parlamentari, uscendo da odiose semplificazioni che non aiutano il dibattito.
È una opportunità perché servirà a capire se la riforma piace agli italiani e, quindi, se confermano la decisione del Parlamento.
È una opportunità perché è un’altra meravigliosa occasione per stare in mezzo alla gente”.

Un post che ha scatenato una serie di critiche e commenti. Tra questi quello del consigliere regionale Gianluca Cefaratti: “Un referendum costerebbe oltre 300 milioni di euro e con il taglio dei parlamentari si risparmierebbero 40 milioni di euro”.

Intanto questa mattina – 19 dicembre – la richiesta di referendum ha raggiunto le firme necessarie. “Ai 64 firmatari vorrei dire che forse potevano andare in piazza a raccogliere le 500mila firme che servono per la richiesta del referendum, fare dei banchetti, insomma coinvolgere le persone veramente. Ma dubito che le avrebbero raccolte”, ha commentato con una punta di sarcasmo il capo politico di M5S, il ministro Luigi Di Maio.

leggi anche
Luigi Di Marzio M5S
Alta tensione
Rimborsi e referendum, veleni in M5S. Di Marzio si giustifica, i grillini termolesi lo attaccano
commenta