Chiude centro di accoglienza Sweet Dreams: via 24 migranti, alcuni finiscono in strada

Il Cas ha chiuso definitivamente, visto il calo di arrivi e la necessità di accorpare i vari centri. Alcuni dei 24 ospiti sono stati trasferiti in altre strutture della provincia di Campobasso, ma chi non ha diritto all'accoglienza diventa senzatetto. L’immondizia accatastata fuori dall’edificio è stata smaltita

Un altro centro di accoglienza chiude definitivamente. Dopo i tanti che per motivi diversi sono stati chiusi negli ultimi due anni, da ieri 1 dicembre non è più attivo lo ‘Sweet Dreams’, Cas che si trovava a Campomarino Lido, lungo la statale 16. Alcuni dei 24 migranti che erano ancora ospiti del centro sono stati trasferiti in altre strutture della Provincia di Campobasso, ma altri, non avendo più diritto al sistema di accoglienza, sono rimasti a vivere in strada o accolti da altri immigrati già residenti in paese.

Il provvedimento di chiusura non è un fulmine a ciel sereno, bensì una disposizione voluta dalla Prefettura di Campobasso nell’ottica della razionalizzazione dei Cas presenti sul territorio, data la diminuzione di arrivi di migranti dalle coste libiche. Un calo, evidenziato dai dati del Ministero dell’Interno, che ha portato già molti altri Cas a essere chiusi.

“Stanno accorpando i centri – commenta Luigi Ricciardi, responsabile del Centro ‘Sweet Dreams’ -. Si tratta di una prassi, dato che arrivano sempre meno migranti. Ultimamente c’erano 24 ragazzi, tutti maschi, ma il centro ne poteva contenere cento. Prima della chiusura gli ospiti sono stati trasferiti altrove, molti dei quali a Petacciato, quindi sulla costa, una zona da loro già conosciuta. In generale tutti in provincia di Campobasso, come disposto dalla Prefettura”.

Tuttavia, come molti cittadini hanno osservato e come si è avuto modo di verificare, non tutti hanno avuto l’opportunità di trovare un posto in altri Cas. Alcuni, che erano persino riusciti a trovare un lavoro, sono stati costretti a cercare fortuna per strada o da conoscenti. Alcuni hanno vagato nelle vicinanze del centro, passando la prima notte all’aperto. Si tratta di coloro cui è stata negata la protezione internazionale e non possono essere più inseriti in un progetto di accoglienza, né Cas né tantomeno Sprar, oltre a non avere più permessi di soggiorno validi.

Si tratta di uno degli effetti della stretta voluta dal governo Conte I in tema di accoglienza, col cosiddetto decreto Salvini I. “Noi prima gestivamo tre centri, ma ormai i migranti o riescono a ottenere il sistema Sprar (per rifugiati e richiedenti asilo, ndr) oppure perdono l’accoglienza. Il lavoro si era già ridotto di molto” dice Ricciardi. Si ritrovano senza lavoro anche le 11 persone che avevano trovato impiego all’interno della struttura sulla Statale 16.

immondizia Cas Sweet Dreams

Lo stabile, che fino a qualche ore fa si presentava all’esterno così come mostra la foto, verrà restituito al proprietario, dato che era in affitto. In Rete circolano infatti foto di immondizia accatastata sul retro della struttura. “I ragazzi sono abituati a raccattare molta roba e quella che si vede hanno dovuto lasciarla. Ma verrà tutto ripulito” assicura Ricciardi. E così è stato come dimostra la foto in copertina.

In accordo con la Giuliani Environment, la ditta della raccolta rifiuti, e con il Comune di Campomarino, i rifiuti sono stati differenziati e smaltiti.