Caso Liliana Segre, il centrosinistra: “Una pagina triste per la città”

Ieri sera, nel corso del Consiglio comunale, si è consumata una pagina triste per la città di Termoli.

Triste, non solo perché la maggioranza ha deciso di non far discutere, nell’assise civica, la mozione per concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, adducendo motivazioni meramente formali, correlate al regolamento comunale sul tema (secondo il quale la cittadinanza può essere concessa solo a chi è nato nella cittadina termolese o a chi dimostra di avere legami con il territorio); non solo perché si è aspettato che la mozione arrivasse in consiglio per dichiararne l’inammissibilità, violando, di fatto, le procedure – richiamate però a gran voce nelle motivazioni del diniego – che prevedono che sia il Presidente a comunicare l’inammissibilità prima del Consiglio; non solo perché hanno opposto una mozione d’ordine che, se utilizzata come ieri, rischia di rappresentare un serio pericolo per la democrazia e per la voce di  tutte le minoranze in seno al consiglio Comunale; ma perché l’indifferenza mostrata da questa maggioranza nel liquidare una tematica così importante con qualche battuta intrisa di pressapochismo conferma che c’è ancora tanto da fare per Termoli affinché non cada nell’oblio del peggiore dei mali: l’indifferenza appunto!

Considerare la senatrice Segre come “una che ha fatto un solo intervento in Senato” o “una che solo 19 anni fa scrisse il suo primo libro sulla Shoah”, alla luce di quanto le è recentemente accaduto sia come donna, sia come sopravvissuta alla barbarie peggiore che questo mondo possa ricordare, denota una scarsa conoscenza della storia ma anche una scarsa attitudine a provare sentimenti di umanità verso le minoranze, le donne e, più in generale, gli ultimi che vivono sulla propria pelle il peso dell’indifferenza.

Negare la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre è una bestialità offensiva per chiunque abbia un minimo di senso di appartenenza ad una collettività che si basa su dei valori civili.

È solo di ieri, infatti, la notizia della madre nigeriana insultata nell’ospedale di Sondrio mentre piangeva disperata la morte di sua figlia, a dimostrazione del fatto che l‘imbarbarimento, l’odio e il razzismo nel nostro paese stanno passando ogni limite ma in tanti, troppi, continuano a negarlo.  Negarlo o sminuirlo fa comodo perché altrimenti significherebbe riconoscerlo.

La cattiva politica ha sdoganato l’odio,  e se a quella donna e alla Senatrice Segre è stato urlato di tutto è perché di tutto è stato detto su chi è considerato diverso in questo paese.

Nel Comune di Termoli e in quel pronto soccorso di Sondrio, ieri, c’era l‘Italia peggiore: ciò che potrebbe diventare questo Paese nei prossimi anni se non ci si assume la responsabilità di non essere più indifferenti.

Abbiamo il dovere morale di combattere l’odio per restituire dignità ad un Paese che ogni giorno rischia di perderne un po’.

 

Il centro-sinistra di Termoli (PD, VotaxTe, Italia in Comune)