Cardarelli centro per l’ictus: 14 posti e servizio h24. “Con la trombolisi possiamo salvare chi rischia la vita”

Da una decina di giorni sono già attive, ma solo stamattina sono state inaugurate ufficialmente la Neurologia e la famosa Stroke Unit trasferite al terzo piano dell'ospedale Cardarelli di Campobasso alla presenza del governatore Toma, del commissario Asrem Scafarto. Nel reparto, diretto dal dottore Nicola Iorio, "è garantito il trattamento con trombolisi ai pazienti molisani che presentano una patologia cerebrovascolare acuta". Ma nei casi più gravi bisognerà comunque trasferire il paziente a Benevento dopo la soppressione di Neurochirurgia.

Il centro per curare l’ictus al ‘Veneziale’ di Isernia non esiste più. Neurologia e la famosa Stroke Unit sono state spostate al terzo piano dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, ‘cuore’ (tecnicamente hub) del sistema sanitario regionale. L’attività è iniziata lo scorso 2 dicembre, solo questa mattina (13 dicembre) l’inaugurazione ufficiale del reparto diretto dal dottor Nicola Iorio.

Nove neurologi, quattordici posti letto: sei nel reparto di Stroke unit, sei in quello di Neurologia e due di day hospital. Servizio h24: in pratica, c’è un medico sempre presente, anche di notte e “a disposizione di tutta la regione”. Un centro di eccellenza insomma, almeno nelle intenzioni.

Sono serviti 1,2 milioni di euro per aprire la Stroke e la Neurologia: 672mila euro per la prima, 559mila euro per Neurologia. 

“Sono finanziamenti del Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020”, precisa il governatore Donato Toma che ha visitato il reparto assieme al commissario Asrem Virginia Scafarto. “Potremmo fare altro se avessimo un po’ più di ‘agibilità’ nella gestione della sanità”. Il riferimento è alla gestione commissariale e al Governo che ancora non si adegua alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima l’incompatibilità tra presidente della Regione e commissario ad acta per il rientro dal debito.

“Col Governo – aggiunge il capo della giunta regionale – ci stiamo confrontando sul Patto per la Salute e ieri la commissione sanità della Conferenza delle Regioni ha trasmesso la proposta definitiva al ministro Speranza”. La risposta del titolare della Salute dovrebbe arrivare entro il 18 dicembre.

Nel documento ci sono una serie di richieste: la revoca dei commissari ad acta non presidenti di Regione in virtù della recente sentenza della Consulta, la revisione del decreto Balduzzi sugli standard ospedalieri con possibili deroghe per le piccole Regioni, medici a lavoro fino a 70 anni, possibilità di conferire incarichi di lavoro autonomo e contratti a tempo determinato anche per specializzandi a partire dal secondo anno.

La revisione del decreto Balduzzi potrebbe aprire prospettive diverse anche per il Cardarelli di Campobasso che ha perso la Neurochirurgia. L’attivazione di Neurologia e della Stroke unit consentiranno comunque di curare l’ictus. Ad esempio, nel presidio del capoluogo è “garantito il trattamento con trombolisi ai pazienti molisani che presentano una patologia cerebrovascolare acuta che accedono agli ospedali regionali”, le parole di Toma. “Se non si interviene in tempo si corre il rischio di perdere il paziente oppure può avere danni irreversibili”.

“Le patologie cerebrovascolari sono la seconda causa di morte in Italia e il Molise non fa eccezione. Aver completato questa rete significa aver dato ai pazienti delle chance straordinarie in questa regione”, sottolinea invece il commissario Asrem Scarfarto che, a proposito, resterà in carica almeno fino alla fine gennaio.

Stroke unit ospedale Cardarelli Campobasso

Il dottor Iorio invece scende nel dettaglio delle cure che verranno assicurate: “Questo è un centro per la cura dell’ictus. E’ sicuramente un punto di partenza perchè  dovremmo sicuramente implementare il percorso sanitario attraverso le aree ictus della rete periferica”.

Un aiuto in tal senso arriverà anche dalla tecnologia: “A causa della carenza di personale che caratterizza la sanità in generale, grazie alla tecnologia e ai robot periferici potremmo effettuare visite a distanza nelle sedi periferiche per l’emergenza ictus. Quindi potremmo somministrare la terapia in tempi brevi evitando sia i ritardi che purtroppo creano esiti invalidanti per il paziente sia i costi del ricovero, di trattamento e di riabilitazione. Con la trombolisi un paziente recupera l’autonomia, tornare alla normalità”.

All’inizio dell’anno, tra gennaio e febbraio, sarà completato il percorso per il cosiddetto “telestroke”, ossia entreranno in funzione i robot acquistati dall’Asrem e annunciati lo scorso ottobre in una conferenza stampa dallo stesso governatore con l’allora direttore facente funzione dell’Asrem Antonio Lucchetti.  I tre apparecchi, comprati con i fondi Por Fesr-FSE 2014-2020, posizionati sul letto del paziente, consentiranno una valutazione medica a distanza.

“L’attivazione del telestroke è importantissima. Significa garantire la stessa chance per tutti i pazienti: nel momento in cui abbiamo la diagnosi possiamo garantire una terapia appropriata che consente ai pazienti di evitare ad esempio la paralisi”. 

Al reparto potranno verosimilmente rivolgersi anche i pazienti delle zone al confine con il Molise, del Beneventano e del Foggiano in particolare. “Sarà in grado di favorire mobilità attiva”, insomma.

“Questo reparto rappresenta l’hub del Molise – incalza Iorio – ma può attirare pazienti anche dalle regioni vicine, in particolare dalla provincia di Benevento e Foggia, soprattutto per la parte neurologica”. La Neurochirurgia, infatti, è stata soppressa al Cardarelli nel Piano operativo 2015-2018 targato Paolo di Laura Frattura quando si preferì stringere accordi con il Neuromed di Pozzilli.

“La Stroke non cura solo l’ictus ischemico” che comunque “costituisce l’80% dell’ictus. Quando è possibile – aggiunge il dottore – possiamo trattare l’ictus emorragico con terapia medica e quindi possiamo stabilizzare il paziente”. Ma nei casi più gravi di ictus emorragico, in assenza della Neurochirurgia, i pazienti di Campobasso e delle zone limitrofe saranno trasferiti all’ospedale di Benevento così come prevede il Piano operativo 2019-2021 dei commissari Giustini e Grossi.

Ecco perchè proprio ai tecnici nominati dal Governo è stato chiesto da più parti (medici e forze politiche) il potenziamento del nosocomio del capoluogo ripristinando la Neurochirurgia.

La cosiddetta “ora d’oro” per le malattie tempo dipendenti non può essere ‘sprecata’ per correre in un ospedale attrezzato. Il caso di Michele Cesaride docet.