Assessore posta Mussolini su facebook, esplode il caso: il sindaco chiede le dimissioni

Nicola Travaglini, la sua Giunta e la maggioranza prendono le distanze dall'assessore Massimo Di Stefano che ieri ha postato sul social network una foto di Mussolini con una frase sui traditori e ne chiedono le dimissioni immediate altrimenti "saranno presi provvedimenti".

Di sicuro l’assessore alla cultura Massimo Di Stefano non ha messo in conto le reazioni al post con l’immagine di Benito Mussolini condivisa ieri, venerdì, su Facebook. Non solo indignazione da parte delle associazioni a difesa della Costituzione e dall’opposizione comunale e delle minoranze consiliari.

Il sindaco di Montenero Nicola Travaglini con tutta la sua Giunta e maggioranza questa mattina, in una nota pubblica, ha preso le distanze dal’operato dell’assessore invitandolo a rassegnare immediatamente le dimissioni altrimenti – si legge nel comunicato- “si adotteranno gli opportuni provvedimenti del caso”.

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Massimo Di Stefano finisce così all’angolo per le affermazioni postate sul social network che potrebbero costargli la poltrona. Primonumero si è occupato della vicenda con un articolo approfondito, interpellando lo stesso protagonista , che aveva accompagnato l’immagine del dittatore fascista alla frase “il tradito potrà anche essere un ingenuo, ma il traditore sarà sempre un infame”.

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“Un post nato da un mio pensiero personale che niente c’entra con la politica” si era giustificato al telefono, anticipando che avrebbe rimosso il post. Ma non è servito a neutralizzare la carica esplosiva del gesto perché ora sindaco, presidente del consiglio comunale Giuseppe Murazzo, assessori Gianfranca Marchesani, Domenico Porfido e Simona Contucci e tutti i consiglieri di maggioranza chiedono le sue dimissioni. In alternativa Di Stefano sarà revocato.

“Le opinioni espresse nel post oggetto della querelle non sono condivise e tantomeno rappresentano il pensiero e lo spirito della maggioranza, la quale ritiene essenziale la salvaguardia dei valori della democrazia dentro e fuori le Istituzioni”.